Leopardi · Lettera n. 540
- Mittente
- Leopardi, Carlo Orazio
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 27 marzo 1823
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Roma
- Note alla data
- Recanati 27 Marzo 1823
- Lingua
- italiano, francese
- Incipit
- Caro Buccio. Dopo l'ultima tua sto in aspettazione ad ogni momento di sentire che hai avuto un posto di Cancelliere del Censo.
- Explicit
- se è vero, non mi fa specie che ti sia riconoscente di averlo citato.
- Regesto
-
Carlo si intrattiene, inizialmente, sull'impiego amministrativo di cancelliere del Censo, che ritiene possa essere assegnato a Giacomo senza particolari difficoltà, grazie alla mediazione di Niebuhr presso il cardinale Consalvi. Esprime il proprio sostegno alla decisione di non aver accettato l'incarico di prelato. Carlo Antici, intanto, aveva avvisato Monaldo delle questioni che stavano coinvolgendo Leopardi [cfr. BL 541], il quale aveva fino ad allora aveva taciuto al padre le opportunità lavorative che gli si erano presentate. Carlo Leopardi rivela al fratello il disappunto immediato del genitore alla lettura della l. di Antici.
Successivamente, torna a interessarsi della situazione sentimentale di Paolina, rivelando al fratello di aver identificato in Luigi Marini un buon partito per la contessa. In un clima di assoluta confidenza, poi, Carlo racconta a Giacomo di intrattenere una relazione con la figlia di un certo Venanzo Gentili, commentandone ironicamente il «termometro del puttaneismo».
Da ultimo, commenta divertito l'incidente avvenuto in casa del Mai, raccontato da Giacomo a Monaldo nella l. del 15 marzo 1823 [BL 534] [cfr. Nota 1]. - Note
Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 22 marzo 1823 [BL 538].
1. Durante un pranzo in casa del Mai, al quale prendevano parte anche personalità come Giuseppe De Matthaeis e monsignor Marini, nessuno conosceva l’identità di un abate che Mai aveva omesso di presentare. In quell’occasione fu criticata l’orazione funebre pronunciata per le esequie di Canova, senza sapere che l’autore era presente e ascoltava. Missirini, tuttavia, non serbò rancore e dimenticò presto l’episodio.
- Testimoni
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, [segnatura ignota / non disponibile]
Originale, manoscritto autografo.
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, [segnatura ignota / non disponibile]
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 508, vol. II, pp. 281-283
- Leopardi 1998, lettera n. 540, vol. I, pp. 681-684
- Leopardi 2025, lettera n. 76, pp. 82-84
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Nomi citati
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- Antici, Adelaide
- Antici, Camillo
- Antici, Carlo Teodoro
- Antici, Girolamo
- Antici, Giuseppe
- Antici, Marietta
- Carradori, Oswaldo
- Cesare, Gaio Giulio
- Gentili, Venanzo
- Leopardi, Monaldo
- Leopardi, Paolina
- Marini, Luigi
- Missirini, Melchiorre
- Niebuhr, Barthold Georg
- Pietro, santo
- Roccetti, Raniero
- Spezioli, Chiarina
- Staël, Madame de
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 19 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/540