Leopardi · Lettera n. 530
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Leopardi, Carlo Orazio
- Data
- [12 marzo 1823]
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Nell'autografo di legge «12 febbraio 1823» e tale data viene ribadita nello spazio della sovraccarta, ma l'invio avvenne nel mese di marzo, come si ricava dai bolli postali.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Caro Carlo. È veramente perduta la lettera nella quale mi domandavate del preteso trattato di nozze tra Marietta e Graziani.
- Explicit
- Oh povero Carlino; se potesse un poco anch'egli sgabbiarsi! Io non mi sazio di salutarli tutti due quei carissimi giovani.
- Regesto
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Nella parte iniziale della lettera Leopardi affronta una serie di questioni di interesse per Carlo. In primo luogo, esclude di aver mai avuto notizia di un presunto matrimonio tra Marietta Antici e un certo Graziani. Conferma quindi che Donna Marianna ha ricevuto la sinfonia da lui trascritta, precisando che la mancata espressione di ringraziamento è da attribuire al desiderio di non disturbarlo nelle sue «grate occupazioni». Riferisce inoltre di essersi informato su Latini, predicatore francescano molto stimato a Roma, che si intendeva invitare a Recanati per la Quaresima. Chiude questa sezione rassicurando Carlo circa l’assenza di controlli sulla loro corrispondenza.
Leopardi allega alla lettera un estratto dell’articolo sul De re publica di Cicerone, pubblicato nell’ultimo fascicolo delle «Effemeridi letterarie», e riferisce una comunicazione di Niebuhr del giorno precedente [BL 529], relativa alla disponibilità del Segretario di Stato a conferirgli un incarico, previa presentazione di una domanda scritta. La reazione evasiva dello zio Carlo Antici a tale prospettiva viene registrata come motivo di vivo disappunto da parte di Giacomo.
La lettera si chiude con la trascrizione dei saluti di Giordani indirizzati a Carlo e Paolina, ripresi dalla missiva del 16 febbraio 1823 [BL 519]. - Note
Risponde alle ll. di Carlo Leopardi del 6 e 7 marzo 1823 [BL 524 e 526].
1. Nel comunicare le intenzioni favorevoli del Cardinal Consalvi ad attribuire un incarico amministrativo a Leopardi, Niebuhr aveva omesso che il Segretario di Stato aveva domandato se il recanatese fosse disposto a divenire prelato; il poeta inviò al Consalvi domanda d'impiego come «Cancelliere del Censo in qualche importante Capoluogo di Delegazione» [BL 531] ma l'istanza fu poi resa vana dalla sua «avversione al sacerdozio», come il poeta avrebbe scritto a Carlo il 22 marzo 1823 [BL 538].
2. Le Annotazioni sopra la Cronica d'Eusebio uscirono in tre puntate sulle «Effemeridi Letterarie», dal marzo al dicembre 1823, e successivamente in volume a parte sempre presso l'editore De Romanis (Roma, 1823).
3. Il riferimento alla scoperta effettuata da Leopardi nelle biblioteche romane riguarda il frammento dell’orazione di Libanio ὑπὲρ τῶν ἱερῶν; cfr. BL 526.
4. L'antifrastica retorica attenuativa leopardiana è qui applicata alle tre recensioni filologiche pubblicate a Roma, definite dal poeta "bagattelle" (letteralmente, "coglionerie"). In realtà, in questi progetti Leopardi aveva investito molte energie, come dimostra la l. del 30 dicembre alla sorella Paolina [BL 483].
- Testimoni
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 14344, cc. 40r-41v
Originale, manoscritto autografo.Fogli rilegati, mm 267 x 196.Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo, senza firma.
Filigrana: colomba con testa rivolta in avanti, ala spiegata, zampa su monte a tre cime.
La lettera è conservata all'interno di un codice che presenta la seguente legatura: coperta in tessuto, cartonato con piatti rivestiti in tessuto verde bottiglia e punte e dorso rinforzati in pergamena; sul piatto anteriore, in basso a sinistra, due stemmi; sul dorso, cartiglio incollato con la segnatura del manoscritto e, subito sotto, la stessa segnatura impressa a inchiostro. Sul contropiatto anteriore, cartiglio con la segnatura del manoscritto. Sul contropiatto posteriore, cartiglio del laboratorio di restauro vaticano, su cui si legge: «Registro n. 8» e subito sotto la data «29 GEN. 1999» stampigliata a inchiostro blu. Il codice contiene 18 lettere a Monaldo e Carlo, una nota di libri, una lettera di Adelaide Antici a Carlo Antici e un estratto di altra lettera in duplice copia. Una annotazione premessa ai manoscritti specifica la provenienza delle carte: «Questi autografi, dati da Mons. Alessandro Avoli all’Istituto Massimo alle Terme di Roma l’8 giugno 1906, furono dal P. Giovanni B. Scarpellino S. I., Rettore dello stesso Istituto, donati alla Biblioteca Vaticana il 12 gennaio 1948, per i buoni uffici del P. Pietro Tacchi Venturi S. I.»; i dettagli sono confermati dalla busta che conteneva i documenti, legata entro il codicetto in ultima posizione e corredata dalle seguenti note: «Autografi di Giacomo Leopardi – consegnatimi | da Mons.r Alessandro Avoli il giorno 8 giugno 1906» cui segue la sigla dello Scarpellino e l’annotazione a lapis «Autografi | Lettere | Leopardi». Poiché tutte le note sulla provenienza parlano di autografi leopardiani, non è chiaro se attraverso questa strada siano giunte in Biblioteca anche la lettera di Adelaide Antici e le due copie di un estratto di lettera (probabilmente indirizzata a Monaldo Leopardi ma di mittente ad oggi ignoto). Al tempo stesso, restano parzialmente sconosciute anche le circostanze che condussero le lettere autografe e la lista di libri nelle mani di Alessandro Avoli, sebbene si possa ipotizzare che esse siano state cedute da Teresa Teja Leopardi, ereditaria delle carte del secondo marito, Carlo Leopardi.
Il testo si dispone su tutte le carte.
A c. 41v si legge l’indirizzo.
Nello spazio della sovraccarta si legge l’annotazione «12. febbraio 1823 | nell’Epist.o si sbaglia | in Marzo», relativa alla datazione [ma si noti che la parte restante dell’annotazione è scorretta, perché effettivamente l’invio risale al marzo]. A c. 41v, nell’angolo in basso a destra, si nota quella che sembrerebbe una precedente cartulazione o un numero d’ordine: «18». [Fonte: Manus]
Come evidenziato da Genetelli, «lo stesso autografo di Giacomo [...] reca erroneamente "febbraio": ma Carlo, attento rilettore dei propri apografi, provvede a correggere in un secondo momento "febbraio" in "marzo"» [Genetelli 2016: p. 22, n. 19].
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 14344, cc. 40r-41v
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 172, vol. I, pp. 279-281
- Leopardi 1856, lettera n. 172, vol. I, pp. 295-297
- Leopardi 1892a, lettera n. 238, vol. I, pp. 419-421
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 238, pp. 419-421
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 500, vol. II, pp. 269-271
- Leopardi 1949, lettera n. 256, pp. 404-407
- Leopardi 1998, lettera n. 530, vol. I, pp. 667-669
- Leopardi 2006, lettera n. 265, 396-399
- Leopardi 2025, lettera n. 68, pp. 74-75
- Bibliografia
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- Antona-Traversi 1930a = Camillo Antona-Traversi, Carlo e Luigi Leopardi (Documenti inediti e rari), Trieste, Edizioni C.E.L.V.I, 1930
- Vian 1966 = Nello Vian, Annunzio, in «Giornale Storico della Letteratura italiana», CXLIII, fasc. 443, 1966, pp. 470-471
- Giuliano 1994 = Antonio Giuliano, Giacomo Leopardi e la restaurazione, Napoli, Accademia di Archeologia Lettere e Belle Arti, 1994 (Memorie dell’Accademia di Archeologia Lettere e Belle Arti in Napoli, 8)
- Bellucci, Trenti 1998 = Leopardi a Roma, a cura di Novella Bellucci e Luigi Trenti, Milano, Electa, 1998, pp. 98-102
- Buonocore 1998 = Marco Buonocore, Le lettere di Giacomo Leopardi presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, in Leopardi a Roma, a cura di Novella Bellucci e Luigi Trenti, Milano, Electa, 1998, pp. 374-379
- Panajia 2002 = Alessandro Panajia, Teresa Teja Leopardi. Storia di una scomoda presenza nella famiglia del poeta. Con un inedito di Giacomo Leopardi, Pisa, ETS, 2002 (CollanaOro, 14)
- Abbate 2016 = Carteggi leopardiani inediti. Prospero Viani e la famiglia Leopardi, a cura di Lorenzo Abbate, Macerata, eum, 2016 (Leopardiana. Testi, 1)
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 14 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/530