Leopardi · Lettera n. 525
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Leopardi, Monaldo
- Data
- 7 marzo 1823
- Luogo di partenza
- [Roma]
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- L'indicazione della data, altrimenti assente, è annotata nell'angolo destro in alto di c. 1r di mano di Monaldo Leopardi; l'indicazione del luogo, altrimenti assente, si ricava dai bolli postali
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Carissimo Sig. Padre. Sono cinque ordinarii continui ch'io manco di lettere sue o di casa
- Explicit
- e bacio la mano, e pregandola a non volermi privare delle sue nuove, e a ripetermi ch'ella mi ama, con tutto il cuore mi confermo
- Regesto
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Fu l’abate Rezzi ad affidare a Leopardi l’incarico di redigere un catalogo dei codici greci della Biblioteca Barberiniana, un lavoro che tuttavia il poeta non poté portare a compimento, poiché lo stesso promotore dell’iniziativa, diffidente nei confronti di chi si dedicava allo studio dei manoscritti all'interno della biblioteca, ne interruppe ben presto lo svolgimento. In realtà, Leopardi aveva accolto la proposta di Rezzi soprattutto nella speranza di imbattersi nella scoperta di codici antichi, sul modello delle celebri scoperte di Angelo Mai. Le ricerche condotte tra le carte, parallelamente alla stesura del catalogo, condussero infatti il recanatese all’individuazione di un’orazione di Libanio, Ὑπὲρ τῶν ἱερῶν, della quale fino ad allora si riteneva perduta la parte centrale. Leopardi ne intraprese quindi la trascrizione, operando tuttavia in condizioni di estrema difficoltà, costretto a vigilare costantemente per non attirare l’attenzione di Rezzi, che sorvegliava con particolare scrupolo l’attività degli studiosi presenti in biblioteca. In una lettera al padre, Leopardi riferisce di essersi confrontato sulla natura del codice con «un letterato tedesco», identificabile con ogni probabilità in Friedrich Thiersch. L’intento del poeta era quello di prepararne un’edizione da pubblicare con grande risonanza, una volta concluso il lavoro di catalogazione presso la Barberiniana.
- Note
Segue la l. di Giacomo Leopardi del 22 febbraio 1822 [BL 521]. Il poeta, evidentemente, non aveva ancora ricevuto la monaldiana del 28 febbraio [BL 522].
1. Luigi Maria Rezzi ricopriva l’incarico di bibliotecario della Biblioteca Barberiniana e, su suggerimento di Francesco Cancellieri, aveva proposto a Leopardi l’affidamento del lavoro di catalogazione. Il poeta, in una sua del gennaio 1823, ringraziava l'erudito, scusandosi di non averlo potuto fare di persona per via di una piaga dolorosa che lo costringeva a letto: «Mio Zio m'ha riferito da sua parte quanto Ella s'è compiaciuta di operare col Sig. Ab. Rezzi, e la risposta che ne ha ricevuta. Sarei stato subito in persona da Lei a ringraziarla, ed avrei anche proccurato di vedere il Signor Abate; ma non avendo potuto nè potendo muovermi di casa, nè anche, si può dire, di camera, per una maledetta piaga cagionatami da un gelone a un piede, supplisco come posso per lettera; e rendo infinite grazie a Lei, pregandola di assicurare l'Ab. Rezzi che assumo di buonissima voglia quest'incarico de' Codici greci, e che appena sarò in istato di muovermi, avrò tutto l'impegno di soddisfare al mio assunto» [BL 488].
- Testimoni
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 107, c. 1r-v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 265 x 196.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo.
Inviata a Monaldo Leopardi, la lettera rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservata ancora oggi.
Il testo si dispone sia al recto che al verso.
A c. 1v si legge l'indirizzo. [Fonte: Manus]
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 107, c. 1r-v
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 171, vol. I, pp. 278-279
- Leopardi 1856, lettera n. 171, vol. I, pp. 294-295
- Leopardi 1892a, lettera n. 236, vol. I, pp. 414-415
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 236, vol. I, pp. 414-415
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 494, vol. II, pp. 262-263
- Leopardi 1949, lettera n. 254, pp. 399-400
- Leopardi 1988b, lettera n. 28, pp. 72-73
- Leopardi 1997, lettera n. 17, pp. 51-52
- Leopardi 1998, lettera n. 525, vol. I, pp. 660-661
- Leopardi 2006, lettera n. 263, pp. 392-393
- Leopardi 2025, lettera n. 65, pp. 71-72
- Bibliografia
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- Bellucci 1985 = Novella Bellucci, In nome del padre. Riscontri retorici di un conflitto nelle lettere di Giacomo Leopardi a Monaldo, in «Quaderni di Retorica e Poetica», I, 1, 1985
- Damiani 1988 = Rolando Damiani, La complicità di una comune origine. In margine al carteggio tra Giacomo e Monaldo Leopardi, in «Lettere italiane», XL, 3, 1988, pp. 402-414
- Palmieri 1993 = Pantaleo Palmieri, La lingua degli affetti: parole al padre, in Lingua e stile di Giacomo Leopardi. Atti dell'VIII Convegno internazionale di studi leopardiani, Firenze, Olschki, 1994, pp. 473-492
- Tellini 1995a = Gino Tellini, Lo stile della dissimulazione, in L’arte della prosa. Alfieri, Leopardi, Tommaseo e altri, Firenze, La Nuova Italia, 1995, pp. 145-154
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
- Nomi citati
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 14 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/525