Leopardi · Lettera n. 522

Mittente
Leopardi, Monaldo
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
28 febbraio 1823
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Roma
Note alla data
Recanati li 28 Feb.° 1823
Lingua
italiano
Incipit
Mio caro ed amatissimo Figlio. Soggiungo brevemente alle due care vostre 15 e 22 corrente
Explicit
Al suddetto Cavaliere un abbraccio, e scuse se gli risponderò solamente nel venturo.
Regesto

Monaldo manifesta compiacimento per l’entusiasmo suscitato dalla ricezione dell’edizione quattrocentesca del De Lingua Latina di Varrone, inviata in prestito a Melchiorri per il lavoro sull’opera varroniana condotto insieme a Pietro Ercole Visconti (un’edizione che, peraltro, non vedrà mai la luce); contestualmente, tuttavia, il conte recanatese ne sollecita una pronta restituzione. Le notizie relative alla promozione al vescovato di alcuni ecclesiastici a lui noti non suscitavano in lui particolare interesse, poiché le considerava mere voci di corridoio, pettegolezzi utili soltanto a «eccitare la incontinenza polmonare degli oziosi». Tra i progetti rientranti nel suo mandato di gonfaloniere figurava inoltre la costruzione di un nuovo teatro a Recanati, destinato a sostituire quello edificato nel 1719. Monaldo ne immaginava l’inserimento in un’ala di Palazzo Antici, mentre i cosiddetti «piazzaroli» ne auspicavano la collocazione in prossimità della Piazza grande, nel cuore dell’abitato. Uno dei principali vantaggi del progetto monaldesco risiedeva, infine, nel significativo risparmio economico che esso avrebbe comportato.

Note

Risponde alle ll. di Giacomo Leopardi del 15 e 22 febbraio 1823 [BL 518 e 521].
1. Alla fine, la proposta dei «piazzaroli» avrebbe avuto la meglio; come afferma Moroncini, infatti, essi vinsero con «69 voti contro 3 soli favorevoli a Monaldo».
2. Monaldo era attaccato ai suoi libri al punto da ricordare tutti i prestiti elargiti. Il 31 gennaio 1826 chiedeva a Giacomo di riavere indietro l'opera di Varrone, che non era ancora stata restituita da Melchiorri: «Vi raccomando questi libri assai pregandovi di sorvegliarli attentam.e se escono dalle vostre mani, e di assicurarne il ritorno. Sapere che io sono un po' geloso di questa nostra Librerìa la quale non vorrei vedere distrutta prima di mè. Anzi in proposito di essa vi prego di scrivere a Peppino Melchiorri, e di ottenerne il ritorno del mio Catone, che gli fa compagnia da trè anni, e che io voglio ricollocare al suo posto».

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, [segnatura ignota / non disponibile]
    Originale, manoscritto autografo.
Edizioni
Bibliografia
  • Damiani 1988 = Rolando Damiani, La complicità di una comune origine. In margine al carteggio tra Giacomo e Monaldo Leopardi, in «Lettere italiane», XL, 3, 1988, pp. 402-414
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 13 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/522