Leopardi · Lettera n. 521

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Monaldo
Data
22 febbraio 1823
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Roma 22 Febbrajo 1823 [l'indicazione topico-cronica è posposta alla firma. BL trae il testo dalla copia di un ignoto, conservata nella Biblioteca Comunale di Treviso].
Lingua
italiano
Incipit
Carissimo Sig. Padre D. Pietro Cesanelli mi consegnò da sua parte il Varrone,
Explicit
Io fo molto moto, e sono ordinariamente in giro per le biblioteche. Saluti cordiali di tutti. Le bacio la mano, e domandando la sua benedizione mi ripeto
Regesto

Dopo aver ringraziato il padre per aver inviato a Melchiorri l’edizione quattrocentesca del De Lingua Latina di Varrone, consegnatagli dal passionista Pietro Cesanelli, Leopardi comunica a Monaldo alcune notizie relative a vescovi e cardinali, che riteneva potessero essere di interesse per il conte. Padre Trachini, amico di famiglia, era nel frattempo deceduto, mentre Dandini e Falsacappa erano destinati a conseguire il vescovato, rispettivamente, di Osimo e di Ancona.
L’accenno di primavera era stato presto soppiantato da un improvviso ritorno del freddo; tuttavia Leopardi afferma di riuscire a sopportarlo grazie all’esercizio fisico e all’intensa applicazione nello studio, svolto «in giro per le biblioteche».

Note

Segue la l. di Giacomo Leopardi del 15 febbraio 1823 [BL 518].
1. È un periodo di intensa frequentazione di biblioteche per Leopardi, impegnato in quei giorni nella lettura del Voyage du jeune Anacharsis en Grèce di Barthélemy, di cui a Roma aveva trovato la copia originale. Dal libro, egli traeva nozioni sul pessimismo antico. In quei giorni, oltretutto, il poeta frequentava la Biblioteca Barberiniana, ove si occupava di redigere il catalogo dei codici greci.

Testimoni
  • Treviso, Biblioteca comunale di Treviso - G. Comisso, Fondo Pavan, Ms. 1651.2

    Vedi immagini

    Copia, manoscritto di altra mano.
    Fogli sciolti.

    Note: L'apografo è di mano ignota. Moroncini evidenzia che, nell'aprile del 1867, Paolina cedette l’autografo a un non meglio identificato «abate Busatti». Qualche anno dopo, Dante Manetti confermò e approfondì la notizia, precisando che la data esatta della donazione era il primo aprile 1867. Seguendo le ricerche dei suoi predecessori, anche Francesco Flora si dedicò alla ricostruzione della storia del manoscritto, sottolineando che esso «entrò poi nella collezione di Antonio Pavan». Quest’ultima, in gran parte, è oggi conservata presso la Biblioteca comunale di Treviso, grazie all’acquisto all’asta effettuato dall’abate Luigi Bailo, primo bibliotecario dell’istituzione trevigiana. Tuttavia, tra le carte Pavan non si trova l’originale della missiva leopardiana, ma soltanto un apografo di mano ignota, che potrebbe aver sostituito l’autografo nel momento in cui quest’ultimo fu donato o scambiato con un altro collezionista. Già nel 1885, infatti, il manoscritto risultava appartenere alla collezione di Raffaello Sopran – allora giovane direttore del Museo civico di Oderzo e allievo di Luigi Bailo – il quale ne pubblicò il testo come inedito in una plaquette celebrativa della laurea del cugino, Pietro Avoledo. L’ipotesi più plausibile, considerando i legami personali e territoriali tra i protagonisti della vicenda, è che la lettera sia stata oggetto di uno scambio tra Sopran e Pavan, con quest’ultimo che probabilmente la cedette al primo, trattenendone una copia per sé. [cfr. Marozzi 2023: pp. 136-137] Anche Pavan, come Sopran, aveva pubblicato il testo della l. come inedito, in Due lettere inedite di Vincenzo Gioberti a mons. Artico vescovo di Asti e di Giacomo Leopardi al conte Monaldo (Treviso, Turazza, 1885); in realtà, il testo compariva già in Leopardi 1882.

Edizioni
Bibliografia
  • Bellucci 1985 = Novella Bellucci, In nome del padre. Riscontri retorici di un conflitto nelle lettere di Giacomo Leopardi a Monaldo, in «Quaderni di Retorica e Poetica», I, 1, 1985
  • Damiani 1988 = Rolando Damiani, La complicità di una comune origine. In margine al carteggio tra Giacomo e Monaldo Leopardi, in «Lettere italiane», XL, 3, 1988, pp. 402-414
  • Palmieri 1993 = Pantaleo Palmieri, La lingua degli affetti: parole al padre, in Lingua e stile di Giacomo Leopardi. Atti dell'VIII Convegno internazionale di studi leopardiani, Firenze, Olschki, 1994, pp. 473-492
  • Tellini 1995a = Gino Tellini, Lo stile della dissimulazione, in L’arte della prosa. Alfieri, Leopardi, Tommaseo e altri, Firenze, La Nuova Italia, 1995, pp. 145-154
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 12 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/521