Leopardi · Lettera n. 517
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Leopardi, Carlo Orazio
- Data
- 11 febbraio 1823
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Roma, la sera di Carnevale 1823
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Caro Carlo mio. Ti scrivo per salutarti, e dirti che sto bene e ti voglio bene come sempre.
- Explicit
- Addio: ti do tanti baci, e ti ricordo il tuo antico Buccio.
- Regesto
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Giacomo, incatenato alle rigide strutture di casa Antici, si dice infastidito dal frastuono generato dalle celebrazioni di Carnevale, in procinto, comunque, di giungere a conclusione. Promette al fratello di inviargli a stretto giro i lavori pubblicati nell'ultimo fascicolo delle «Effemeridi letterarie», vale a dire l'articolo sui Philonis Iudaei Sermones tres hactenus inediti, le Notae in M. Tullii Ciceronis de Re Publica e le Annotazioni sopra la Cronica di Eusebio [BL 489]. Aggiorna Carlo sulle buone condizioni di salute di Marietta Antici. In ultima battuta, Giacomo accenna a un episodio avvenuto qualche giorno prima a casa di Angelo Mai, promettendo di dettagliarlo a voce quando si sarebbero rivisti.
- Note
Segue la l. inviata a Carlo Leopardi il 5 febbraio 1823 [BL 514].
1. Un accenno ai lavori da pubblicare sulle «Effemeridi letterarie» si trova anche in una l. a Carlo del 6 gennaio 1823 [BL 489].
2. Sebbene Giacomo avesse inizialmente deciso di riferire oralmente l’episodio avvenuto durante un pranzo in casa di Mai, egli scelse infine di affidare il pettegolezzo a una lettera indirizzata al padre Monaldo, datata 15 marzo 1823 [cfr. BL 534]. Nel corso di quell’incontro conviviale, al quale partecipavano, tra gli altri, Giuseppe De Matthaeis e monsignor Marini, l’identità di un abate, che Mai non aveva presentato, rimase ignota ai commensali. In tale contesto fu criticata l’orazione funebre pronunciata in occasione delle esequie di Canova, alla presenza stessa dell’autore - Melchiorre Missirini -, che ascoltava le osservazioni. Missirini, tuttavia, non serbò rancore e dimenticò presto l’accaduto. Sul tema rimando, inoltre, a Bellucci, Trenti 1998, pp. 117-120.
- Testimoni
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Reggio Emilia, Archivio di Stato di Reggio Emilia, Carte Viani, 225, 236
Copia, manoscritto di altra mano.Fogli sciolti.
Note: Apografo di Prospero Viani. L'autografo della l. non è stato ritrovato.
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Reggio Emilia, Archivio di Stato di Reggio Emilia, Carte Viani, 225, 236
- Edizioni
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- Leopardi 1892a, lettera n. 231, vol. I, pp. 409-410
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 231, pp. 409-410
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 487, vol. II, pp. 254-255
- Leopardi 1949, lettera n. 250, pp. 395-396
- Leopardi 1998, lettera n. 517, vol. I, p. 650
- Leopardi 2006, lettera n. 259, pp. 387-388
- Leopardi 2025, lettera n. 58, pp. 65-66
- Bibliografia
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- Bellucci, Trenti 1998 = Leopardi a Roma, a cura di Novella Bellucci e Luigi Trenti, Milano, Electa, 1998, pp. 117-120
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
- Nomi citati
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 12 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/517