Leopardi · Lettera n. 514
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Leopardi, Carlo Orazio
- Data
- [5 febbraio 1823]
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- L'indicazione dell'anno, altrimenti assente, si ricava dalla biografia e da un'annotazione apposta nello spazio della sovraccarta (c. 37v); è inoltre aggiunta accanto alla data da mano non leopardiana. Nel ms: 5 Febbraio [1823].
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Caro Carlo. Dal tuono della tua lettera mi par di vedere che tu sei più allegro del solito,
- Explicit
- Addio, addio, ch'è ora di pranzo, e andremo a sentirne delle belle, secondo il solito.
- Regesto
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Giacomo, congratulandosi con il fratello per le sue prodezze amorose, ne elogia le doti poetiche, affermando che i sonetti da lui composti per Clorinda Corradi presentano tratti alfieriani. Egli si mostra tuttavia scettivo circa l'effettiva utilità dell'intervento di Luigi Marini, direttore del Catasto, nel favorire l'ottenimento di una solida posizione lavorativa, pur assicurando al fratello che continuerà a mantenere i contatti necessari. Il discorso si sposta quindi sulle opere teatrali cui entrambi assistono: Leopardi confessa di essersi profondamente commosso per la Donna del lago, rappresentata al teatro Argentina, sebbene ne critichi l’eccessiva durata, pari a sei ore. Egli commenta inoltre la sfilata di Carnevale alla quale aveva assistito, definendo «divino» il corpo di una donna danzante. In chiusura, la conversazione torna su Marietta Antici, la «cattiva», sulla quale Giacomo era solito aggiornare Carlo: priva di distrazioni, ella è costretta alla «vita porca» e monotona di casa Antici.
- Note
Risponde alla l. di Carlo Leopardi del 26 gennaio 1823 [BL 507].
1. Le «voci sorprendenti» ascoltate nella Donna del lago erano le medesime che avevano interpretato l'Eufemio, vale a dire quelle di Vincenzo Botticelli, Rosmunda Pisaroni e Santina Ferlotti. Come riportato da Damiani [Leopardi 2006, p. 1281], «si trattava di una edizione rimaneggiata, con un'interpolazione di brani adatti ai mezzi vocali dei cantanti».
2. La l. nella quale venivano chieste notizie su Carlo e Paolina, inviata a Leopardi da Pietro Giordani, è quella del 12 gennaio 1823 [BL 496].
3. Luigi Marini era stato eletto direttore generale dei Catasti nel 1817. Fu membro di numerose accademie e costituì nella sua abitazione una biblioteca che Leopardi frequentò assiduamente in compagnia del cugino Melchiorri. Nel rapporto tra Leopardi e Marini (ben ricostruito in Bellucci, Trenti 1998, pp.71-72), tuttavia, vennero a inserirsi elementi di ordine personale e familiare definitivamente compromettenti: tra questi, vi è senz'altro il tentativo di collocamento del poeta come Cancelliere del Censo, e, successivamente, il progetto del matrimonio fra Paolina Leopardi e Marini stesso.
- Testimoni
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 14344, cc. 36r-37v
Originale, manoscritto autografo.Fogli rilegati, mm 267 x 188.Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo, senza firma.
Filigrana: giglio doppio.
La lettera è conservata all'interno di un codice che presenta la seguente legatura: coperta in tessuto, cartonato con piatti rivestiti in tessuto verde bottiglia e punte e dorso rinforzati in pergamena; sul piatto anteriore, in basso a sinistra, due stemmi; sul dorso, cartiglio incollato con la segnatura del manoscritto e, subito sotto, la stessa segnatura impressa a inchiostro. Sul contropiatto anteriore, cartiglio con la segnatura del manoscritto. Sul contropiatto posteriore, cartiglio del laboratorio di restauro vaticano, su cui si legge: «Registro n. 8» e subito sotto la data «29 GEN. 1999» stampigliata a inchiostro blu. Il codice contiene 18 lettere a Monaldo e Carlo, una nota di libri, una lettera di Adelaide Antici a Carlo Antici e un estratto di altra lettera in duplice copia. Una annotazione premessa ai manoscritti specifica la provenienza delle carte: «Questi autografi, dati da Mons. Alessandro Avoli all’Istituto Massimo alle Terme di Roma l’8 giugno 1906, furono dal P. Giovanni B. Scarpellino S. I., Rettore dello stesso Istituto, donati alla Biblioteca Vaticana il 12 gennaio 1948, per i buoni uffici del P. Pietro Tacchi Venturi S. I.»; i dettagli sono confermati dalla busta che conteneva i documenti, legata entro il codicetto in ultima posizione e corredata dalle seguenti note: «Autografi di Giacomo Leopardi – consegnatimi | da Mons.r Alessandro Avoli il giorno 8 giugno 1906» cui segue la sigla dello Scarpellino e l’annotazione a lapis «Autografi | Lettere | Leopardi». Poiché tutte le note sulla provenienza parlano di autografi leopardiani, non è chiaro se attraverso questa strada siano giunte in Biblioteca anche la lettera di Adelaide Antici e le due copie di un estratto di lettera (probabilmente indirizzata a Monaldo Leopardi ma di mittente ad oggi ignoto). Al tempo stesso, restano parzialmente sconosciute anche le circostanze che condussero le lettere autografe e la lista di libri nelle mani di Alessandro Avoli, sebbene si possa ipotizzare che esse siano state cedute da Teresa Teja Leopardi, ereditaria delle carte del secondo marito, Carlo Leopardi.
Il testo si dispone sulle carte 36r-v e 37r.
A c. 37v si legge l’indirizzo.
Il segno del sigillo aveva causato uno strappo nel lato sinistro al centro, successivamente restaurato.
A c. 36r si legge un’annotazione a lapis nell’angolo in alto a sinistra: «Pubblicata | vedine citazioni | nel G. Leop. del De Sanctis | p. 217-18» mentre un’altra, ad essa speculare, si legge nell’angolo destro in alto, sotto il simbolo «V»: «Bideri p. 106».
Nello spazio della sovraccarta si legge l’annotazione «5 febb. 1823», relativa alla datazione. A c. 37v, nell’angolo in basso a destra, si nota quella che sembrerebbe una precedente cartulazione o un numero d’ordine: «6». [Fonte: Manus]
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 14344, cc. 36r-37v
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 168, vol. I, pp. 273-275
- Leopardi 1856, lettera n. 168, vol. I, pp. 288-290
- Leopardi 1892a, lettera n. 230, vol. I, pp. 407-409
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 230, pp. 407-409
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 484, vol. II, pp. 251-253
- Leopardi 1949, lettera n. 248, pp. 392-394
- Leopardi 1998, lettera n. 514, vol. I, pp. 645-648
- Leopardi 2025, lettera n. 55, pp. 63-64
- Bibliografia
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- Antona-Traversi 1930a = Camillo Antona-Traversi, Carlo e Luigi Leopardi (Documenti inediti e rari), Trieste, Edizioni C.E.L.V.I, 1930
- Vian 1966 = Nello Vian, Annunzio, in «Giornale Storico della Letteratura italiana», CXLIII, fasc. 443, 1966, pp. 470-471
- Giuliano 1994 = Antonio Giuliano, Giacomo Leopardi e la restaurazione, Napoli, Accademia di Archeologia Lettere e Belle Arti, 1994 (Memorie dell’Accademia di Archeologia Lettere e Belle Arti in Napoli, 8)
- Bellucci, Trenti 1998 = Leopardi a Roma, a cura di Novella Bellucci e Luigi Trenti, Milano, Electa, 1998, pp. 71-72
- Buonocore 1998 = Marco Buonocore, Le lettere di Giacomo Leopardi presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, in Leopardi a Roma, a cura di Novella Bellucci e Luigi Trenti, Milano, Electa, 1998, pp. 374-379
- Panajia 2002 = Alessandro Panajia, Teresa Teja Leopardi. Storia di una scomoda presenza nella famiglia del poeta. Con un inedito di Giacomo Leopardi, Pisa, ETS, 2002 (CollanaOro, 14)
- Abbate 2016 = Carteggi leopardiani inediti. Prospero Viani e la famiglia Leopardi, a cura di Lorenzo Abbate, Macerata, eum, 2016 (Leopardiana. Testi, 1)
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 12 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/514