Leopardi · Lettera n. 507

Mittente
Leopardi, Carlo Orazio
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
26 gennaio 1823
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Roma
Note alla data
Recanati 26. 1823.
Lingua
italiano
Incipit
Caro Buccio. Ti scrivo così dalla parte della fodera, perchè sul diritto ti deve poi scriver Mamma,
Explicit
Abbiti cura, e lasci (sic) che ti abbracci strettamente, mio caro Giacomo. Addio.
Regesto

Il verso del foglio di una l. redatta da Adelaide Antici è occupato da Carlo, che vi aggiunge alcuni aggiornamenti destinati a Giacomo. Tra questi figura la notizia di un nuovo sonetto composto per Clorinda Corradi, impegnata in quei giorni nell'interpretazione della Cenerentola di Rossini, in scena a Recanati: Carlo ne celebra le eccezionali doti canore e ne manifesta apertamente il corteggiamento. Il resto della l. è dedicato allo sfogo per la noia avvertita quotidianamente nel paese natale, dove «non si sa come passar le ore», in questo contesto, Carlo chiede al fratello di potersi avvalere dell'influenza di Luigi Marini, direttore del catasto a Roma, al fine di ottenere un eventuale incarico cui Giacomo non sarebbe interessato.

Note

Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 22 gennaio 1823 [BL 504].
1. La frase «dal G solreut con due tagli in collo sotto le righe fino al B mi con un taglio in collo sopra le righe; e in caso di bisogno arriva anche al C solfaut e C solfaut diesis» si riferisce alle alle note sol, si do e do diesis.

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, [segnatura ignota / non disponibile]
    Originale, manoscritto autografo.
Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 10 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/507