Leopardi · Lettera n. 50

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Stella, Antonio Fortunato
Data
21 marzo 1817
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Milano
Note alla data
Recanati 21 Marzo 1817.
Lingua
italiano
Incipit
Stimatissimo Signore. Il primo del corrente ci giunse in perfetto stato la sua spedizione n. 9
Explicit
verso la sua degnissima persona, alla quale sinceramente mi protesto devotissimo obbligatissimo servo ed amico
Regesto

Leopardi aggiorna lo Stella sulle spedizioni attese a Recanati, sottolineando, non senza qualche punta di stizza i continui ritardi: al contrario di quanto lamentava lo Stella, i doni inviati da Monaldo da Recanati sono giunti a destinazione ben prima dei libri mandati da Milano. Leopardi continua poi la sua lettera, lodando la carta e i caratteri con cui era stata stampata la sua traduzione del secondo libro dell'Eneide, ma non ne elogia la cura: allertato anche da Vincenzo Monti, destinatario di una delle copie, Leopardi aveva rinvenuto non pochi errori e interventi non imputabili alla sua volontà. Naufragata la possibilità di recensire l'opera su Callimaco di Bernardo Bellini, Leopardi dice di poter fornire altro materiale, per poi soffermarsi sulle sorti del manoscritto dell'Inno a Nettuno: giunto per sbaglio nelle mani di Giuseppe Acerbi, direttore della «Biblioteca Italiana», che, ignaro dell'errore, si era detto disponibile a pubblicarlo. Leopardi poi incalza lo Stella a fornirgli un suo parere, rispetto a quanto scritto nella lettera del 24 gennaio, circa un suo volgarizzamento del Dionigi di Alicarnasso, rinvenuto dal Mai [BL 34]. In allegato alla lettera, Leopardi invia poi un altro manoscritto, contenente i versi dell'Appressamento alla morte, che chiede di inviare a Pietro Giordani. La lettera si chiude con un poscritto, dove si elencano nuovi libri commissionati da Leopardi.

Note

La lettera risponde a quella dello Stella del 5 marzo 1817 [BL 43].
La spedizione n. 8, inerente il lavoro di Bernardo Bellini sul Callimaco e affidata a Marsoner di Rimini tarda ad arrivare, giungendo a Recanati solo nel maggio 1817 [BL 24; 26; 32; 35; 39; 43; 62]. La spedizione n. 9, deve riferirisi all'ordine allegato alla lettera del 27 dicembre, il cui tramite era un tal Biraghi [BL 32, 39 e 50]. La spedizione n. 10 consta invece nell'Estratto di Sebastiano Ciampi in polemica con il Mai, di cui Leopardi aveva chiesto l'invio il 21 febbraio [BL 39].
Leopardi avvisava del prossimo invio, affidato allo Stella [BL 39], la sua traduzione dell'Eneide virgiliana Monti, Mai e Giordani il 21 febbraio 1817 [BL 36, 37, 38]; come si legge nella lettera, Monti, pur lodando espressamente il lavoro di Giacomo, fa accenno ad alcuni errori non del tutto marginali [BL 45].
Per l'invio di olio e vino da parte di Monaldo, cfr. BL 32.
Era stato lo stesso Stella a proporre una recensione alla Traduzione di tutti i poeti classici greci di Bernardo Bellini, in particolare sul lavoro su Callimaco, alla fine del novembre [BL 24]; Leopardi, che aveva già affrontato l'argomento nella sua Lettera ai Compilatori della Biblioteca Italiana, si diceva favorevole a prendersi l'impegno, che non venne però mai portato a termine [BL 24; 26; 30; 32].
Forse Leopardi intende fornire allo Stella la Titanomachia di Esiodo, accompagnata da un lungo preambolo, poi pubblicata sullo «Spettatore» del 1 giugno 1817.
Sull'errore di invio del manoscritto dell'Inno a Nettuno a Giuseppe Acerbi si vedano le lettere BL 46 e 48; il manoscritto verrà restituito allo Stella solo in aprile.
Il 24 gennaio Leopardi, temendo che la sua precedente del 27 dicembre non fosse giunta a destinazione [BL 32], riassumeva quanto detto in precedenza, aggiungendo però la proposta di pubblicare un suo volgarizzamento dei frammenti di Dionigi di Alicarnasso pubblicati dal Mai (1816), fornendo anche dei dettagli di tipo editoriale [BL 34].
Tramite lo Stella, Leopardi invia a Pietro Giordani i versi dell' Appressamento della morte, composto tra il novembre e il dicembre 1816 [BL 49].
L'articolo di cui si accenna in questa lettera, pubblicato anonimo sulla rivista padovana, il «Giornale dell'Italiana Letteratura» (sett-ott. 1816), lodava la traduzione leopardiana La guerra dei topi e delle rane, apparsa per lo «Spettatore» dello Stella [BL 21, 24, 39 e 43].

Testimoni
  • Reggio Emilia, Archivio di Stato di Reggio Emilia, Carte Viani, 27, 142-143
    Copia.

    Note: Inviato ad Antonio Fortunato Stella, il manoscritto venne poi venduto dagli Stella al loro ex collaboratore Giovanni Resnati, il quale, intorno al 1845, fornì una copia dell’esemplare a Prospero Viani, in vista dell’edizione dell’Epistolario leopardiano. Disperso invece l'autografo. La versione poi edita da Viani nella quinta edizione della stampa dell'epistolario leopardiano differisce dalla copia fornita da Resnati.

Edizioni
Bibliografia
  • Landi 1987 = Patrizia Landi, L’editore milanese Antonio Fortunato Stella e i primi rapporti con casa Leopardi, in «Otto/Novecento», XI, 1987, pp. 5-32
  • Leopardi 2002 = Giacomo Leopardi, Appressamento della morte, a cura di Sabrina Delcò-Toschini e Christian Genetelli, Padova, Editrice Antenore, 2002
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 19 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/50