Leopardi · Lettera n. 497
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Leopardi, Monaldo
- Data
- 13 gennaio 1823
- Luogo di partenza
- [Roma]
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- L'indicazione dell'anno, altrimenti assente, è annotata a matita da mano ignota sopra la data cronica autografa [«13 Gen.»]; l'indicazione del luogo, altrimenti assente, si ricava dai bolli postali
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Ho ricevuto oggi la sua amorosissima dei 10. Manderò alla posta a riscuotere l'unguento
- Explicit
- Oggi (15) la mia piaghetta va meglio, ma mi ostino in letto finchè non sia guarita in modo che non si debba riaprire. Le bacio la mano, e chiedendole la benedizione mi ripeto
- Regesto
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Leopardi avrebbe provveduto a ritirare il giorno stesso l’unguento alla malva inviato dal padre per alleviare il fastidio provocato dalla piaga comparsa di recente alla mano. La necessità di riposo imposta da questo disturbo fisico gli impediva di dilungarsi eccessivamente; nondimeno, il poeta espone sinteticamente le ragioni per cui gli svantaggi indicati da Monaldo in merito all’impresa della traduzione integrale di Platone non apparivano fondati. In primo luogo, Leopardi precisa che De Romanis non aveva fissato alcun termine vincolante di tre anni per l’esecuzione del lavoro, lasciando al poeta la libertà di stabilirne i tempi. Inoltre, non si rendeva necessario l’acquisto di una buona edizione delle opere platoniche, poiché l’editore stesso gli aveva fornito gratuitamente una copia (quella curata da Friedrich Ast, Platonis Quae exstant opera. Accedunt Platonis quae feruntur scripta. Ad optimorum librorum recensuit, in linguam Latinam convertit, adnotationibus explanavit indicesque rerum ac verborum accuratissimos adjecit Friedricius Astius, in Libraria Weidmana, Lipsiae 1819-1829, 10 voll.); De Romanis si era inoltre dichiarato disponibile a procurargli qualsiasi altro materiale bibliografico eventualmente necessario. Il tono polemico risulta infine attenuato da un cenno alle lodi rivolte a Monaldo da Cesare Nembrini Pironi Gonzaga.
Due giorni dopo, il 15 gennaio, Leopardi aggiunge infine due righe alla l. per informare il padre che la piaga è ormai prossima alla completa guarigione. - Note
Risponde alla l. di Monaldo Leopardi del 10 gennaio 1823 [BL 495].
1. Alla fine, Leopardi rinunciò all’incarico di traduzione dell’opera di Platone. I motivi della sua decisione sono chiaramente esposti in una lettera al fratello Carlo del 22 gennaio 1822 [BL 504]: il lavoro avrebbe richiesto un impegno considerevole, compensato da un onorario modesto. Inoltre, Giacomo nutriva altri progetti e ambiva a una maggiore autonomia, che avrebbe potuto ottenere accettando la carica di cancelliere del Censo — incarico che poteva riuscire a conseguire grazie all’intercessione di Francesco Cancellieri — oppure trovando un mecenate straniero disposto a sostenerlo.
2. L'edizione delle opere platoniche curata da Friedrich Ast figura nel Catalogo della Biblioteca Leopardi, ma, come specificato da un'annotazione di Monaldo, ne erano rimasti in casa solo 4 tomi. La segnalazione dell'annotazione monaldiana è di Moroncini [Leopardi 1934-1941].
- Testimoni
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 102, c. 1r-v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 265 x 190.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo.
Filigrana: giglio doppio.
Inviata a Monaldo Leopardi, la lettera rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservata ancora oggi.
Il testo si dispone sia al recto che al verso.
A c. 1v si legge l'indirizzo. [Fonte: Manus]
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 102, c. 1r-v
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 163, vol. I, pp. 264-265
- Leopardi 1856, lettera n. 163, vol. I, pp. 280-281
- Leopardi 1892a, lettera n. 221, vol. I, pp. 391-392
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 221, vol. I, pp. 391-392
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 470, vol. II, pp. 235-236
- Leopardi 1949, lettera n. 238, pp. 376-377
- Leopardi 1988b, lettera n. 21, pp. 65-66
- Leopardi 1997, lettera n. 12, pp. 45-46
- Leopardi 1998, lettera n. 497, vol. I, pp. 625-626
- Leopardi 2006, lettera n. 247, pp. 369-371
- Leopardi 2025, lettera n. 43, p. 52
- Bibliografia
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- Bellucci 1985 = Novella Bellucci, In nome del padre. Riscontri retorici di un conflitto nelle lettere di Giacomo Leopardi a Monaldo, in «Quaderni di Retorica e Poetica», I, 1, 1985
- Damiani 1988 = Rolando Damiani, La complicità di una comune origine. In margine al carteggio tra Giacomo e Monaldo Leopardi, in «Lettere italiane», XL, 3, 1988, pp. 402-414
- Palmieri 1993 = Pantaleo Palmieri, La lingua degli affetti: parole al padre, in Lingua e stile di Giacomo Leopardi. Atti dell'VIII Convegno internazionale di studi leopardiani, Firenze, Olschki, 1994, pp. 473-492
- Tellini 1995a = Gino Tellini, Lo stile della dissimulazione, in L’arte della prosa. Alfieri, Leopardi, Tommaseo e altri, Firenze, La Nuova Italia, 1995, pp. 145-154
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 10 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/497