Leopardi · Lettera n. 476
- Mittente
- Leopardi, Monaldo
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 16 dicembre 1822
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Roma
- Note alla data
- Recanati lì 16 Decembre 1822.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Mio carissimo Figlio. Ho ricevuta la cara vostra delli 9, e in essa un compenso al silenzio dell'ordinario precedente che mi aveva amareggiato.
- Explicit
- Trovo mancante in Libreria il Tomo IV Murray, Apparatus medicaminum. Ditemi se lo avete prestato, onde poterlo ricuperare.
- Regesto
-
Monaldo, sollevato per aver finalmente ricevuto notizie dal figlio, ripercorre una per una tutte le sollecitazioni avanzate da Giacomo nella lettera del 9 dicembre [BL 468]. In primo luogo, si allinea al parere di Melchiorri, che aveva classificato la moneta tra le «Papirie», pur senza aderire alla teoria da lui proposta circa il codice dell’altra moneta, che a giudizio del conte recanatese difficilmente poteva essere interpretato come le iniziali di «Aurelius Rufus». Il conte afferma inoltre di ricordare con estrema chiarezza Luigi Marini, direttore generale del Catasto, conosciuto all’epoca dell’ammenda di ottomila scudi inflittagli nel 1801 e successivamente revocata. Monaldo suggerisce quindi al figlio di invitare in casa, a Recanati, chiunque desideri frequentare, pur consapevole che ciò avrebbe probabilmente infastidito Adelaide.
A queste notizie se ne aggiungono altre di carattere bibliografico; anzitutto, il conte recanatese manifesta interesse per l’acquisto delle edizioni del Mai del De re publica e del Frontone (M. Cornelii Frontonis et M. Aurelii Imperatoris Epistulae. L. Veri et Antonini Pii et Appiani Epistularum Reliquiae. Fragmenta Frontonis et scripta grammatica. Editio prima romana plus centum epistulis acuta ex codice rescripto Bibliothecae Pontificiae Vaticanae curante Angelo Maio Bibliothecae eiusdem praefecto). Informa poi Giacomo di aver ricevuto «in dono un sacco di libri» dall’amico recanatese Isidoro Roberti. Preoccupato per alcune mancanze nella biblioteca di casa, chiede al figlio se per caso abbia portato con sé alcune opere: quella di Daniello Bartoli, Il torto è ’l diritto del non si può (1655), «il piccolo Omero greco-latino in due tomi» e l’Apparatus medicaminum di Murray.
Sfruttando infine la permanenza del poeta nella capitale, dove il mercato librario era senz’altro più ricco, gli domanda di procurarsi una Vita di Leone X di Paolo Giovio, nella quale Giacomo avrebbe dovuto ricercare notizie su Amedeo Alberici, un rivoltoso che nel 1521 assalì il castello di Montefiore. Per ricambiare il cognato dell’ospitalità offerta a Giacomo, Monaldo propone infine di donare a Carlo Antici una Pietà appesa «sopra le maioliche» della terza stanza della biblioteca di casa, stimata del valore di «300 scudi». - Note
Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 9 dicembre 1822 [BL 468].
Nel Catalogo della Biblioteca Leopardi figurano le seguenti opere:
- Murray Io. Andrea. Apparatus medicaminum tam simplicium quam praeparatorum et compositorum in Praxeom adjumentum consideratus. Ticini 1787, vol. 6, in-8.
- Bartoli Daniello. Il torto e il diritto del non si può. Bologna, 1674, in-16.
Amadio di Sebastiano Alberici, al quale Monaldo faceva riferimento, fu un sovversivo recanatese che, in più occasioni tra il 1513 e il 1519, tentò di impadronirsi della città e per questo venne giustiziato pubblicamente per ordine di papa Leone X. La vicenda singolare del personaggio era stata oggetto di discussione già alcuni anni prima anche con Carlo Antici: in una lettera al cognato del 13 aprile 1813, il conte scriveva infatti: «L’Amadio recanatese appiccato per ordine di Leone X di cui mi parlate è notissimo nella nostra storia e lo vedrete nel Calcagni con bastante diffusione».
La ragione dell’interesse per il personaggio risiedeva nel fatto che Monaldo sosteneva che un membro della famiglia Alberici, in passato, avesse sposato una Mattei, cioè un’antenata di Marianna, moglie del marchese Carlo Teodoro. Purtroppo il testo del Giovio non fu rintracciato da Giacomo e, con ogni probabilità, non venne consultato da Monaldo almeno fino al 1843, anno cui risale una lettera del conte a Raffaele De Minicis che testimonia il permanere del dubbio irrisolto: «Paolo Giovio nella vita di Leone X parla di Amadio Alberici di Recanati tirannotto di questa patria nel 1519 […] e scrive che il Papa lo fece impiccare contro la fede del salvacondotto accordatogli. Io non credo Leone macchiato di quella colpa, ma ho bisogno di verificare le parole del Paolo Giovio. Per quanto però mi sono maneggiato non sono riuscito a trovare in vendita quella Vita neppure a Roma. Or dunque se Ella la ha prego di mandarmela in prestito per un momento, e se in Fermo la avessi altri e non Ella, a tutto suo comodo mi faccia ricopiare le sole parole in cui dicesi della impiccatura del Recanatese Amadio».
Il volume giunse probabilmente a Monaldo solo per il tempo consentito dal prestito deminiciano, come attesta una lettera di pochi giorni successiva: «approfitto dunque della di Lei somma bontà accettando il Giovio, che rimanderò a primo incontro dopo pochissimi giorni». Il testo figura nel Catalogo della Biblioteca Leopardi, ma si tratta con ogni verosimiglianza di un’acquisizione successiva. A p. 105 si legge infatti: GIOVIO PAOLO, Le vite di Leon X, d’Adriano VI e del Cardinale Pompeo Colonna tradotte da Lodovico Domenichi, Venezia, Rossi, 1557, in-8.
- Testimoni
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, [segnatura ignota / non disponibile]
Originale, manoscritto autografo.
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, [segnatura ignota / non disponibile]
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 445, vol. II, pp. 203-207
- Leopardi 1988b, lettera n. 12, pp. 48-50
- Leopardi 1998, lettera n. 476, vol. I, pp. 595-596
- Leopardi 2025, lettera n. 26, pp. 33-34
- Bibliografia
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- Damiani 1988 = Rolando Damiani, La complicità di una comune origine. In margine al carteggio tra Giacomo e Monaldo Leopardi, in «Lettere italiane», XL, 3, 1988, pp. 402-414
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 07 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/476