Leopardi · Lettera n. 466
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Leopardi, Carlo Orazio
- Data
- [6 dicembre 1822]
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- L'indicazione dell'anno, altrimenti assente, si ricava dalla biografia e da un'annotazione apposta nello spazio della sovraccarta (c. 16v); è inoltre aggiunta accanto alla data da mano non leopardiana.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Carlo mio. Quei dubbi che mi laceravano, non erano certo che tu fossi per avermi dimenticato,
- Explicit
- Questa sera ho conosciuto alcuni dotti tedeschi che m'hanno alquanto confortato. Addio, ti bacio, stammi di buon animo.
- Regesto
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In risposta al fratello Carlo, che in una lettera precedente aveva celebrato il vivere comfortable di Roma [BL 462], Giacomo descrive il senso di profonda solitudine generato dall’esistere in mezzo alla folla e dall’innaturalità di una vita condotta da «puro spettatore». La lettera accoglie così un lungo sfogo, che tocca vari nodi critici dell’esperienza nella grande città: la necessità di ridursi a una cerchia ristretta di rapporti, ignorando il resto della società; l’impossibilità di incrociare gli sguardi altrui, che priva l’amor proprio — unica «fonte di piacere» — delle due forme in cui si manifesta, l’ambizione e il sentimento; la difficoltà di entrare in relazione con le donne, assuefatte a «indifferenza e non curanza».
L’unico autentico momento di compagnia Giacomo lo riconosce nella propria solitudine, trascorsa a scrivere al fratello. In chiusura, il poeta riferisce di aver conosciuto «alcuni dotti tedeschi», nei quali ha trovato un certo conforto. - Note
La l. risponde alle due di Carlo Leopardi del 29 novembre e del 1° dicembre 1822 [rispettivamente BL 462 e BL 464], ed è indirizzata a «Sofia Ortis», il nome convenuto da Carlo con la cugina Marietta Antici per un’eventuale corrispondenza segreta [cfr. BL 462].
Con ogni probabilità, Giacomo conobbe i «dotti tedeschi» in casa di Johann Gotthold Reinhold, ministro d’Olanda. Tra essi figura il primo filologo di rilievo incontrato dal poeta nei suoi primi giorni romani: Friedrich Wilhelm Tiersch.
- Testimoni
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 14344, cc. 15r-16v
Originale, manoscritto autografo.Fogli rilegati, mm 269 x 190.Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo, senza firma.
Filograna: giglio doppio.
La lettera è conservata all'interno di un codice che presenta la seguente legatura: coperta in tessuto, cartonato con piatti rivestiti in tessuto verde bottiglia e punte e dorso rinforzati in pergamena; sul piatto anteriore, in basso a sinistra, due stemmi; sul dorso, cartiglio incollato con la segnatura del manoscritto e, subito sotto, la stessa segnatura impressa a inchiostro. Sul contropiatto anteriore, cartiglio con la segnatura del manoscritto. Sul contropiatto posteriore, cartiglio del laboratorio di restauro vaticano, su cui si legge: «Registro n. 8» e subito sotto la data «29 GEN. 1999» stampigliata a inchiostro blu. Il codice contiene 18 lettere a Monaldo e Carlo, una nota di libri, una lettera di Adelaide Antici a Carlo Antici e un estratto di altra lettera in duplice copia. Una annotazione premessa ai manoscritti specifica la provenienza delle carte: «Questi autografi, dati da Mons. Alessandro Avoli all’Istituto Massimo alle Terme di Roma l’8 giugno 1906, furono dal P. Giovanni B. Scarpellino S. I., Rettore dello stesso Istituto, donati alla Biblioteca Vaticana il 12 gennaio 1948, per i buoni uffici del P. Pietro Tacchi Venturi S. I.»; i dettagli sono confermati dalla busta che conteneva i documenti, legata entro il codicetto in ultima posizione e corredata dalle seguenti note: «Autografi di Giacomo Leopardi – consegnatimi | da Mons.r Alessandro Avoli il giorno 8 giugno 1906» cui segue la sigla dello Scarpellino e l’annotazione a lapis «Autografi | Lettere | Leopardi». Poiché tutte le note sulla provenienza parlano di autografi leopardiani, non è chiaro se attraverso questa strada siano giunte in Biblioteca anche la lettera di Adelaide Antici e le due copie di un estratto di lettera (probabilmente indirizzata a Monaldo Leopardi ma di mittente ad oggi ignoto). Al tempo stesso, restano parzialmente sconosciute anche le circostanze che condussero le lettere autografe e la lista di libri nelle mani di Alessandro Avoli, sebbene si possa ipotizzare che esse siano state cedute da Teresa Teja Leopardi, ereditaria delle carte del secondo marito, Carlo Leopardi.
Il testo si dispone su tutte le carte.
A c. 16v si legge l’indirizzo di spedizione.
Nello spazio della sovraccarta si legge l’annotazione «6. Xbre 1822.», relativa alla datazione. A c. 16v, nell’angolo in basso a destra, si nota quella che sembrerebbe una precedente cartulazione o un numero d’ordine: «9». [Fonte: Manus]
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Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 14344, cc. 15r-16v
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 153, vol. I, pp. 244-248
- Leopardi 1856, lettera n. 153, vol. I, pp. 260-264
- Leopardi 1892a, lettera n. 208, vol. I, pp. 366-370
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 208, vol. I, pp. 366-370
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 437, vol. II, pp. 192-194
- Leopardi 1949, lettera n. 222, pp. 348-352
- Leopardi 1998, lettera n. 466, vol. I, pp. 577-581
- Leopardi 2006, lettera n. 231, pp. 342-346
- Leopardi 2025, lettera n. 19, pp. 22-24
- Bibliografia
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- Antona-Traversi 1930a = Camillo Antona-Traversi, Carlo e Luigi Leopardi (Documenti inediti e rari), Trieste, Edizioni C.E.L.V.I, 1930
- Vian 1966 = Nello Vian, Annunzio, in «Giornale Storico della Letteratura italiana», CXLIII, fasc. 443, 1966, pp. 470-471
- Giuliano 1994 = Antonio Giuliano, Giacomo Leopardi e la restaurazione, Napoli, Accademia di Archeologia Lettere e Belle Arti, 1994 (Memorie dell’Accademia di Archeologia Lettere e Belle Arti in Napoli, 8)
- Bellucci, Trenti 1998 = Leopardi a Roma, a cura di Novella Bellucci e Luigi Trenti, Milano, Electa, 1998, pp. 50-51
- Buonocore 1998 = Marco Buonocore, Le lettere di Giacomo Leopardi presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, in Leopardi a Roma, a cura di Novella Bellucci e Luigi Trenti, Milano, Electa, 1998, pp. 374-379
- Panajia 2002 = Alessandro Panajia, Teresa Teja Leopardi. Storia di una scomoda presenza nella famiglia del poeta. Con un inedito di Giacomo Leopardi, Pisa, ETS, 2002 (CollanaOro, 14)
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Abbate 2016 = Carteggi leopardiani inediti. Prospero Viani e la famiglia Leopardi, a cura di Lorenzo Abbate, Macerata, eum, 2016 (Leopardiana. Testi, 1)
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
- Nomi citati
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 18 dicembre 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/466