Leopardi · Lettera n. 465

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Paolina
Data
3 dicembre 1822
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Roma 3 Dicembre 1822
Lingua
italiano
Incipit
Cara Paolina. Che cosa volete sapere de' fatti miei?
Explicit
Aspetto lettera di Carlo con quest'ordinario, e tua fra una settimana. Addio. Marietta ti saluta. Addio.
Regesto

In casa Leopardi «tutti» chiedevano a Giacomo «cento volte al giorno» notizie del suo soggiorno romano, al punto da costringerlo quasi a “consumare” il volume dei Sinonimi ed aggiunti italiani di Carlo Costanzo Rabbi per riuscire a variare le risposte. Alla sorella confida che, nella capitale, tutto gli appare insulso e ridicolo: il massimo dell’interesse cui si possa aspirare è il discorso di un prelato che racconta il proprio portamento a messa. Anche l’estensione della città lo disorienta, poiché «la grandezza» dei luoghi moltiplica a dismisura «le distanze e il numero de’ gradini» necessari per raggiungere qualcuno.
Leopardi informa inoltre Paolina che adempirà agli incarichi affidatigli da Monaldo, come le visite alla contessa Mazzagalli e al conventuale Trachini. Riferisce di aver consegnato «il denaro e il panno» alla marchesa Roberti e di essersi messo in contatto con l’avvocato Fusconi. Chiude infine con i saluti agli altri membri della famiglia, incluso don Vincenzo Diotallevi.

Note

Risponde alle poche righe scritte da Paolina nella l. di Carlo Leopardi del 1° dicembre 1822 [BL 464].
1. Il libro del Rabbi, Sinonimi ed aggiunti italiani (Bassano, 1783), sarebbe stato poi citato da Leopardi nello Zibaldone alle pp. 4098 e 4101.
2. La «piazza della Madonna» citata dal poeta, secondo Moroncini, è «la piazza grande di Recanati, ov'era l'antico palazzo municipale, più tardi demolito per dare spazio al nuovo, con l'effigie bronzea della Madonna lauretana, la quale ora vedesi in un lato della torre merlata».
3. Sul punto di osservazione da cui Leopardi osserva la cupola di San Pietro, «a cinque miglia di distanza», interviene Luigi Trenti: «Il punto di vista del viaggiatore [...] presuppone, come sempre avviene in Leopardi, un riferimento preciso. Sulla via Flaminia. che era la strada consolare di accesso che la carrozza di Leopardi stava percorrendo per giungere in Roma, il punto di riferimento è da individuare senz'altro in Tor di Quinto» [cfr. Bellucci, Trenti 1998, pp. 18-20].

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXIII.7, c. doc.7

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, cc. 1r-2v.
    Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di un bifolio (cc. 1r-2v).
    Il testo della lettera si dispone sulle cc. 1r-2r; sulla seconda metà della c. 2r e sulla prima della c. 2v si dispone la copia, di mano leopardiana, di parte della BL 762, una l. indirizzata a Carlo, Paolina e Luigi Leopardi il 28 ottobre 1825. La parte copiata è solo quella indirizzata a Paolina.
    Non si segnalano interventi significativi a testo.
    A c. 2v. è presente l'indirizzo e si rileva, sulla stessa carta, il segno del timbro postale di invio [ROMA].

Edizioni
Bibliografia
  • Bellucci, Trenti 1998 = Leopardi a Roma, a cura di Novella Bellucci e Luigi Trenti, Milano, Electa, 1998, pp. 18-20
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 18 dicembre 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/465