Leopardi · Lettera n. 457
- Mittente
- Melchiorri, Giuseppe
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 23 novembre 1822
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Roma
- Note alla data
- Roma 23. Novembre 1822.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Car.mo Cugino. Dopo la dolorosissima perdita, che tanto altamente ne ha contristati
- Explicit
- Salutatemi il Fratello, ed i Zii. Commandatemi qualche volta, chè mi farete piacere, e credetemi intanto costantemente
- Regesto
-
La perdita della madre, Ferdinanda, aveva indotto Melchiorri a interrompere momentaneamente gli studi antiquari, di cui amava discutere con il dotto cugino Giacomo. Dopo la pausa imposta dal dolore e dalla comparsa di qualche disturbo fisico, il marchese, sfidando le fatiche iniziali, sceglie di rimettersi sui libri, decidendo di intraprendere, assieme all'amico Pietro Ercole Visconti, il lavoro di una nuova edizione del De lingua latina di Varrone: per questo progetto aveva spoliato numerose edizioni dell'opera, curate dai più noti eruditi, dai quali aveva tratto qualche informazione. Annuncia che l'opera avrebbe contenuto delle «note grammaticali» del tutto nuove. A questo proposito, aveva domandato a Giacomo qualche aiuto, chiedendo se egli possedesse, nella ricca biblioteca recanatese, qualche edizione dell'opera varroniana che lo avrebbe aiutato nella ricerca. In chiusura, Melchiorri annuncia la pubblicazione del De republica di Cicerone da parte di Angelo Mai, e, allegando una «canzonetta» scritta da Pietro Ercole Visconti per la nascita della figlia, saluta con affetto il cugino.
- Note
Segue la l. di Giacomo Leopardi del 20 ottobre 1822.
1. Il progetto di edizione del De lingua latina di Varrone curato da Melchiorri e Visconti non vide mai la luce.
- Testimoni
-
-
Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.169, c. doc.169
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, cc. 2r-v.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo.
Il testimone consta di un bifolio.
Il testo si dispone sulla c. 1r-v, lasciando quest'ultima per metà bianca.
Non si segnalano interventi significativi a testo.
A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [ROMA], e di ricezione: MACERATA | 25 NOV.
Il sigillo ha provocato, all'atto dell'apertura, uno strappo al margine destro della carta.
-
Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.169, c. doc.169
- Edizioni
-
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 426, vol. II, pp. 176-177
- Leopardi 1998, lettera n. 457, vol. I, pp. 563-564
- Bibliografia
-
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Nomi citati
-
- Antici, Adelaide
- Boissard, Jean-Jacques
- Cicerone, Marco Tullio
- Donato, Sebastiano
- Doni, Giovanni Battista
- Fabretti, Raffaele
- Godefroy, Denis
- Gruter, Jan
- Gude, Marquard
- Leopardi, Carlo Orazio
- Leopardi, Monaldo
- Mai, Angelo
- Muratori, Ludovico Antonio
- Popma, Ausonius van
- Reinesius, Thomas
- Scaliger, Joseph-Juste
- Turnèbe, Adrien
- Varrone, Marco Terenzio
- Vertranio Mauro, Marco
- Visconti, Pietro Ercole
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/457