Leopardi · Lettera n. 454

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Melchiorri, Giuseppe
Data
20 ottobre 1829
Luogo di partenza
[Recanati]
Luogo di arrivo
[Roma]
Note alla data
La critica ha datato tradizionalmente la lettera al 1822, ma il 1829 appare una collocazione cronologica migliore [cfr. Genetelli 2019, pp. 173-174]; l'indicazione del luogo si ricava dai bolli postali.
Lingua
italiano
Incipit
Mio caro Peppino. Vorrei che tu mi sapessi dire se costì si troverebbe pel prossimo inverno una dozzina buona e discreta
Explicit
Non dico di più, e son così breve, perchè non posso scrivere; chè mi trovo ito degli occhi e della salute. Addio, addio. T'abbraccio col cuore.
Regesto

La sodale confidenza che era andata creandosi con il cugino Melchiorri spinse Giacomo a scrivergli, in procinto di partire per Roma, per chiedergli un aiuto circa l'eventuale conoscenza di un alloggio ove potesse appoggiarsi durante il soggiorno nella capitale. Per guidarlo nella ricerca, gli fornisce indicazioni precise sulle condizioni che tale ambiente avrebbe dovuto possedere al fine di non aggravare le sue condizioni di salute, che si erano recentemente deteriorate, soprattutto a causa dell'oftalmia.

Note

La l. riapre il carteggio interrotto a luglio 1822.
1. Leopardi cercava un modo per scampare alla convivenza con la famiglia Antici, che gli aveva offerto ospitalità per tutto il tempo del soggiorno; il problema, però, giaceva nel fatto che, così facendo, Monaldo avrebbe dovuto mantenerlo pagando un affitto, un aspetto che l'altra soluzione non prevedeva. Alla fine, infatti, Giacomo si arrese alla convivenza forzata con Carlo Antici.

Testimoni
  • Roma, Archivio storico dell'Accademia nazionale di San Luca, Collezione Raggi, Autografi F-N
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 202 x 125.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di un bifolio.
    Il testo si dispone sulla sola c. 1r; bianche le cc. 1v-2r.
    A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [RECANATI], e di ricezione, che risulta illeggibile per via dell'inchiostro consumato.

    Da Manus: Inviata a Giuseppe Melchiorri, la lettera rimase nelle disponibilità del destinatario finché quest'ultimo non decise di donarla a Oreste Raggi (cfr. lettera di Giuseppe Melchiorri a Oreste Raggi datata 29 maggio 1841: «Ti accludo una lettera autografa del mio Giacomo Leopardi, che tu terrai frà la tua raccolta, e ti sarà ora di ricordo di quanto ti prego. Conosco però assai bene il tuo cuore per non dubitare, che anche senza di ciò tu faresti di tutti per favorirmi» [Archivio Storico dell'Accademia Nazionale di San Luca, Collezione Raggi, Autografi F-N, n. 727]. La lettera entrò a far parte del patrimonio dell'Archivio Storico dell'Accademia di San Luca quando Oreste Raggi donò all'istituzione la sua collezione come ringraziamento per la nomina ad accademico d’onore.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Genetelli 2017 = Christian Genetelli, Storia e filologia di un epistolario, in «Paragone letteratura», LXVIII, 2017, pp. 23-33
  • Genetelli 2019 = Christian Genetelli, Intorno alle lettere: fra manoscritti, stampe e storia della tradizione, in «RISL – Rivista Internazionale di Studi Leopardiani», 12, 2019, pp. 163-181
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 27 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/454