Leopardi · Lettera n. 449

Mittente
Melchiorri, Giuseppe
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
17 luglio 1822
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Recanati
Lingua
italiano
Incipit
Car.mo Cugino. L'altra volta che per voi consultai il Dizionario della Crusca di Cesari mi convenne vederlo dal libraio De Romanis
Explicit
Datemi nuove di vostra salute, che mi sono piacevoli, qualora poi sono buone. Amatemi, e credetemi di tutto cuore
Regesto

Melchiorri informa il cugino di non essere riuscito a consultare nuovamente il Dizionario della Crusca nella edizione veronese curata da Cesari, poiché la copia consultata precedentemente era stata venduta dal libraio De Romanis; il marchese era così in attesa di una nuova copia da Verona, confermando l’intenzione di soddisfare la richiesta non appena possibile. Comunica di aver ricevuto quattro copie dell’opera di Monaldo, Notizie della zecca, e delle monete recanatesi (Recanati, Morici e Fratini, 1822), senza però sapere da quale membro della famiglia provenga l’invio.
Riguardo alla medaglia appartenente alla collezione domestica di casa Leopardi, ritenuta da Monaldo inedita, Melchiorri chiarisce che essa è già censita nel Tesoro Morelliano, identificata come appartenente alla famiglia Aurelia, con iscrizione «Aurelius Rufus». Nonostante ciò, rinnova i ringraziamenti e incoraggia Giacomo a segnalargli eventuali futuri ritrovamenti antiquari, sottolineando l’interesse degli studiosi di antichità per tali materiali.
Accennando a una notizia ricevuta da Cancellieri, secondo la quale vi sarebbe la possibilità che Leopardi possa recarsi a Roma accompagnato dallo zio Carlo Antici, Melchiorri esprime la propria gioia per tale eventualità.
Torna a sollecitare il cugino nell'invio di un contributo per le «Effemeridi Letterarie», purché inedito e adatto alla veste editoriale del giornale.
In conclusione, Melchiorri condivide con orgoglio la propria recente nomina a socio ordinario della Romana Accademia di Archeologia, insieme all'amico Pietro Ercole Visconti, e propone una riflessione sull’incerto valore sociale del lavoro degli studiosi. Conclude inviando saluti a Carlo Leopardi e rinnovando la propria disponibilità e il proprio affetto verso Giacomo.

Note

Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 24 giugno 1822 [BL 448].

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.168, c. doc.168

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, cc. 2r-v.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testo si dispone sulle cc. 1r-v.
    Non si segnalano interventi significativi a testo.
    A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [ROMA] e di ricezione, che risulta illeggibile a causa dell'inchiostro consumato.
    Il sigillo ha provocato, all'atto dell'apertura, uno strappo al margine destro della carta.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 03 giugno 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/449