Leopardi · Lettera n. 448

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Melchiorri, Giuseppe
Data
24 giugno 1822
Luogo di partenza
[Recanati]
Luogo di arrivo
Roma
Note alla data
L'indicazione dell'anno, altrimenti assente, è stata aggiunta da altra mano accanto alla data; l'indicazione del luogo, altrimenti assente, si ricava dai bolli postali
Lingua
italiano
Incipit
Caro Cugino. Risposi alla vostra penultima. Ora all'ultima dei 9.
Explicit
Ricordatemi ai vostri, e in particolare alla Mamma, alla quale ho scritto poco fa, e vorrei che lo sapesse, in caso che la lettera fosse smarrita. Addio, addio. State bene ed amatemi.
Regesto

Melchiorri aveva fatto recapitare a Leopardi due opuscoli di numismatica e archeologia dell'amico Pietro Ercole Visconti, di cui Giacomo ringrazia il cugino, pur specificando di non essere esperto in tali ambiti di studio. Alla richiesta di Melchiorri di ricevere qualche copia dell'opera di Monaldo Notizie della zecca, e delle monete recanatesi (Morici e Fratini, Recanati, 1822), Giacomo risponde di non poter essere d'aiuto poiché non ne possiede; il poeta recanatese aveva chiesto però al padre se la collezione domestica di monete antiche prevedesse la presenza di qualche moneta inedita o sconosciuta, e Monaldo aveva risposto affermativamente, redigendo per Melchiorri una descrizione dell'oggetto che Leopardi intende allegare alla l.

Note

Risponde alla l. di Giuseppe Melchiorri del 9 giugno 1822 [BL 447].
1. Leopardi allontanava il pedante studio della numismatica e dell'archeologia, ambiti tanto cari al padre, Monaldo. In casa Leopardi, quindi, convivevano due diverse e inconciliabili visioni della cultura, che mai si sarebbero incontrate: Giacomo, infatti, non aveva neanche visionato l'opuscolo di Monaldo sulle monete recanatesi.

Testimoni
  • Cambridge, University Library, MS Add., 6210, c. 16r-v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli rilegati, c. 1r-v.
    Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo, senza firma.
    Il testimone consta di una carta.
    Il testo si dispone sul solo recto.
    Non si segnalano interventi significativi a testo.
    A c. 1v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [RECANATI] e di spedizione, di cui è possibile leggere la data malgrado l'inchiostro consumato: 27 GIUGNO.

    Da Manus:
    Inviata a Giuseppe Melchiorri, la lettera restò successivamente nelle disponibilità della figlia Giulia e del marito Cesare Brunelli insieme ad altre 34 missive. Successivamente, in circostanze ad oggi non accertate, l'autografo divenne proprietà di Charles Fairfax Murray, che con ogni probabilità lo acquistò nel mercato antiquario. Frutto dello spirito antiquario di Charles Fairfax Murray, la raccolta di autografi (39 lettere e 2 lunghe annotazioni) venne allestita in tempi e circostanze diverse e non sempre ricostruibili con certezza. Non è possibile affermare chi abbia scelto di rilegare i documenti nel volume che oggi li ospita, ma è plausibile che l’azione vada attribuita allo stesso Murray, il quale nel 1917 donò questa collezione alla University Library di Cambridge.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 04 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/448