Leopardi · Lettera n. 441
- Mittente
- Melchiorri, Giuseppe
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 25 maggio 1822
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Cugino car.mo. Non avete a prendervi fastidio alcuno per la versione metrica dell'Iscrizione greca che vi trasmisi
- Explicit
- Abbiatevi cura, e fatemi sentire nuove migliori della vostra salute. Mille saluti a Carlo, ed allo Zio. Amatemi, e credetemi vostro
- Regesto
-
Melchiorri si raccomanda con il cugino di non darsi pena nel procurargli la metrica dell'iscrizione greca a lui trasmessa qualche ordinario addietro [cfr. ll. precedenti], per la quale Leopardi non era ancora riuscito ad applicarsi a causa della fastidiosa oftalmia che in primavera tornava a procurargli disturbo. Su richiesta di Giacomo, il marchese aveva controllato nella edizione veronese del Vocabolario della Crusca, curata dall'abate Cesari, la presenza di un verso del Trionfo d'amore sotto la voce "ingombrare", ma il passo non era presente. Su Cesari, Melchiorri ne riferisce la presenza a Roma. Informa il cugino della traduzione dell'opera tedesca di Friedrich Leopold Stolberg, Vita e dottrina di Gesù Cristo, per le cure di Antici, stampata per i tipi di De Romanis. Melchiorri aveva fatto, inoltre, la conoscenza di Luigi Maria Rezzi, bibliotecario della Biblioteca Barberiniana, il quale gli aveva permesso di ispezionare i preziosi codici ivi conservati, sui quali avrebbe sicuramente chiesto qualche consiglio a Leopardi. Infine, al cugino, il marchese trasmette i saluti di Cancellieri e Angelo Mai.
- Note
Risponde alla l. di Giacomo Leopardi del 13 maggio 1822 [BL 439].
1. Durante il suo primo soggiorno romano, Leopardi ebbe modo di frequentare a lungo la Biblioteca Barberiniana, per la quale, attraverso l'aiuto di Cancellieri, aveva ottenuto l'incarico di redigere il catalogo dei manoscritti greci ivi conservati. Tale lavoro gli consentì di trovare una orazione di Libanio, 'υπὲρ τῶν ἱερῶν, di cui, fino a quel momento, risultava perduta tutta la parte centrale.
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.166, c. doc.166
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, cc. 1r-2v.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo.
Il testimone consta di un bifoglio (cc. 1r-2v).
Il testo si dispone su c. 1r-v.
Non si segnalano interventi significativi a testo.
A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio e di ricezione. Di quest'ultimo è possibile leggere anche la data malgrado l'inchiostro consumato: MACERATA | 27 MAGGIO.
Il sigillo di chiusura ha provocato una lacerazione al margine destro della carta.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.166, c. doc.166
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 412, vol. II, pp. 167-168
- Leopardi 1998, lettera n. 441, vol. I, pp. 549-550
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/441