Leopardi · Lettera n. 439

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Melchiorri, Giuseppe
Data
13 maggio 1822
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Roma
Note alla data
Recanati 13 Maggio 1822.
Lingua
italiano, greco antico
Incipit
Caro Cugino. Quello ch'io vi scrissi che l'iscrizione greca doveva esser opera d'un latino
Explicit
I miei cordiali saluti alla mamma, e all'ab. Cancellieri. Carlo vi ritorna i suoi. V'abbraccio, e sono
Regesto

Melchiorri aveva chiesto a Leopardi notizie sull'autore anonimo dell'opuscolo Tito Livio interprete di se stesso, ma il recanatese nega di averne per via dell'assenza di conversazioni letterarie nel paese in cui vive. L'oftalmia primaverile di Giacomo gli impediva di aiutare il cugino nella metrica dell'iscrizione greca rinvenuta nell'epigrafe sepolcrale. Seppur fosse stato praticamente impossibilitato a leggere l'opuscolo di Melchiorri Esame del saggio d'osservazioni sopra Pausania del Ch. Sig. Nibby, Leopardi appoggia la tesi secondo cui la traduzione del passo di Strabone (Geografia, IX) per opera del Nibby fosse mal eseguita, a differenza di quella fatta dal cugino, ritenuta, per solo spirito di cortesia, «migliore», ma non priva di errori, elencati con precisione nella lettera. In chiusura, Leopardi domanda a Melchiorri di consultare, per parte sua, l'edizione veronese del Vocabolario della Crusca, sondando se la voce «ingombrare» fosse arricchita con un passo del Trionfo d'Amore di Petrarca.

Note

Risponde alla l. di Giuseppe Melchiorri del 4 maggio 1822 [BL 438].
1. L'informazione richiesta a Melchiorri circa la presenza di un passo petrarchesco nell'edizione veronese del Vocabolario della Crusca, sotto la voce «ingombrare», serviva a Leopardi per una variante da inserire al verso 110 della canzone All'italia. Di questo passaggio, il poeta recanatese parla in un passo delle Annotazioni del 1824.

Testimoni
  • Cambridge, University Library, MS Add., 6210, cc. 13r-14v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli rilegati, cc. 1r-2v.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, correzioni, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di un bifoglio (cc. 1r-2v).
    Il testo si dispone sulle cc. 1r-2r.
    A testo si segnalano due cassature a c. 1v.
    A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [RECANATI], e di ricezione, di cui è possibile leggere la data malgrado l'inchiostro consumato: 16 MAGGIO.

    Da Manus: Frutto dello spirito antiquario di Charles Fairfax Murray, la raccolta di autografi (39 lettere e 2 lunghe annotazioni) venne allestita in tempi e circostanze diverse e non sempre ricostruibili con certezza. Non è possibile affermare chi abbia scelto di rilegare i documenti nel volume che oggi li ospita, ma è plausibile che l’azione vada attribuita allo stesso Murray, il quale nel 1917 donò questa collezione alla University Library di Cambridge.

Edizioni
Bibliografia
  • Herczeg 1994 = Giulio Herczeg, Strutture sintattiche nell'Epistolario di Giacomo Leopardi, in Lingua e stile di Giacomo Leopardi. Atti dell'VIII Convegno internazionale di studi leopardiani, Firenze, Olschki, 1994, pp. 493-525
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 agosto 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/439