Leopardi · Lettera n. 437
- Mittente
- Melchiorri, Giuseppe
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 1 maggio 1822
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Roma pm̃o Maggio 1822.
- Lingua
- italiano, latino
- Incipit
- Carissimo Cugino. Ancorchè l'ordinario scorso non abbia avuta risposta alcuna su ciò che vi scrissi risguardo a Milano
- Explicit
- Fatemi avere spesso i vostri caratteri. Saluti al fratello Carlo, a tutti di Casa. Amatemi, e credetemi a tutta prova
- Regesto
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Melchiorri scrive al cugino rammaricandosi di non aver ricevuto risposta alla sua precedente missiva [BL 436]. Gli invia tre copie del proprio opuscolo recentemente pubblicato, l'Esame del Saggio d'osservazioni sopra Pausania del Ch. Sig. Nibby ,chiedendogli, se possibile, di inoltrarne una copia all’abate Giuseppe Acerbi, direttore della «Biblioteca Italiana», affinché questi ne dia notizia sul periodico. In alternativa, Melchiorri esprime il desiderio che lo stesso Leopardi, qualora non troppo impegnato, possa scriverne una recensione. Precisa che l’opuscolo è una critica a un lavoro dell’archeologo Antonio Nibby, professore all’Archiginnasio Romano, motivata da ragioni personali che non intende esporre nella l. Pur dichiarandosi contrario alla pratica delle censure, si è sentito costretto a redigere e pubblicare il testo. Chiede infine a Leopardi un parere sincero sull’opera.
Con un tono affettuoso e familiare Melchiorri si raccomanda per la salute del cugino, esortandolo a non eccedere nello studio; gli trasmette notizie della madre Ferdinanda e del comune parente Galamini, e conclude con i saluti alla famiglia e la richiesta di mantenere regolare corrispondenza. - Note
Segue la l. di Giuseppe Melchiorri del 20 aprile 1822 [BL 436].
1. Le famiglie Melchiorri e Galamini erano imparentate come segue: Enrica Melchiorri, cognata di Ferdinanda, si era sposata con Pietro Galamini; come specificato da Moroncini, la famiglia Galamini «aveva avuto il titolo di conte solo ne' tempi napoleonici (1799) e perciò forse G. con tutta la sua famiglia non voleva riconoscere questo titolo recente». I Galamini si erano uniti anche alla famiglia Leopardi anni addietro, in quanto Margherita Leopardi, zia di Monaldo, aveva sposato Carlo Galamini, padre di Pietro.
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.164, c. doc.164
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, c. 1r-v.Lettera firmata, firma autografa, segni di piegatura, correzioni.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo.
Il testimone consta di una carta (c. 1r-v).
Il testo si dispone sulla c. 1r-v, lasciando quest'ultima per buona parte bianca.
Si segnalano a testo due cassature a c. 1r.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.164, c. doc.164
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 408, vol. II, pp. 162-163
- Leopardi 1998, lettera n. 437, vol. I, pp. 542-543
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 16 maggio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/437