Leopardi · Lettera n. 433
- Mittente
- Melchiorri, Giuseppe
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 23 marzo 1822
- Luogo di partenza
- Roma
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- Roma 23 Marzo 1822.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Cugino Carm̃o Dopo aver atteso un vostro riscontro, gradita oltre modo mi è stata la notizia che vi sia pervenuto il mio foglio
- Explicit
- attribuitela alla stima che fo del vostro sapere, ed al bisogno de' vostri aiuti. Amatemi, intanto, e credetemi
- Regesto
-
Melchiorri scrive a Leopardi lamentando il mancato ricevimento di una precedente risposta, che ritiene smarrita. Lo aggiorna quindi sui propri studi e sull’attività letteraria intrapresa a Roma, in particolare sulla collaborazione con il periodico di De Romanis «Effemeridi Letterarie», di cui è compilatore anonimo. Melchiorri elogia la linea editoriale della rivista, ritenuta superiore al «Giornale Arcadico», e riferisce di avervi pubblicato diversi articoli, tra cui uno sull’opera antiquaria del conte Vincenzo De Abate, e di prepararne un altro su iscrizioni inedite. Il declino del «Giornale Arcadico», secondo Melchiorri, è da imputare al «letterario despotismo» contemporaneo, e ad esso il marchese contrappone la libertà della rivista di De Romanis. Invita Leopardi ad associarsi al periodico, allegandone il discorso editoriale introduttivo, e sollecitando l’invio di uno scritto inedito da parte sua da pubblicare proprio nella rivista. Trasmette infine i saluti dell’abate Francesco Cancellieri, estimatore del talento leopardiano, ed esprime il desiderio di vederlo attivo nel vivace ambiente letterario romano. Chiudono la l. i saluti alla famiglia Leopardi e alcune espressioni di stima e affetto.
- Note
La l. è redatta in seguito a una leopardiana che Melchiorri non ha mai ricevuto.
1. Leopardi pubblicò nelle «Effemeridi Letterarie», nel dicembre 1822, alcuni risultati della sua alacre attività filologica: la recensione al Filone del monaco Giovan Battista Aucher, e le Notae di critica testuale al trattato De re publica di Cicerone scoperto nel 1819 da Angelo Mai in un codice vaticano. Inoltre, nel 1823, in sei puntate, Leopardi vi pubblicava le Annotazioni sopra la Cronica di Eusebio pubblicata l'anno MDCCCXVIII in Milano dai Dottori Angelo Mai, e Giovanni Zohrab: quest'ultima opera uscì poi in veste autonoma, per i tipi di De Romanis, nel 1823.
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.162, c. doc.162
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, c. 1r-v.Lettera firmata, firma autografa, segni di piegatura, correzioni.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo.
Il testimone consta di una carta.
Il testo si dispone sulla c. 1r-v, lasciando quest'ultima per metà bianca.
Si segnala una cassatura a c. 1r.
Non sono presenti nel documento indirizzo, timbri postali e segno di sigillo.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.162, c. doc.162
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 404, vol. II, pp. 158-159
- Leopardi 1998, lettera n. 433, vol. I, pp. 537-538
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 15 maggio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/433