Leopardi · Lettera n. 432

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Brighenti, Pietro
Data
1 marzo 1822
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Bologna
Note alla data
Recanati 1 Marzo 1822.
Lingua
italiano
Incipit
Caro amico. Non bisognano scuse, dove io stesso vi do l'esempio di portarmi alla libera
Explicit
E per ora non ho altro, se non ch'io v'amo pur assai, e mi assicuro che ancor voi mi vogliate altrettanto bene, e questo mi consola molto. E sarò eternamente
Regesto

Leopardi, si dice lusingato dal parere sulla sua traduzione della Batracomiomachia, per poi chiedere di farsi inviare il volume delle poesie di Parini, anche da Milano, qualora non potesse reperirlo a Bologna. La lettera si chiude con l'avviso del saldo del pagamento per i volumi inviati delle Opere del Giordani.

Note

La lettera risponde a quella del Brighenti del 23 febbraio 1822 [BL 431].
La richiesta del volume di Parini deve essere stata avanzata nella leopardiana del 21 gennaio 1822, il cui testimone, ad oggi, risulta disperso.
Nella lettera dell'11 gennaio 1822, cui aveva risposto Leopardi il 21, Brighenti chiedeva a Leopardi il permesso di ristampa del volgarizzamento della Batracomiomachia, per un progetto editoriale veronese. Come si intende, Leopardi dovette accettare la proposta, tanto da inviargliene un esemplare corretto, secondo il desiderio dello stesso Brighenti. Come è noto, la stampa veronese non avrà luogo; sfruttando il materiale leopardiano, Brighenti pubblicò la traduzione anonima - e, forse, senza informare Leopardi - nel suo giornale Il caffè di Petronio.
Brighenti era alle prese con l'edizione delle Opere del Giordani; aveva chiesto a Leopardi di collaborare al lavoro, domandandogli una dedica con la quale inaugurare i volumi [BL 343].

Testimoni
  • Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Raccolta Campori, fasc. "Leopardi, Giacomo", c. 1r-v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli rilegati, mm 264 x 192.
    Firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: La lettera passò, per tramite di Pietro Brighenti, a Carlo Emanuele Muzzarelli nel 1847, per poi transitare all’interno della collezione di Giuseppe Campori.

    Il testo è autografo e si dispone sul solo recto.
    Su c.1r si registrano tre diverse annotazioni d’archivio: la prima  « 37.», con inchiostro rosso, è autografa di Pietro Brighenti, la seconda, «63.» a lapis, la terza, «47», a lapis, al centro in basso, riferita alla cartulazione. Sulla stessa carta è presenta un'altra nota del Brighenti: «R.[iscontrata] 10. Ap.le.».
    Su c. 2v si legge l’indirizzo, oltre ai timbri postali e al sigillo di chiusura.
    Si registra inoltre il segno «O», visibile nella maggior parte delle missive conservate nel fascicolo.
    Filigrana: giglio [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 28 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/432