Leopardi · Lettera n. 332

Mittente
Trissino, Leonardo
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
8 settembre 1820
Luogo di partenza
Vicenza
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Vicenza 8. settembre 1820.
Lingua
italiano
Incipit
Stimatissimo Signor Conte. Ho scritto a Lei anche la settimana passata.
Explicit
La mia maggior soddisfazione è di essere creduto da Lei sincerissimamente con tutta stima e gratitudine
Regesto

Il messaggio del conte vicentino segue una struttura tripartita: la prima sezione, com’è evidente, ha il solo scopo di soddisfare le esigenze della consuetudine epistolare, dal momento che viene utilizzata dal mittente per ricordare le ultime lettere ricevute dal corrispondente e per annunciare di aver spedito un’altra missiva nei giorni immediatamente precedenti. Nella seconda sezione, Trissino racconta come la canzone Ad Angelo Mai – cui si allude nel testo con la perifrasi «Il libro» – incorse nella censura asburgica, con il conseguente divieto alla sua circolazione nel Lombardo-Veneto. Chiude la lettera una terza sezione, dedicata alla salute.

Note

Segue la lettera di Trissino a Leopardi del 6 settembre 1820 [BL 331].
È interessante notare, a conferma delle difficoltà che si riscontravano negli scambi epistolari con il Lombardo-Veneto, che già in precedenza e poi anche in futuro Leopardi aveva e avrebbe incontrato impedimenti nel far pervenire al conte vicentino sue pubblicazioni. Nel 1819 era stato il caso delle prime due canzoni: Trissino era stato indicato al poeta da Pietro Giordani come una delle persone a cui spedire la plaquette ma con lettera del 20 aprile 1819 era stato lo stesso letterato piacentino a notificare al recanatese che «Il conte Leonardo Trissino (ben l’imaginavo) non ha avute le vostre canzoni: tentate dunque di mandargliene un’altra copia: perch’io vorrei pure ch’egli e i buoni ingegni di questa città vedessero e sapessero quale e quanto miracolo è il mio Giacomino». Soltanto il 24 maggio 1819, parimenti Giordani poteva informare Leopardi dell’arrivo della pubblicazione nelle mani del destinatario. Analoghe difficoltà di ricezione, in seguito, intervennero con il volume delle dieci Canzoni stampate a Bologna nel 1824. Quanto alla canzone Ad Angelo Mai del 1820, essa approdò finalmente nelle mani di Trissino solamente circa un mese dopo la lettera in esame.

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.373, c. doc.373. Cc. 1r-2v.

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di un bifolio (cc. 1r-2v).
    Il testo si dispone su c.1r.
    Non si segnalano interventi significativi a testo.
    A c. 2v. è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [REGNO LOMBARDO VENETO][VICENZA].
    È presente il segno del sigillo che, all'atto dell'apertora, ha provocato una lacerazione al margine della carta.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 25 settembre 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/332