Leopardi · Lettera n. 329

Mittente
Trissino, Leonardo
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
1 settembre 1820
Luogo di partenza
Vicenza
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
p.° settembre 1820.
Lingua
italiano
Incipit
Che il Signor Conte Leopardi mi dica importuno, e mai poco grato.
Explicit
E sicuramente non sentirà mai di cerimonia il sentimento di rispettosa affezione, e grandissima stima, che mi fa essere per sempre tutto suo.
Regesto

La lettera risente in maniera vistosissima della certezza ormai acquisita che i disguidi postali e la mancata ricezione della stampa della canzone Ad Angelo Mai non siano casuali, ma generati da ben preciso volere politico-censorio. La conferma che ormai Trissino è cosciente di questo è dovuta a una chiara ammissione dello scrivente oltre che dal generale tono criptico e allusivo della missiva: la lettera di Leopardi del 31 luglio è giunta nelle mani del conte vicentino violata. Fanno da contraltare alle accortezze messe in atto per eludere i controlli postali diversi accenni alla propria benevolenza, riconoscenza (forse con un pizzico di ironia) e conferma di affetto e «confidenza», come anche una richiesta («io la supplico») a continuare il carteggio.

Note

Risponde alla lettera di Leopardi del 28 agosto 1820 [BL 328].
Alla luce del controllo censorio cui la corrispondenza veniva sottoposta, non sorprende come, a propria tutela evidentemente, e appellandosi a ciò che il corrispondente può senza difficoltà intuire, Trissino non nomini neppure Brighenti, ma ne celi le generalità dietro un generico «L’Amico nostro». Si aggiunga poi, ad ulteriore conferma di una fondata paura di intercettazione della propria corrispondenza, il fatto che Trissino non apponga alcun tipo firma al proprio messaggio: non si tratta di un semplice caso, o di una dimenticanza, ma di un ulteriore concreto tentativo di depistaggio, o comunque di maggior sorveglianza rispetto alle già constatate perquisizioni epistolari e requisizioni librarie.

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.371, c. doc.371. Cc. 1r-2v.

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo. L'indirizzo su c.2v.
    Il testimone consta di un bifolio (cc. 1r-2v).
    Il testo della lettera si dispone su c. 1rv, lasciando quest’ultima per buona parte bianca.
    Non si segnalano interventi significativi a testo.
    A c. 2v. è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [REGNO LOMBARDOVENETO][VICENZA] e di ricezione, di cui l'inchiostro consumato non permette una lettura chiara.
    È presente il segno del sigillo, che all'atto dell'apertura ha provocato una lacerazione al margine della carta.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 25 settembre 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/329