Leopardi · Lettera n. 323

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Brighenti, Pietro
Data
14 agosto 1820
Luogo di partenza
Recanati
Luogo di arrivo
Bologna
Note alla data
Recanati 12 Agosto 1820.
Lingua
italiano
Incipit
Mio carissimo. Vi lodo e vi ringrazio che mi abbiate ubbidito. Non sarebbe da onestuomo
Explicit
un animale senza cuore, sono cose che mi spaventano. Amatemi, ma da vero. Non sono fatto della stessa pasta degli altri. Addio, addio.
Regesto

Dopo un breve accenno all'invio delle stampe della canzone Ad Angelo Mai, recentemente pubblicata, Leopardi informa della difficoltosa corrispondenza con Giordani e della proposta di una cattedra in Lombardia, che non avrebbe tuttavia incontrato il favore del padre, Monaldo. In chiusa, Leopardi, scontento, come il suo destinatario, di un secolo privo di illusioni, considerate l'unico bene, esorta l'amico a vivere e a confortarsi insieme.

Note

La lettera risponde a quella del Brighenti del 9 agosto 1820 [BL 322].
Leopardi aveva fatto richiesta di rilegare alcune stampe del Mai con le altre due canzoni, già apparse a Roma nel 1818, nella sua del 17 luglio 1820 [BL 316].
Leopardi aveva richiesto il volume delle Rime del Foscolo nella sua del 17 luglio 1820 [BL 316].
Brighenti aveva chiesto a Leopardi, nella sua del marzo [BL 285], di contribuire con un suo articolo all'Abbreviatore, o Appendice critica a tutti i giornali e altri fogli di novità librarie, una piccola rivista pubblicata dal Brighenti nel corso del 1820.
Per la lettera di Pietro Giordani del 18 giugno e la responsiva di Leopardi, di cui si legge, si vedano BL 309-310. Giordani aveva proposto a Leopardi una cattedra in Lombardia, presso il liceo di Lodi.
Si noti che la chiusa della lettera, con l'esortazione a "vivere" e a confortarsi "scambievolmente" riecheggia, come già in uno scambio con Puccinotti [BL 1138; 1509], le righe del Dialogo di Plotino e Porfirio, composto nel 1827 e poi apparso nel libro delle Operette, stampato presso l'editore Stella nello stesso anno.

Testimoni
  • Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Raccolta Campori, fasc. "Leopardi, Giacomo", c. 1r-v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 285 x 202.
    Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: La lettera passò, per tramite di Pietro Brighenti, a Carlo Emanuele Muzzarelli nel 1847, per poi transitare all’interno della collezione di Giuseppe Campori.

    Il testo è autografo e si dispone su c.1r, mentre le restanti sono bianche.
    Su c.1r si registrano tre diverse annotazioni d’archivio: la prima  «N. 21 .», con inchiostro rosso, è autografa di Pietro Brighenti, la seconda, «39.», a lapis; la terza, «33», a lapis, al centro in basso, riferita alla cartulazione. Sulla stessa carta, si leggono alcune note di Brighenti: «R.[iscontrata] 20. Ag.to»; «3 | Stampata / [parte cassata] / [parte cassata] nel Vol. III. / per le Monnier 1845»; un'altra, accanto al terzo capoverso della lettera leopardiana, racchiusa da due segni di richiamo, per segnalare che quelle righe sono mancanti nell’edizione del 1845: «Questi due / Ss man- | cano nella | stampa | del Le Mon- | nier».
    Su c. 1v si legge l’indirizzo, oltre ai timbri postali e al sigillo di chiusura.
    Si registra inoltre il segno «O», visibile nella maggior parte delle missive conservate nel fascicolo.
    Filigrana: tre gigli disposti a triangolo [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 14 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/323