Leopardi · Lettera n. 32
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Stella, Antonio Fortunato
- Data
- 27 dicembre 1816
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Milano
- Note alla data
- Recanati 27 Decembre 1816.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Stimatissimo Signore. Il 21 dell'andante ricevemmo il pacco n. 7 intiero ed in buono stato
- Explicit
- felicissimo il principio e il fine del nuovo anno, me le protesto Suo devotissimo obbligatissimo servo ed amico
- Regesto
-
Una volta aggiornato lo Stella sulle varie spedizioni ricevute e ancora attese, Leopardi chiede la restituzione dei manoscritti dei suoi lavori su Frontone e del Saggio sopra gli errori popolari. Richiede, poi, anche l'invio di giornali, contenenti notizie sugli studi del Mai, dicendosi disposto a leggerli in qualsiasi lingua. Alla lettera, Leopardi allega una traduzione del Moretum virgiliano, la Torta, altre correzioni alla sua traduzione del secondo libro dell'Eneide, ad aggiungersi a quelle già mandate tramite Monaldo, e la collazione di tre scene delle tragedie di Seneca, tratte da un codice conservato a Recanati e di cui aveva discusso nella precedente corrispondenza. La lettera si chiude con un elenco di libri che Leopardi chiede di inviare.
- Note
La lettera risponde alla missiva dello Stella del 18 dicembre 1816 [BL 30]; come nelle precedenti occasioni, anche in questo caso la figura di Monaldo si presenta come terzo interlocutore e intermediario del giovane Leopardi con l'editore milanese.
Leopardi, con vena polemica, aveva accennato alla volontà di farsi restituire dallo Stella i manoscritti del Frontone e del Saggio sopra gli errori popolari in una lettera a Francesco Cancellieri del 20 dicembre 1816, per altro biasimando il cattivo stato di salute di cui godeva la rivista «Lo Spettatore», dove i suoi lavori dovevano essere pubblicati [BL 31]. Come noto, lo Stella restituirà solo il Frontone, mentre il Saggioi rimase nelle mani degli Stella [BL 32].
Era stato lo stesso Stella a proporre una recensione alla Traduzione di tutti i poeti classici grecii di Bernardo Bellini, in particolare del lavoro su Callimaco, alla fine del novembre [BL 24]; Leopardi, che aveva già affrontato l'argomento nella sua Lettera ai Compilatori della Biblioteca Italianai, si diceva favorevole a prendersi l'impegno, che non venne però mai portato a termine [BL 24; 26; 30].
La traduzione inviata insieme alla lettera è la Tortai, tratta dal virgiliano Moretumi, poi pubblicata nello «Spettatore» del 15 gennaio 1817.
Sul codice contenente dieci tragedie senecane, collazionato da Leopardi si veda BL 26.
- Testimoni
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Milano, Biblioteca nazionale Braidense, AF. XIV.23/18, c. 1rv
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 245 x 190.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: Inviato ad Antonio Fortunato Stella, il manoscritto venne poi venduto dagli Stella al loro ex collaboratore Giovanni Resnati, il quale, intorno al 1845, fornì una copia dell’esemplare a Prospero Viani, in vista dell’edizione dell’Epistolario leopardiano. Per vie ancora ignote, entrò poi a far parte del patrimonio della Biblioteca Braidense di Milano.
Il testo si dispone su entrambe le facciate, ma solo nella parte superiore; si segnala che la parte inferiore di c. 1r è occupata da una sezione di lettera scritta da Monaldo Leopardi, dove ringraziava degli stracchini ricevuti, annunciando l'invio di olio e fichi [cfr. BL 26]. Nell'angolo sinistro in basso di c. 1r, inoltre, si segnala un’annotazione di mano di Antonio Fortunato Stella: «Questa lettera, veduta che | sia da Vito, mi si ritornerà | qui con ciò che l’accompagna».
A c. 1v è presente l’indirizzo, di mano di Carlo Leopardi; si rilevano i segni della piegatura, i timbri postali e la traccia del sigillo arancione.
Filigrana: assente
[fonte MANUS] -
Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 6c
Minuta, manoscritto autografo.Fogli sciolti.
Note: Si tratta di un manoscritto, conservato in un fascicolo presso l'Archivio di casa Leopardi, insieme ad altri manoscritti epistolari. Suddiviso in due parti, è impiegato da Leopardi per abbozzare due lettere: la prima qui descritta, con data al 27 dicembre 1816; la seconda, con data al 24 gennaio 1817 [BL 34], nota solo tramite l'apografo Viani.
Filigrana: VITTORJ / agnello pasquale
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Milano, Biblioteca nazionale Braidense, AF. XIV.23/18, c. 1rv
- Edizioni
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- Leopardi 1888, lettera n. 14, pp. 76-77 [minuta]; pp. 77-78 [copia originale]
- Leopardi 1923-1924
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 20, vol. I, pp. 42-43
- Leopardi 1949, lettera n. 19, pp. 33-34
- Leopardi 1998, lettera n. 32, vol. I, pp. 49-50
- Leopardi 2006, lettera n. 23, pp. 37-38
- Genetelli 2016, pp. 128-129
- Bibliografia
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- Landi 1987 = Patrizia Landi, L’editore milanese Antonio Fortunato Stella e i primi rapporti con casa Leopardi, in «Otto/Novecento», XI, 1987, pp. 5-32
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 19 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/32