Leopardi · Lettera n. 318
- Mittente
- Trissino, Leonardo
- Destinatario
- Leopardi, Giacomo
- Data
- 28 luglio 1820
- Luogo di partenza
- Vicenza
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- 28. luglio 1820.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Stimatissimo Signor Conte. In questo stesso momento ho ricevuto una lettera del Signor Pietro Brighenti.
- Explicit
- Mi fa piacere di essere a Lei obbligato tanto; ma vorrei anche potermi rassegnare spontaneamente a qualunque prova
- Regesto
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La l. viene a colmare un impasse lungo, e vissuto in maniera dolorosa da ambedue i corrispondenti. Questa si apre però non riallacciando il discorso epistolare sospeso, ma adducendo la ragione di questo nuovo contatto alle notizie ricevute da un altro comune amico: Pietro Brighenti. Il dono cui Trissino accenna altro non è se non la lettera dedicatoria dell’edizione del 1820 della canzone Ad Angelo Mai, come si evince dalla lettera del 17 luglio 1820 di Leopardi a Brighenti [BL 316]. Il conte vicentino ringrazia Leopardi, non nascondendo il suo stupore per il gesto che gli ha riservato.
- Note
La lettera viene a riallacciare un rapporto epistolare che si era interrotto ben dieci mesi prima, rovinato, come si è visto, dalla sparizione dell’ultima di Leopardi, mai giunta a Trissino. Leopardi, nel dedicare al conte vicentino la canzone Ad Angelo Mai si mosse in totale autonomia, non chiedendo a Trissino né autorizzazione, né disponibilità nell’accettare la dedicatoria dell’edizione che andava preparando. Un tale gesto, nell’ambito dei rapporti ottocenteschi, rappresenta un vero e proprio vulnus, in quanto era norma più che collaudata il chiedere l’autorizzazione esplicita a dedicare un’opera a un determinato personaggio. Leopardi per altro non era nuovo a muoversi in tali frangenti in totale autonomia, si ricordi ad es. il caso la dedicatoria a Vincenzo Monti dell’edizione 1819 delle due canzoni Sull’Italia e Sopra il monumento di Dante, ugualmente stampata senza esplicito consenso del dedicatario. Trissino a quest’altezza cronologica non aveva ancora potuto leggere né la l. dedicatoria, né la canzone stessa, e di conseguenza non è in grado di esprimere un giudizio, né tantomeno rammaricarsi della cosa e continua il paragrafo della propria l. con espressioni di gratitudine e dichiarazioni di servitù piuttosto stereotipate e generiche.
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.370, c. doc.370
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: Autografo. Il testo si dispone su c.1r. L'indirizzo su c.2v.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.370, c. doc.370
- Edizioni
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- Leopardi 1934-1941, lettera n. 291, vol. II, p. 62
- Leopardi 1998, lettera n. 318, vol. I, p. 424
- Marozzi, Abbate 2025, lettera n. 6, p. 82
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Nomi citati
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 25 settembre 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/318