Leopardi · Lettera n. 26
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Stella, Antonio Fortunato
- Data
- 6 dicembre 1816
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Milano
- Note alla data
- Recanati 6 Decembre 1816.
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Stimatissimo Signore. In risposta alla sua gratissima del 27 corso
- Explicit
- farà quanto ella gli suggerisce. Le ritorno i sincerissimi saluti della mia famiglia, e mi dichiaro invariabilmente suo devotissimo obbligatissimo servo ed amico
- Regesto
-
Leopardi si dice riconoscente dell’apprezzamento dei suoi lavori, verso i quali non mostra soddisfazione, fatta eccezione per il saggio di traduzione dall’Odissea. Appare invece entusiasta della proposta di pubblicare una recensione sul Callimaco di Bellini, sottolineando però la difficoltà di portare avanti lo studio a causa della difficoltà di reperire libri a Recanati. Malgrado tali difficoltà, Leopardi si dice però deciso anche a lavorare sulle nuove edizioni del Mai, dedicate a Dionigi di Alicarnasso e Porfirio e, seguendo il consiglio dello Stella, su Apollonio Rodio e Omero, escludendo invece Pindaro, autore che considera inadatto alla traduzione in lingua italiana: «si tratta di acquistar fama», spiega Leopardi allo Stella, pur riconoscendo l’incapacità del pubblico di riconoscere le difficoltà delle imprese letterarie, come dimostrerebbe l’esempio di Vincenzo Monti, più famoso per la traduzione dell’Iliade che per il suo Persio. La lettera si chiude con l’auspicio che presto potrà andare in stampa la sua traduzione del secondo libro dell’Eneide. Alla lettera segue un poscritto, dove Leopardi, facendosi tramite del padre, propone uno scambio tra alcuni testi, appartenenti alla biblioteca di Recanati, con altri presenti nel Catalogo delle stampa, per poi accennare a un prossimo invio di una collazione fatta da un codice senecano, anch’esso di proprietà di Monaldo.
- Note
La presente risponde a quella dello Stella del 27 novembre 1816 [BL 24].
Il materiale, che si dice essere già pronto, circa la traduzione di Callimaco di mano di Bernardo Bellini si trova nella Lettera ai compilatori della Biblioteca Italiana in risposta a quella di Mad. di Stael ai medesimi; composta nel luglio 1816 e inviata dal padre Monaldo a Giuseppe Acerbi per tramite dello Stella, editore del giornale, rimase poi inedita. Acerbi, infatti, spiegò a Leopardi che l'arrivo di molti contributi sullo stesso tenore di quello leopardiano aveva spinto il giornale, per non offendere nessuno e non annoiare i lettori, di non pubblicarne nessuno [BL 20]. La recensione al Bellini non verrà però mai compiuta.
Leopardi, al contrario di quanto dichiara nella lettera, non pubblicherà alcun contributo sul Dionigi e il Porfirio di Angelo Mai, testi editi nel 1816 e ordinati da Monaldo, per includerli nella sua biblioteca recanatese. Come è noto, però, poco tempo dopo, Leopardi compone il Volgarizzamento dei frammenti di Dionigi d'Alicarnasso pubblicati dal Mai (1816), la Lettera al Ch. Pietro Giordani sopra il Dionigi del Mai e, in anni più tardi, le Annotazioni sopra la Cronica d'Eusebio, pubblicate a Roma nel 1823, non contando i molti lavori filologici a riguardo [Leopardi 1969].
Per i «tre poveri tomi del Pradt» è probabile si tratti di tre opere di Dominique Dufour, abate di Pradt, pubblicate tra il 1815 e il 1816 (Le Congrès de Vienne; Mémoires historiques sur la Révolution d'Espagne; Récit historique), ordinate da Monaldo Leopardi, ma sequestrate ad Ancona [Leopardi 1998: 2130].
Sarà Monaldo a commissionare allo Stella la pubblicazione della traduzione del secondo libro dell'Eneide, testo che verrà poi pubblicato sullo «Spettatore» nel 1817; Leopardi invierà, tramite lo stesso Stella, il suo lavoro anche a Vincenzo Monti, come si legge nel biglietto indirizzatogli del febbraio 1817 [BL 38], a conferma della stima nutrita da Leopardi per il Monti traduttore.
Il codice senecano, di cui accenna Leopardi, conteneva le dieci tragedie; è forse per problemi economici che Leopardi propone lo scambio dei suoi testi con altri presenti nel Catalogo delle stampe del 1400 [Leopardi 1934-1941: I 38].
- Testimoni
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Cambridge, University Library, MS Add., 6210, c. 1rv [nel fascicolo: c. 48rv, ins. 36]
Originale, manoscritto autografo.Fogli rilegati.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: Inviato ad Antonio Fortunato Stella, il manoscritto venne poi venduto dagli Stella al loro ex collaboratore Giovanni Resnati, il quale, intorno al 1845, fornì una copia dell’esemplare a Prospero Viani, in vista dell’edizione dell’Epistolario leopardiano. La lettera originale entrò poi nel mercato antiquario, finendo nelle mani di Charles Fairfax Murray, che nel 1917 donò la sua collezione alla University Library di Cambridge (Ms. Add., 6210, ins. 36).
Il testo si dispone solo su carta 1r; su questa, nel margine sinistro, sono presenti dei numeri, di mano di Antonio Fortunato Stella, che suddividono la lettera in punti, ai quali poi risponderà lo stesso editore nella sua responsiva. Al testo della lettera leopardiana, che include anche un poscritto, segue una nota di mano di Monaldo, che si scusa per il ritardo con cui arriveranno i formaggi, di cui faceva omaggio lo Stella.
Su c. 1v si legge l'indirizzo, apposto da Carlo Leopardi; l'apertura del sigillo ha causato uno strappo della carta. [fonte MANUS]
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Cambridge, University Library, MS Add., 6210, c. 1rv [nel fascicolo: c. 48rv, ins. 36]
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 4, vol. I, pp. 6-8
- Leopardi 1856, lettera n. 4, vol. I, pp. 19-20
- Leopardi 1892a, lettera n. 4, vol. I, pp. 18-20
- Leopardi 1923-1924
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 16, vol. I, pp. 36-38
- Leopardi 1949, lettera n. 15, pp. 25-27
- Leopardi 1998, lettera n. 26, vol. I, pp. 39-41
- Leopardi 2006, lettera n. 19, pp. 29-31
- Bibliografia
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- Landi 1987 = Patrizia Landi, L’editore milanese Antonio Fortunato Stella e i primi rapporti con casa Leopardi, in «Otto/Novecento», XI, 1987, pp. 5-32
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 19 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/26