Leopardi · Lettera n. 25

Mittente
Cancellieri, Francesco
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
4 dicembre 1816
Luogo di partenza
Roma
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Roma 4 Decembre 1816
Lingua
italiano, latino; greco
Incipit
Pregiatissimo Sig.r Conte. La di lei graditissima Lettera ricevuta con l’aureo suo Libretto
Explicit
mi riverisca distintamente i suoi degnissimi Genitore, Zio, e Fratello, e mi creda sempre con la più distinta, e sincera stima suo
Regesto

Dopo un lungo silenzio da parte di Cancellieri, che aveva dialogato con Leopardi sempre per il tramite di Carlo Antici, l'abate risponde, lodando la traduzione delle Iscrizioni Triopee. Tentando di aiutare poi il giovane Leopardi, Cancellieri lascia alcune delle note erudite di cui aveva fatto accenno anche nella sua traduzione delle Triopee, che eventualmente potranno essere citate. Il supporto dell'abate non sembra finire qui: parte della lettera, infatti, racconta della trattativa e del preventivo di edizione chiesto al tipografo Contedini; per scrupolo, Cancellieri, come spiega poi a Leopardi, ha coinvolto anche un altro editore, il De Romanis, mancante però di un carattere tipografico utile a soddisfare le precise richieste avanzate nella scorsa corrispondenza da Leopardi. Non manca inoltre il suggerimento di un revisore, nella persona dell'abate Girolamo Amati, e di soluzioni per la distribuzione delle stampe, di cui potrà occuparsi lo zio Antici.

Note

La lettera, la prima di Cancellieri inviata a Leopardi senza il tramite dell'Antici, risponde alla leopardiana del 25 novembre 1816 [BL 23].
Come si legge, Cancellieri aveva ricevuto da Leopardi il manoscritto delle Inscrizioni greche triopee; di questo testo esistono due testimoni autografi: uno confluito nei materiali donati a de Sinner; un secondo, una versione in pulito del primo, con frontespizio e occhietto di mano del fratello Carlo Leopardi, inviato al Cancellieri e pronto per la stampa.
Il Cancellieri fa menzione della 'Sacra congregazione de propaganda fide' (a testo 'Propaganda'), dicastero pontificio, che oltre alle attività missionarie, contava una stamperia di cui Cancellieri era stato sovraintendente. Si evince, inoltre, dalla lettera, il milieu culturale in cui era inserito Cancellieri, che poteva chiedere, senza troppe difficoltà, testi e codici da consultare, e non solo in ambiente vaticano, costiuendo, dunque, una fonte preziosa per Leopardi.

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXV.54, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti.
    Firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: La lettera consta di un bifolio; il testo epistolare è trascritto su cc. 1rv. La scrittura è regolare e non si rilevano interventi significativi.
    Bianca la c.2r, mentre su c. 2v si leggono l'indirizzo e i timbri postali, di invio [ROMA], ma senza data, e di ricezione: MACERATA, con datazione al 6 dicembre.
    Filigrana: due C rovesciate.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 21 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/25