Leopardi · Lettera n. 241

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Carlo Orazio
Data
[luglio 1819]
Note alla data
L'indicazione della data alla fine di luglio 1819, altrimenti assente, è assegnata dalla critica sulla scorta delle biografia del poeta.
Invio / ricezione
La lettera non è stata inviata né ricevuta
Lingua
italiano
Incipit
Parto di qua senz'avertene detto niente,
Explicit
Così ha voluto la nostra disgrazia. Addio, caro, addio.
Regesto

Prima della progettata fuga da Recanati, Leopardi sceglie di chiarire al fratello Carlo le ragioni del suo gesto, scusandosi per averlo tenuto all’oscuro della decisione, presa così in segreto per non comprometterlo né correre il rischio di essere ostacolato. Le motivazioni addotte dal poeta sono essenzialmente due. La prima è la profonda noia, generata dall’impossibilità di dedicarsi liberamente allo studio, causa che, pur non dichiarata apertamente, si può facilmente ricondurre al giudizio che molti recanatesi nutrivano nei suoi confronti: per numerosi compaesani, infatti, egli non era che “il gobbo dei Leopardi”. Il poeta decide di portare con sé le carte che non destassero sospetti a un controllo doganale e di affidare al fratello tutte le altre.

Note

La l. è la prima che si attesta della corrispondenza tra Giacomo Leopardi e il fratello Carlo.
Redatta nell’imminenza della fuga insieme a quella destinata al padre Monaldo [BL 242], questa l. adotta il tono fermo e deciso di chi desidera difendere a ogni costo la propria decisione.; essa presenta in alcuni punti, tuttavia, «un discorso più meditativo, dal quale affiora la cosciente disperazione di chi sperimentava, in tutta la sua conflittualità, il contrasto tra il diritto all'indipendenza e alla felicità individuale e i doveri inerenti alla casa e alla famiglia [...]. Giacomo legittimava la sua risoluzione, presentandola come un imprescindibile atto di volontà» [Meschini 2001, p. 162].

Testimoni
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 14344, c. 4r-v
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli rilegati, mm 267 x 195.
    Segni di piegatura.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo, senza firma.
    Filigrana: colomba con testa rivolta indietro, ala chiusa e zampa su monte a tre cime; il tutto inscritto entro cerchio.
    La lettera è conservata all'interno di un codice che presenta la seguente legatura: coperta in tessuto, cartonato con piatti rivestiti in tessuto verde bottiglia e punte e dorso rinforzati in pergamena; sul piatto anteriore, in basso a sinistra, due stemmi; sul dorso, cartiglio incollato con la segnatura del manoscritto e, subito sotto, la stessa segnatura impressa a inchiostro. Sul contropiatto anteriore, cartiglio con la segnatura del manoscritto. Sul contropiatto posteriore, cartiglio del laboratorio di restauro vaticano, su cui si legge: «Registro n. 8» e subito sotto la data «29 GEN. 1999» stampigliata a inchiostro blu. Il codice contiene 18 lettere a Monaldo e Carlo, una nota di libri, una lettera di Adelaide Antici a Carlo Antici e un estratto di altra lettera in duplice copia. Una annotazione premessa ai manoscritti specifica la provenienza delle carte: «Questi autografi, dati da Mons. Alessandro Avoli all’Istituto Massimo alle Terme di Roma l’8 giugno 1906, furono dal P. Giovanni B. Scarpellino S. I., Rettore dello stesso Istituto, donati alla Biblioteca Vaticana il 12 gennaio 1948, per i buoni uffici del P. Pietro Tacchi Venturi S. I.»; i dettagli sono confermati dalla busta che conteneva i documenti, legata entro il codicetto in ultima posizione e corredata dalle seguenti note: «Autografi di Giacomo Leopardi – consegnatimi | da Mons.r Alessandro Avoli il giorno 8 giugno 1906» cui segue la sigla dello Scarpellino e l’annotazione a lapis «Autografi | Lettere | Leopardi». Poiché tutte le note sulla provenienza parlano di autografi leopardiani, non è chiaro se attraverso questa strada siano giunte in Biblioteca anche la lettera di Adelaide Antici e le due copie di un estratto di lettera (probabilmente indirizzata a Monaldo Leopardi ma di mittente ad oggi ignoto). Al tempo stesso, restano parzialmente sconosciute anche le circostanze che condussero le lettere autografe e la lista di libri nelle mani di Alessandro Avoli, sebbene si possa ipotizzare che esse siano state cedute da Teresa Teja Leopardi, ereditaria delle carte del secondo marito, Carlo Leopardi.
    A c. 4r si leggono alcune annotazioni a lapis: nell’angolo sinistro in alto, «P. Appendice | all’Epistolario dal | Viani, p. 6»; al centro, «Vedere bene che è, e se… pubblicata»; mentre sulla destra, «A Carlo, in occasione della tentata fuga». A c. 4v, nell’angolo in basso a destra, si nota quella che sembrerebbe una precedente cartulazione o un numero d’ordine: «8».
    Il testo si dispone sia al recto che al verso.
    Sono assenti indirizzo e bolli, probabilmente perché la lettera non avrebbe dovuto essere spedita, ma lasciata trovare. [Fonte: Manus]

Edizioni
Bibliografia
  • Antona-Traversi 1930a = Camillo Antona-Traversi, Carlo e Luigi Leopardi (Documenti inediti e rari), Trieste, Edizioni C.E.L.V.I, 1930
  • Vian 1966 = Nello Vian, Annunzio, in «Giornale Storico della Letteratura italiana», CXLIII, fasc. 443, 1966, pp. 470-471
  • Buonocore 1998 = Marco Buonocore, Le lettere di Giacomo Leopardi presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, in Leopardi a Roma, a cura di Novella Bellucci e Luigi Trenti, Milano, Electa, 1998, pp. 374-379
  • Meschini 2001 = Michela Meschini, Le imprese di Andrea Broglio e di Giacomo Beltrami: postille in margine alla «divisata fuga» del giovane Leopardi, in Microcosmi leopardiani. Biografie, cultura, società, a cura di Alfredo Luzi, Fossombrone, Metauro Edizioni, 2001, pp. 161-174
  • Panajia 2002 = Alessandro Panajia, Teresa Teja Leopardi. Storia di una scomoda presenza nella famiglia del poeta. Con un inedito di Giacomo Leopardi, Pisa, ETS, 2002 (CollanaOro, 14)
  • Abbate 2016 = Carteggi leopardiani inediti. Prospero Viani e la famiglia Leopardi, a cura di Lorenzo Abbate, Macerata, eum, 2016 (Leopardiana. Testi, 1)
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 16 dicembre 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/241