Leopardi · Lettera n. 24

Mittente
Stella, Antonio Fortunato
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
27 novembre 1816
Luogo di partenza
Milano
Note alla data
Milano 27 Nov.bre 1816.
Lingua
italiano
Incipit
Sig.r Conte Giacomo Leopardi Rispondo alla p.ma sua 15 corr.
Explicit
onde possa dimostrarle con qual pienezza di ossequio io sia
Regesto

Stella risponde alla lettera leopardiana, elogiando i suoi lavori, poi apparsi nella sua rivista, lo «Spettatore». Esaudendo, poi, una richiesta fattagli dal giovane Leopardi, Stella spiega che avrebbe piacere a ricevere contributi di carattere critico-letterario, perlopiù riguardante le lingue antiche. Si soffermerà poi anche sulle traduzioni, consigliando di avvicinarsi ad Apollonio Rodio o Pindaro, autori che, malgrado fossero adatti alla traduzione in lingua italiana, non ne vantavano una degna di nota. Stella chiude la sua lettera annunciando il prossimo arrivo del testo richiesto nella precedente lettera di Leopardi, sulle nuove scoperte dell'abate Mai, insieme ad altri tre giornali inglesi, indirizzati a Carlo Leopardi, il quale viene spronato, come Giacomo, a dedicarsi alle traduzioni degli articoli ivi contenuti, che avrebbero fornito un’«idea interessante della letteratura inglese moderna» e che sarebbero stati ben accolti, anch’essi, nelle pagine della sua rivista.

Note

La lettera risponde alla leopardiana del 15 novembre 1816 [BL 21]; sin già da questo primo scambio, è chiaro che, se da un lato Leopardi tentava, attraverso lo Stella, di pubblicare i suoi lavori, uscendo fuori così dall’ostile Recanati, dall’altra parte, Stella sfruttava il genio di Leopardi, proponendogli progetti che sarebbero stati ben accolti dai suoi lettori.
Leopardi aveva già scritto di Bernardo Bellini, autore di una traduzione di Callimaco, nella Lettera ai compilatori della Biblioteca Italiana (1816), rimasta poi inedita.
Come si legge nell’Indice del 1816, di mano leopardiana, sia la traduzione della pseudo-omerica Batracomiomachia che il Discorso Sopra la fama di Orazio erano stati composti nel 1815; il Salterio, invece, nel 1816 [ma cfr. BL 21].
Stella consiglia a Leopardi di dedicarsi ad Apollonio Rodio, tra gli autori più celebri della letteratura alessandrina, su cui Leopardi non mancherà di riflettere, sino negli anni della più tarda maturità, nello Zibaldone.
Per il libro chiesto da Leopardi allo Stella, con le nuove scoperte di Angelo Mai, cfr. BL 21.

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca del Centro nazionale di studi leopardiani, Biblioteca Benedettucci, Carte Leopardi, 12
    Copia, manoscritto di altra mano.

    Note: La lettera è tràdita dal solo testimone apografo, fornito dagli eredi Leopardi a Emilio Costa, Clemente Benedettucci e Camillo Antona-Traversi, curatori di una raccolta epistolare leopardiana [LEOPARDI 1888].

Edizioni
Bibliografia
  • Landi 1987 = Patrizia Landi, L’editore milanese Antonio Fortunato Stella e i primi rapporti con casa Leopardi, in «Otto/Novecento», XI, 1987, pp. 5-32
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 19 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/24