Leopardi · Lettera n. 21
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Stella, Antonio Fortunato
- Data
- 15 novembre 1816
- Luogo di partenza
- Recanati
- Luogo di arrivo
- Milano
- Note alla data
- Recanati 15 Novembre 1816
- Lingua
- italiano, latino
- Incipit
- Ornatissimo Signore. Non so se le abbia dato nel genio l'articolo sopra il Salterio italianizzato
- Explicit
- e scrivo a piedi il titolo di un libro che si desidera. Ella mi creda suo vero servo ed amico
- Regesto
-
Leopardi invia, dopo la pubblicazione del Salterio ebraico, altri lavori da pubblicare sulle pagine dello «Spettatore», per poi lasciare in calce, come sarà consuetudine, indicazioni per l'invio di libri, richiesti anche dal padre Monaldo.
- Note
Lettera che inaugura il carteggio tra Leopardi e l'editore Stella, scambio che, almeno nei primi anni, si rivelerà un trittico con il padre Monaldo; all'altezza di questa lettera, Leopardi aveva già pubblicato sullo «Spettatore», rivista diretta da Stella, alcuni suoi lavori come il Saggio di traduzione dell'Odissea (30 giugno e 15 luglio) o la traduzione di Mosco.
L'articolo cui accenna Leopardi in apertura alla sua missiva è la Prima parte del Parere sopra il Salterio ebraico, pubblicato sullo «Spettatore» dallo Stella in due puntate, il 31 ottobre e 15 novembre del 1816, con la firma M. D. (Monaldoade). Leopardi deve averne parlato con lo Stella, durante la trasferta dell'editore a Recanati, nell'estate dello stesso 1816. Nella stessa rivista veniva recensito il Salterio ebraico versificato dal Commendatore Giovambattista Co. Gazola sulla italianizzazione dell'Abate Giuseppe Venturi, apparso a Verona nel 1816.
L'articolo, invece, che Leopardi offre all'editore già pronto è il Discorso sopra la fama avuta da Orazio presso gli antichi, poi effettivamente pubblicato nello «Spettatore» nel fascicolo del 15 dicembre 1816. Si noti che l'accenno esplicito a questo lavoro, poi inviato allo Stella, si ritrova solo nell'appunto di mano di Monaldo, di cui sopra.
Leopardi aveva ricusato la pubblicazione di alcuni componimenti - oggi identificabili con gli Scherzi epigrammatici, inviati insieme al Discorso sopra Mosco e alla traduzione delle poesie di Mosco, inserendosi in una lettera di Monaldo allo Stella del 9 settembre 1816 (il lavoro apparve sempre sullo «Spettatore» a puntate, nei fascicoli del 15 e 31 agosto e del 30 settembre). Per errore, come si intende dalla lettera, lo Stella doveva aver sospeso la stampa anche di altri due componimenti, un epigramma e un idillio.
Il 31 ottobre verrà pubblicato sullo «Spettatore», insieme alla prima parte del Salterio, il Discorso sopra la Batracomiomachia; La guerra dei topi e delle rane apparirà invece solo nel fascicolo di novembre.
Il testo richiesto in calce allo Stella contiene le nuove scoperte filologico-erudite di Angelo Mai, pubblicate a Milano nel 1816.
- Testimoni
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Cambridge, University Library, MS Add., 6210, cc. 2rv
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: Inviato ad Antonio Fortunato Stella, il manoscritto venne poi venduto dagli Stella al loro ex collaboratore Giovanni Resnati, il quale, intorno al 1845, fornì una copia dell’esemplare a Prospero Viani, in vista dell’edizione dell’Epistolario leopardiano. La lettera entrò poi nel mercato antiquario, finendo nelle mani di Charles Fairfax Murray, che nel 1917 donò la sua collezione alla University Library di Cambridge.
Il testo si dispone sul solo recto; nella parte centrale di c. 2r si segnala un segno d'inchiostro, forse indizio di una nota, poi abbandonata.
Su c. 2v si leggono l'indirizzo, di mano di Carlo Leopardi; l'apertura del sigillo ha causato una lacerazione sul margine inferiore della carta; sulla stessa carta, sono presenti dei calcoli, apposti con ogni probabilità dalla mano dello Stella con lo stesso inchiostro del segno rilevato nella c. 2r.
Filigrana: due chiavi incrociate con impugnatura a forma di cuore [Fonte MANUS]. -
Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 6
Minuta, manoscritto autografo.
Note: Si tratta di un breve appunto di mano di Monaldo, che riporta alcune tracce della lettera inviata da Giacomo allo Stella:
Si spedisce l'articolo sopra la fama avuta da Orazio presso gli antichi. Si ordina il libro " Porphyrii, Eusebii, Philonis Opera et. Fragmenta novissime detecta, Mediolani 1816, al prezzo medio dei tre annunziati.
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Cambridge, University Library, MS Add., 6210, cc. 2rv
- Edizioni
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- Leopardi 1888, lettera n. 11, p. 67
- Leopardi 1923-1924
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 12, vol. I, pp. 29-31
- Leopardi 1949, lettera n. 12, pp. 22-23
- Leopardi 1998, lettera n. 21, vol. I, pp. 32-33
- Leopardi 2006, lettera n. 16, pp. 26-27
- Bibliografia
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- Landi 1987 = Patrizia Landi, L’editore milanese Antonio Fortunato Stella e i primi rapporti con casa Leopardi, in «Otto/Novecento», XI, 1987, pp. 5-32
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
- Nomi citati
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 19 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/21