Leopardi · Lettera n. 1960

Mittente
Tommasini Maestri, Adelaide; Maestri, Ferdinando
Destinatario
Leopardi, Giacomo
Data
28 marzo 1837
Luogo di partenza
Parma
Luogo di arrivo
Napoli
Note alla data
Parma 28 Marzo 1837 [l'indicazione topico-cronica segue la firma di Adelaide]
Lingua
italiano
Incipit
Mio caro Leopardi! Col pensiero che non può star fermo; colla vista che vacilla
Explicit
Mille cose all'ottimo Sig. Ranieri.
Regesto

Adelaide, debilitata da una grave malattia che la costringe a letto da quattro mesi e che l’ha sottoposta a ben quindici salassi, trova comunque la forza di scrivere all’amico. La grafia incerta e la mano tremante non le impediscono di manifestare il desiderio profondo di mantenere vivo il loro legame. Con tono dolce e accorato, confessa il timore di essere stata dimenticata, ricordando una precedente lettera rimasta senza risposta, nella quale aveva chiesto di essere annoverata tra gli “associati” delle opere leopardiane. Implora Leopardi di scriverle con frequenza, convinta che le sue lettere possano essere un sollievo e una medicina per il suo spirito. Nonostante le sue condizioni, non manca di dare notizie liete: tutta la famiglia gode di buona salute e l’amico Pietro Giordani, con il quale spesso parla di lui, sta bene. Nel poscritto, infine, sottolinea con tenerezza come solo chi conosce la forza di una vera amicizia possa capire che, dopo tanto silenzio, il primo pensiero sia stato rivolto proprio a lui.
Segue la lettera di Ferdinando, che, con tono vivace e affettuoso, chiarisce di non aver scritto prima a causa di un equivoco: aveva creduto Leopardi a Parigi, confuso con Pier Silvestro Leopardi, autore di versi dedicati al monumento per la Malibran. Racconta quindi i recenti spostamenti della famiglia, compreso il soggiorno ai bagni di Lucca per sfuggire al colera, e descrive con maggiore precisione le condizioni di salute della moglie, che, pur in convalescenza, è ancora costretta a letto. La lettera è anche occasione per aggiornare Leopardi su incontri e conoscenze: Ferdinando ricorda con piacere i colloqui con Nicolini a Firenze, nei quali si è parlato di Leopardi e di Ranieri, e menziona l’amicizia stretta con il celebre Sismondi, con cui ha discusso di questioni economiche. Non manca di ribadire il desiderio di essere incluso fra gli “associati” alle opere leopardiane in corso di pubblicazione, segno del forte interesse intellettuale che accompagna l’affetto personale.

Note

Segue la l. di Adelaide Maestri del 3 maggio 1836 [BL 1936].
1. Nei giornali francesi «Le National», «Le Courrier Français» e «L'Union». In realtà, era stato arrestato Pier Silvestro Leopardi, poi esule in Francia.

Testimoni
  • Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XIX.18
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti.
Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 30 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1960