Leopardi · Lettera n. 1956

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Sinner, Gabriel Rodolphe Louis : de
Data
2 marzo 1837
Luogo di partenza
Napoli
Luogo di arrivo
Parigi
Note alla data
Napoli 2 Marzo 1837 [in coda alla lettera, l’indicazione segue la firma]
Lingua
italiano, francese
Incipit
Mio eccellente amico | Ricevetti la vostra amabilissima
Explicit
[…] e sono certo che ne sareste benissimo accolto. Addio di nuovo, vogliatemi bene quanto ne vuole a Voi.
Regesto

Costretto a letto da una febbre, Leopardi riesce solo dopo qualche mese a rispondere alla lettera di de Sinner. Alle solite notizie su lavori ricevuti e in attesa di ricevere, Leopardi aggiunge la prospettiva di un viaggio a Roma, dove potrà soddisfare la richiesta da parte dell’amico di collazione di un codice dei Caratteri di Teofrasto. Nella seconda parte della lettera, Leopardi lascia alcune istruzioni circa il progetto di edizione francese delle sue opere, poi meglio descritte nel poscritto di mano di Antonio Ranieri.

Note

Responsiva della lettera di de Sinner del 27 gennaio 1837 [BL 1954].
Nel febbraio Leopardi, dalla campagnia di Torre del Greco, era rientrato a Napoli, nell'appartamento di vico Pero.
Con l’espressione «vostra spedizione di Ottobre» Leopardi forse allude ad alcuni lavori che de Sinner dice di aver inviato nella lettera del 24 novembre 1836 [BL 1948].
L'evento che ha mutato lo stato della famiglia di de Sinner è in riferimento alla morte della madre, come si legge nella precedente corrispondenza del 27 gennaio [BL 1954].
Della «spedizione» fatta nel mese di maggio da de Sinner, e ora ferma a Marsiglia, si accenna nella lettera leopardiana del 22 dicembre 1836 [BL 1951].
Leopardi allude alla difficoltà di comunicare per via epistolare con Gioberti già nella lettera del dicembre del 1836 [BL 1951].
Per l’impresa di pubblicare le sue opere in Francia si rimanda allo scambio epistolare a cavallo tra il dicembre 1836 e il gennaio 1837 [BL 1951; 1954]. De Sinner aveva consigliato Leopardi di inviare il materiale corretto su manoscritto; l'avviso però riusciva abbastanza ostico a Leopardi per il secondo volume delle Operette (ovvero il terzo delle opere a cura di Starita), che riusciva a inviare solo nell'edizione stampata a Firenze, senza però potere correggere direttamente a testo. Si noti la cura che Leopardi dedica alla pubblicazione delle operette, la cui visione delle copie di stampa e correzione conseguente rappresentavano una clausola per continuare il progetto di un'edizione francese. L'edizione francese avrebbe dovuto prevedere l'inclusione, come già nella Notizia al secondo volume di Starita, del Frammento apocrifo di Stratone e Lampsaco, il Copernico e il Dialogo di Plotino e di Porfirio. Leopardi allude poi a inclusioni inedite ai Canti, probabilmente riferendosi al Tramonto della luna e alla Ginestra, e a due volgarizzamenti, il Manuale di Epitteto e le operette di Isocrate. Il riferimento ai pensieri «sur les caracteres des hommes et sur leur conduit dans la société» va ai centoundici Pensieri che saranno pubblicati solo in seguito, nel 1845, a cura di Ranieri.

Testimoni
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1rv [lettera autografa]; cc. 2rv [poscritto di mano di Ranieri]

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, correzioni, segno di sigillo.

    Note: Gli autografi consegnati da Leopardi a Luis de Sinner sono oggi raccolte nella Biblioteca Nazionale Centrale, sotto la segnatura Banco rari 342. Malgrado l’impegno, il filologo svizzero riuscì solo parzialmente a rendere pubblici i lavori filologici di Leopardi in territorio d’oltralpe, tanto da suscitare non pochi dubbi sulla sua lealtà. Per placare le cattive voci che incominciavano a circolare, soprattutto in seguito alla morte di Leopardi, De Sinner consegna nel 1856 le carte a Gian Pietro Vieusseux. Risale al 14 aprile 1856 la celebre lettera dove De Sinner, oltre ai manoscritti filologici, dice di inviare una «copie très-exacte de 18 lettres que notre immortel ami m’a addressées de 1831 à 37. Elles contiennent mon apologie parfaite. […] Si in les publies, il faudrait les imprimer textuellement, et y joindre celles de Ranieri» [Piergili 1882: 9-10]. Trascorso appena un anno, De Sinner si trasferì a Firenze e, a causa della sua salute cagionevole e delle sue difficoltà finanziare, decise di donare la sua biblioteca alla Palatina: il materiale donato constava di ben 6000 volumi, comprendente anche i manoscritti leopardiani. Nel 1862, dopo l’acquisizione del cavaliere bibliotecario Francesco Palermo, le carte leopardiane confluirono prima tra i codici Palatini (Serie Sinner) e, successivamente, nel Banco Rari 342.1. Ad oggi, il materiale – tra cui anche il carteggio – è conservato in Banco Rari 342.1; 342.27; 342.28, I-II.

    Il testo epistolare si dispone su c. 1r.
    A c. 1v si leggono: l’indirizzo di spedizione, i timbri postali e la traccia del sigillo in ceralacca rossa di chiusura che ha causato un foro sul lato sinistro al centro all’atto dell’apertura.
    Numerose le notazioni seriori di de Sinner: a c. 1r, in alto al centro, è presente il numero «18», autografo di de Sinner, secondo la serialità di lettere leopardiane conservate; allo stesso modo, a c. 1r, in alto a destra, si legge un’annotazione di de Sinner sulle circostanze di morte di Leopardi. Sul margine sinistro di c. 1r si notano richiami d’attenzione a matita. A c. 1v e c. 2r si notano alcune annotazioni di mano di de Sinner.
    Filigrana: assente
    Nel testo della lettera, Leopardi dice di aver allegato alla lettera un foglio in francese scritto su indicazione di de Sinner («Vi acchiudo il foglio che mi dite in francese, relativo all'edizione delle mie bagattelle»); la critica riconosce questo foglio nel breve poscritto (ritenuto di mano di Antonio Ranieri) che costituisce l’inserto 20 dello stesso Banco Rari 342/23 cui appartiene la lettera: il testo si dispone sul solo recto; bianco il verso. Si tratta di un appunto ritenuto di mano di Antonio Ranieri e considerato quale poscritto/allegato alla lettera datata Napoli, 2 marzo 1837. [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 15 novembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1956