Leopardi · Lettera n. 1951
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Sinner, Gabriel Rodolphe Louis : de
- Data
- 22 dicembre 1836
- Luogo di partenza
- [Napoli]
- Luogo di arrivo
- Parigi
- Note alla data
- Di campagna 22 Dicembre 1836.
- Lingua
- italiano, greco antico; latino
- Incipit
- Mio cariss. ed ottimo amico. | Questa lettera sarà molto arida
- Explicit
- Parlatemi dei vostri studi, ed amatemi sempre. Addio di tutto cuore | Vostro intero amico
- Regesto
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Leopardi è costretto in campagna, senza poter raggiungere Napoli a causa dell’epidemia di colera. Per tale ragione, non potrà soddisfare le richieste di de Sinner. Dopo aver chiesto notizie di Gioberti, Leopardi avvisa l’amico che non vedrà la luce il terzo tomo delle Opere, perché non approvato dalla censura; ancora il secondo tomo è in attesa del permesso di stampa da parte ecclesiastica, tanto da far pronunciare a Leopardi una sentenza dura e polemica contro quei «preti» che «possono ancora e potranno eternamente tutto». In un’ultima battuta, affidata al poscritto, Leopardi chiede a de Sinner circa la possibilità di pubblicare alcune sue opere inedite, in prosa o in versi, in Francia, senza alcun compenso, pur riconoscendo l’ingenuità della stessa domanda: «quella pazza bestia di Tommaseo», infatti, scoraggerebbe qualsiasi libraio a non accettare simile impresa.
- Note
Questa lettera risponde alla sinneriana del novembre 1836 [BL 1948]; in BL è datata al 22 dicembre.
L’indicazione topica data dall’intestazione della lettera («Di campagna») suggerisce che Leopardi deve aver scritto la lettera durante il soggiorno nella casa di campagna di Giuseppe Ferrigni, tra Torre del Greco e Torre Annunziata.
Leopardi, tramite il de Sinner, si informa se Gioberti, di stanza a Parigi, ha ricevuto una sua lettera, ad oggi perduta.
Non è chiara l'identificazione del parmense Borelli, se si tratti di Luigi Borelli o del patriota Guglielmo Borelli.
Interrotta la stampa delle opere al secondo volume, contenente le Operette, Leopardi si chiede se sia possibile tentare una pubblicazione oltralpe, malgrado la presenza a Parigi di Tommaseo, che avrebbe dissuaso ogni libraio a intraprendere l'impresa. De Sinner, come si leggerà nella corrispondenza a venire [BL 1954], accoglierà con favore il progetto leopardiano, che, tuttavia, non vedrà mai la luce, anche per la scarsa collaborazione mostrata da Antonio Ranieri. Il secondo volume delle Opere, edito da Starita e contenente le tredici operette senza il Dialogo di un lettore di umanità e Sallustio, non avevo ancora ottenuto il publicetur. Si ricorda nel commento a cura di Damiani che l'editore napoletano, per aggirare l'ostacolo, pubblicò il volume sotto nuovo frontespizio: Prose di Giacomo Leopardi. Edizione corretta, accresciuta, e sola approvata dall'autore [LEOPARDI 2006: 1687-1689].
La citazione in greco a testo è tratta da Odissea XI, 539 e XXIV, 13), e preannuncia il timore di Leopardi di incontrare l'amico solo sul «prato degli asfodeli», ovvero solo dopo la morte.
- Testimoni
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 215 x 154.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, correzioni, segno di sigillo.
Note: Gli autografi consegnati da Leopardi a Luis de Sinner sono oggi raccolte nella Biblioteca Nazionale Centrale, sotto la segnatura Banco rari 342. Malgrado l’impegno, il filologo svizzero riuscì solo parzialmente a rendere pubblici i lavori filologici di Leopardi in territorio d’oltralpe, tanto da suscitare non pochi dubbi sulla sua lealtà. Per placare le cattive voci che incominciavano a circolare, soprattutto in seguito alla morte di Leopardi, De Sinner consegna nel 1856 le carte a Gian Pietro Vieusseux. Risale al 14 aprile 1856 la celebre lettera dove De Sinner, oltre ai manoscritti filologici, dice di inviare una «copie très-exacte de 18 lettres que notre immortel ami m’a addressées de 1831 à 37. Elles contiennent mon apologie parfaite. […] Si in les publies, il faudrait les imprimer textuellement, et y joindre celles de Ranieri» [Piergili 1882: 9-10]. Trascorso appena un anno, De Sinner si trasferì a Firenze e, a causa della sua salute cagionevole e delle sue difficoltà finanziare, decise di donare la sua biblioteca alla Palatina: il materiale donato constava di ben 6000 volumi, comprendente anche i manoscritti leopardiani. Nel 1862, dopo l’acquisizione del cavaliere bibliotecario Francesco Palermo, le carte leopardiane confluirono prima tra i codici Palatini (Serie Sinner) e, successivamente, nel Banco Rari 342.1. Ad oggi, il materiale – tra cui anche il carteggio – è conservato in Banco Rari 342.1; 342.27; 342.28, I-II.
Il testo epistolare si dispone su cc. 1r-2r; a c. 1v è evidente un intervento leopardiano con altro inchiostro, volto ad aggiungere un breve passaggio alla lettera.
A c. 2v si leggono l’indirizzo di spedizione, i timbri postali e tracce del sigillo in ceralacca rossa.
Diverse le annotazioni seriori di mano di de Sinner: a c. 1r, in alto al centro, è presente il numero «17», autografo di de Sinner, secondo la serialità di lettere leopardiane conservate; sul margine sinistro delle carte si notano molti d’attenzione a matita.
Filigrane: assenti [Fonte MANUS]
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v
- Edizioni
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- Leopardi 1877, lettera n. 17, pp. 184-186
- Leopardi 1878a, lettera n. 99, pp. 190-193
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 809, vol. II, pp. 554-557
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1903, vol. VI, pp. 338-340
- Leopardi 1949, lettera n. 924, pp. 1122-1125
- Leopardi 1998, lettera n. 1951, vol. II, pp. 2085-2087
- Leopardi 2006, lettera n. 932, pp. 1094-1096
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 15 novembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1951