Leopardi · Lettera n. 1949

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Monaldo
Data
11 dicembre 1836
Luogo di partenza
Di villa
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
A c. 12r c'è un'aggiunta datata 15 dicembre 1836.; si tratta di villa Ferrigni (proprietà di Giuseppe Ferrigni, cognato di Antonio Ranieri), una delle ville vesuviane nota anche come Villa delle Ginestre, localizzata tra Torre del Greco e Torre Annunziata
Lingua
italiano
Incipit
Mio caro Papà. Io non sapeva come interpretare l'assoluta mancanza di ogni riscontro di costà
Explicit
Le ultime nuove di Napoli e contorni sul cholèra, oggi 15 sono buone.
Regesto

A Leopardi preoccupava l'assenza di notizie da casa, ma la preoccupazione era poi cessata con la ricezione di due ll. di Monaldo non conservate, datate 22 ottobre e 10 novembre, consegnate al poeta un mese dopo. Giacomo giustifica il ritardo con la confusione causata dal colera e la morte di tre impiegati postali. Ringrazia con riconoscenza per aver saldato il debito di 41 colonnati con Carlo Antici, e rileva il tono secco delle lettere paterne, ritenuto comprensibile data l'impossibilità di far conoscere il proprio reale stato di bisogno. Esprime l’impossibilità di spiegare per iscritto le proprie sofferenze, che richiederebbero una comunicazione verbale. Respinge implicitamente l’idea che abbia vissuto con agio gli ultimi sette anni, descrivendoli invece come duri e segnati da privazioni. Difende la richiesta di aiuto economico come dettata da necessità essenziali e denuncia l’opposizione dello zio Antici a nuove sovvenzioni, nonostante il rischio concreto di protesto e arresto personale per debiti. Aggiorna sulla situazione del colera, che ha colpito Napoli e anche le campagne circostanti, con vittime anche nella sua zona. Lamenta un peggioramento della salute causato dall’umidità della villa e afferma di non poter tornare a Napoli, poiché chi vi rientra dopo assenza prolungata è più vulnerabile alla malattia. Conclude esprimendo speranza di poter rivedere i familiari, per dimostrare di non aver mai cessato di meritare il loro affetto nonostante le avversità. In caso contrario, affida la propria giustificazione alla Provvidenza.

Note

Risponde a due ll. di Monaldo Leopardi non conservate del 22 ottobre e 10 novembre.
1. Negli ultimi tempi le condizioni di vita di Leopardi a villa Ferrigni erano veramente mutate. L'umidità aveva effetti nefasti per la sua salute, e ad essi si aggiunse, proprio nei primi giorni di dicembre, un gonfiore violaceo al ginocchio che lo costringeva alla zoppia. Questo incomodo fisico è testimoniato nella l. di Ranieri a Monaldo del 26 giugno 1837: «Nel dicembre, mentre s'era ancora in campagna, gli si enfiarono improvvisamente le gambe. Premendo col dito, l'impressione restava; ed io ne fui insino allora spaventato. Venne il medico e dichiarò che c'era difetto nella circolazione per l'indebolimento del sistema granulare». Ranieri faceva diverse volte avanti e indietro da Napoli in cerca di un accordo economico, e lo lasciava spesso solo. Vere sono anche le condizioni economiche precarie nelle quali dichiarava di vivere: Paolina Ranieri spesso gli cuciva delle calze ridotte in brandelli, e in generale possedeva ormai un guardaroba ridotto in stracci. La scarsa propensione all'igiene è denunciata da Ranieri nei Sette anni di sodalizio con Giacomo Leopardi, causata non solo da un'indole personale, ma anche da una mancanza di panni puliti.

Testimoni
  • Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Manoscritti Italiani. Classe X, It. X, 371 (=10548), cc. 11r-12v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli rilegati, mm 200 x 153, cc. 1r-2v.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di un bifoglio.
    Il testo è disposto sulle cc. 11r-12r.
    Non si segnalano interventi significativi a testo.
    A c. 2v è presente l'indirizzo e si rilevano, sulla stessa carta, i segni dei timbri postali di invio [NETTA | DENTRO E FUORI] e di ricezione, di cui è possibile leggere anche la data malgrado l'inchiostro consumato: 24 DECEMBRE

    Da Manus: Custoditi originariamente nell'archivio familiare di Casa Leopardi, i documenti raccolti nel manoscritto restarono temporaneamente nelle disponibilità di Giovan Battista Dalla Vecchia (1831-1903), istitutore dei figli di Pier Francesco Leopardi (fratello del poeta) e successivamente bibliotecario della famiglia. Fu in seguito alla morte del Dalla Vecchia, nel 1903, che i documenti entrarono a far parte del patrimonio della Biblioteca. Giuseppe Gerola, direttore del Museo Civico di Bassano del Grappa si interessò, infatti, alla sorte dei documenti e ne propose l'acquisto a Salomone Morpurgo, direttore della Biblioteca Marciana che nel 1904 ricevette il plico da Giacomina Dalla Vecchia al costo di duecentoquaranta lire.

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 maggio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1949