Leopardi · Lettera n. 1934
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Sinner, Gabriel Rodolphe Louis : de
- Data
- 6 aprile 1836
- Luogo di partenza
- Napoli
- Luogo di arrivo
- Parigi
- Note alla data
- Napoli 6 Aprile 1836 [data di inizio della lettera, poi terminata il 28 giugno dell'anno corrente]
- Lingua
- italiano, greco antico
- Incipit
- Mio cariss. ed ottimo amico. | Sono assai lieto che il Crisostomo
- Explicit
- Ranieri vi riverisce, e vi saluta caramente. Io vi abbraccio, e con tutta l’anima mi ripeto | Vostro per sempre
- Regesto
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Dopo qualche battuta sul lavoro di de Sinner dedicato al Crisostomo, Leopardi rifiuta di riprendere in mano i suoi «scartafacci» filologici. Intanto comunica che Saverio Starita deve aver inviato qualche volume delle sue Opere, insieme con i manifesti. Leopardi, tuttavia, non riserva alcuna parola di lode nei confronti dell’editore Starita che ha diffuso esemplari scorretti e di scarsa qualità, mostrandosi poi dubbioso sulla possibilità di continuare l’impresa dopo la pubblicazione delle Operette morali a causa delle strette della censura. Nonostante l’invio a de Sinner dei primi due volumi, Leopardi si accorge che il suo plico non è mai giunto a destinazione, fornendo ulteriore occasione per denunciare il pessimo stato delle poste meridionali.
- Note
Questa leopardiana risponde alla precedente del de Sinner del 29 febbraio-8 marzo 1836 [BL 1925].
La lettera, incominciata il 6 aprile, sarà terminata solo il 28 giugno 1836, come si evince dal poscritto, in quanto Leopardi, in compagnia di Ranieri, si era traferito, per trascorrervi l'intero periodo primaverile, nella villa di Giuseppe Ferrigni, tra Torre del Greco e Torre Annunziata.
Leopardi risponde a Lebreton, la cui missiva era stata inviata insieme a quella del de Sinner, nello stesso giugno 1836 [BL 1939]; non si esclude dunque che la risposta deve viaggiare insieme a questa lettera al de Sinner, inviata anch’essa alla fine del giugno.
La titubanza di Leopardi sul poter continuare a pubblicare anche le opere giovanili veniva dal fatto che le sue Operette Morali non avevano ancora ottenuto il publicetyr, rischiando dunque il processo.
Nel plico consegnato a Poerio e destinato a de Sinner vi erano: quattro copie dei Canti e il primo volume delle Operette.
- Testimoni
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 256 (c. 1); 206 (c. 2) x 194 (c. 1); 194 (c. 2).Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: Gli autografi consegnati da Leopardi a Luis de Sinner sono oggi raccolte nella Biblioteca Nazionale Centrale, sotto la segnatura Banco rari 342. Malgrado l’impegno, il filologo svizzero riuscì solo parzialmente a rendere pubblici i lavori filologici di Leopardi in territorio d’oltralpe, tanto da suscitare non pochi dubbi sulla sua lealtà. Per placare le cattive voci che incominciavano a circolare, soprattutto in seguito alla morte di Leopardi, De Sinner consegna nel 1856 le carte a Gian Pietro Vieusseux. Risale al 14 aprile 1856 la celebre lettera dove De Sinner, oltre ai manoscritti filologici, dice di inviare una «copie très-exacte de 18 lettres que notre immortel ami m’a addressées de 1831 à 37. Elles contiennent mon apologie parfaite. […] Si in les publies, il faudrait les imprimer textuellement, et y joindre celles de Ranieri» [Piergili 1882: 9-10]. Trascorso appena un anno, De Sinner si trasferì a Firenze e, a causa della sua salute cagionevole e delle sue difficoltà finanziare, decise di donare la sua biblioteca alla Palatina: il materiale donato constava di ben 6000 volumi, comprendente anche i manoscritti leopardiani. Nel 1862, dopo l’acquisizione del cavaliere bibliotecario Francesco Palermo, le carte leopardiane confluirono prima tra i codici Palatini (Serie Sinner) e, successivamente, nel Banco Rari 342.1. Ad oggi, il materiale – tra cui anche il carteggio – è conservato in Banco Rari 342.1; 342.27; 342.28, I-II.
Il testo epistolare si dispone su c. 1r.
Su c. 1v si legge l’indirizzo di spedizione; nella medesima carta si trovano anche i timbri postali e la traccia del sigillo.
Si conserva inoltre un’altra carta bianca nel recto e nel verso (cc. 2rv).
Il testo procede da c. 1v al foglietto aggiunto, attraverso il segno di richiamo: «#».
Molte le note seriori di mano di de Sinner: a c. 1r in alto al centro, è presente il numero «16», autografo di de Sinner, secondo la serialità delle lettere leopardiane conservate; sul margine sinistro di c. 1rv si notano richiami d’attenzione a matita.
Filigrane: assenti [fonte MANUS]
-
Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v
- Edizioni
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- Leopardi 1877, lettera n. 16, pp. 183-184
- Leopardi 1878a, lettera n. 97, pp. 186-189
- Leopardi 1923-1924, vol. II, pp. 546-548
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1884, vol. VI, pp. 321-323
- Leopardi 1949, lettera n. 917, pp. 1114-1116
- Leopardi 1998, lettera n. 1934, vol. II, pp. 2068-2070
- Leopardi 2006, lettera n. 925, pp. 1086-1088
- Bibliografia
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- Timpanaro 1955 = Sebastiano Timpanaro, La filologia di Giacomo Leopardi, Firenze, Le Monnier, 1955
- Leopardi 1969 = Giacomo Leopardi, Scritti filologici (1817-1832), a cura di Giuseppe Pacella e Sebastiano Timpanaro, Firenze, Le Monnier, 1969
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 15 novembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1934