Leopardi · Lettera n. 1923

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Monaldo
Data
19 febbraio 1836
Luogo di partenza
Napoli
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Napoli 19 Febbr. 1836.
Lingua
italiano
Incipit
Mio carissimo Papà. Col solito inesplicabile ritardo, la sua de' 19 Dicembre, benchè, per quanto pare, non aperta, non mi è stata renduta dalla posta
Explicit
La mia gioia in rivederli sarà uguale all'amore mio verso loro, il quale per la lontananza è certamente piuttosto cresciuto, se poteva crescere, che scemato. Mi benedica e mi creda
Regesto

Replicando a una l. paterna, andata dispersa, del 19 dicembre, Leopardi esprime solidarietà e conforto a Monaldo per la soppressione del periodico «La Voce della Ragione», attribuendone la responsabilità alla repressione ecclesiastica e alla natura autoritaria dei legittimisti. Il poeta recanatese denuncia l’ingratitudine della parte politica che il padre ha sempre difeso, criticandone l’intolleranza verso il libero dibattito e il ricorso preferenziale alla forza piuttosto che al ragionamento. Nella l. dispersa, Monaldo aveva proposto a Giacomo di ricevere i novanta fascicoli del periodico (dal maggio 1832 al dicembre 1835) rilegati in quindici tomi, ma il figlio esplica le difficoltà logistiche e doganali nel ricevere libri a Napoli, soprattutto a causa delle precauzioni sanitarie adottate dagli uffici postali per ostacolare l'epidemia di colera. Per arrecare un qualche piacere al padre lo informa di essere stato sollecitato da diverse persone a spedire loro le opere monaldiane Istoria evangelica e La giustizia nei contratti e l'usura (Soliani, Modena, 1834), e che aveva suggerito ai diretti interessati di trovare un modo per procurarsele. Informa il padre, inoltre, che Ranieri si accingeva a inviare, come omaggio alla biblioteca Leopardi, gli ulteriori volumi della sua opera Storia del Regno di Napoli. Segue un aggiornamento sulla propria salute, un pensiero affettuoso alla famiglia e l’annuncio del desiderio di rientrare a Recanati nella primavera imminente.

Note

Risponde a una l. di Monaldo Leopardi del 19 dicembre 1835 non conservata.
1. In quei giorni sarebbe stato predisposto anche il sequestro delle Operette morali leopardiane e, inoltre, la Storia del Regno di Napoli di Ranieri sarebbe incappata presto nella Censura, che ne avrebbe impedito la stampa.

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 217, cc. 1r-2v
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 238 x 167.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Filigrana: VECCHI.
    Inviata a Monaldo Leopardi, la lettera rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservata ancora oggi.
    Il testo si dispone sulle cc. 1r-2r.
    A c. 1v si legge l'indirizzo. [Fonte: Manus]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 maggio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1923