Leopardi · Lettera n. 1918

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Monaldo; Leopardi, Paolina
Data
4 dicembre 1835
Luogo di partenza
Napoli
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Napoli 4 Dic. 1835.
Lingua
italiano
Incipit
Mio caro Papà. Ho pagato ancor io il mio tributo alla stagione cattiva, con una costipazione
Explicit
Addio addio. Manda ancora un bacio per me alla Gigina.
Regesto

In questa l. Leopardi si rivolge affettuosamente al padre Monaldo e alla sorella Paolina, aggiornandoli sul proprio stato di salute e sulle sue attività editoriali e intellettuali. Egli riferisce di aver recentemente sofferto di una costipazione accompagnata da copiose emorragie nasali, che, pur non gravi, lo hanno debilitato; il poeta assicura, tuttavia, di essere in via di ripresa. Esprime gratitudine per una lettera ricevuta da Monaldo oggi perduta, contenente segni d'affetto e notizie familiari, di cui lamentava la mancanza per via dell'interruzione dei contatti epistolari con Matteo Antici. Il padre, nella l. dispersa del 13 ottobre, incitava inoltre il figlio a modificare alcuni passi delle Operette morali, libro che l'editore Starita aveva promesso di inserire come secondo volume dell'edizione delle opere di Leopardi; tale editore aveva inoltre domandato un compenso anticipato per il lavoro, condizione cui Giacomo si era opposto fermamente a causa della poca affidabilità dei librai napoletani, già dimostrata da Lorenzo Bianchi [cfr. BL 1911]. Accenna, a questo proposito, alla Storia del Regno di Napoli dell'amico Ranieri, pubblicata proprio dall'editore Bianchi; il sodale napoletano aveva omaggiato la biblioteca Leopardi con i numeri iniziali dell'opera. Infine, Leopardi esprime cordoglio per la notizia della morte del suo vecchio precettore don Sebastiano Sanchini, già ricevuta tramite Matteo Antici.
Alla sorella Paolina, sempre affettuosamente chiamata «Pilla», Giacomo si rivolge in tono più scherzoso e intimo, ironizzando su alcuni segnali di modernizzazione a Recanati. La rimprovera bonariamente per il lungo silenzio epistolare, incoraggiandola a scrivergli con frequenza e a non preoccuparsi delle spese postali. Dimostra nostalgia e malinconia per la lontananza dalla famiglia, riaffermando con leggerezza e tenerezza l’immutato affetto che prova per i suoi cari. Conclude inviando saluti calorosi alla madre, ai fratelli, a Vincenzo Diotallevi, al curato Domenico Bonopera, alla marchesa Roberti e alla piccola Gigia, figlia di Carlo, con la promessa di raccontare molte storie alla sorella una volta riunitisi.

Note

Risponde alla l. di Monaldo Leopardi del 13 ottobre 1835 che non è conservata.
1. Ranieri era in procinto di stampare presso la tipografia napoletana De Stefano anche la prima parte del romanzo Ginevra o l'orfana della Nunziata.

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 216, cc. 1r-2v
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 202 x 140.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Filigrana: campana.
    Inviata a Monaldo e Paolina Leopardi, la lettera rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservata ancora oggi.
    Il testo si dispone su tutte le carte (cc. 1r-2r a Monaldo Leopardi; c. 2r-v; a Paolina Leopardi).
    A c. 2v si legge l'indirizzo. [Fonte: Manus]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 maggio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1918