Leopardi · Lettera n. 1915

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Sinner, Gabriel Rodolphe Louis : de
Data
3 ottobre 1835
Luogo di partenza
Napoli
Luogo di arrivo
Parigi
Note alla data
Napoli 3 ottobre 1835
Lingua
italiano
Incipit
Mio eccellente e carissimo amico, | Questa volta il nostro, anzi il mio silenzio
Explicit
Addio, mio rarissimo amico. Avete voi nuove di Gioberti? Addio: amatemi, e credetemi per la vita | Vostro affezionatissimo amico
Regesto

Leopardi, dopo un lungo silenzio, riprende la corrispondenza con de Sinner, inviandogli per l’occasione un esemplare della nuova edizione dei Canti. Abbandonato il progetto di scrivere per qualche rivista francese, Leopardi accenna al suo lieto soggiorno napoletano, dove la sua salute ha conosciuto momenti di miglioramento che gli hanno permesso di incominciare di nuovo a comporre. La lettera si chiude con la richiesta di inviare «nuove letterarie» e, in particolare, filologiche. Leopardi infatti sperava di ricevere nuove di de Sinner per tramite di Alessandro Poerio, ma venne disatteso, arrecando come ragione l'impegno di costui nel seguire le lezioni di Niccolò Tommaseo, l'«asino dalmata» come lo stesso Leopardi lo definisce.

Note

La lettera, come si evince dal testo, risponde a quella di De Sinner del luglio 1834 [BL 1884].
A questa lettera, Leopardi faceva seguire l'invio dell’edizione Starita dei Canti, «che non si è pubblicato prima della settimana scorsa».
De Sinner, come si può evincere dal testo epistolare, è riuscito finalmente a stabilirsi e a trovare impiego stabile in terra di Francia, dopo i non pochi ostacoli raccontati nel corso della precedente corrispondenza, in particolare afferente agli anni 1832-1833.
Leopardi accenna di essere riuscito, finalmente, grazie all'aria salutifera di Napoli, a dedicarsi alla scrittura. Per Moroncini [LEOPARDI 1934-1941: 299-300], Leopardi starebbe qui alludendo ai Paralipomeni o ai Pensieri; mentre Damiani non esclude si tratti dei Nuovi credenti, nati come risposta a una polemica sorta nelle pagine della rivista napoletana Il Progresso - dall'orientamento spiritualista - contro il pensiero negativo di Leopardi, sulla scorta di una recensione agli Inni sacri di Mamiani [LEOPARDI 2006: 1667-1668].

Testimoni
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 251 x 193.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: Gli autografi consegnati da Leopardi a Luis de Sinner sono oggi raccolte nella Biblioteca Nazionale Centrale, sotto la segnatura Banco rari 342. Malgrado l’impegno, il filologo svizzero riuscì solo parzialmente a rendere pubblici i lavori filologici di Leopardi in territorio d’oltralpe, tanto da suscitare non pochi dubbi sulla sua lealtà. Per placare le cattive voci che incominciavano a circolare, soprattutto in seguito alla morte di Leopardi, De Sinner consegna nel 1856 le carte a Gian Pietro Vieusseux. Risale al 14 aprile 1856 la celebre lettera dove De Sinner, oltre ai manoscritti filologici, dice di inviare una «copie très-exacte de 18 lettres que notre immortel ami m’a addressées de 1831 à 37. Elles contiennent mon apologie parfaite. […] Si in les publies, il faudrait les imprimer textuellement, et y joindre celles de Ranieri» [Piergili 1882: 9-10]. Trascorso appena un anno, De Sinner si trasferì a Firenze e, a causa della sua salute cagionevole e delle sue difficoltà finanziare, decise di donare la sua biblioteca alla Palatina: il materiale donato constava di ben 6000 volumi, comprendente anche i manoscritti leopardiani. Nel 1862, dopo l’acquisizione del cavaliere bibliotecario Francesco Palermo, le carte leopardiane confluirono prima tra i codici Palatini (Serie Sinner) e, successivamente, nel Banco Rari 342.1. Ad oggi, il materiale – tra cui anche il carteggio – è conservato in Banco Rari 342.1; 342.27; 342.28, I-II.

    Il testo epistolare occupa le cc. 1r-2r.
    Su c. 2v si legge l’indirizzo; sono presenti sulla stessa carta i timbri postali e il sigillo in ceralacca marrone che ha causato una lacerazione sul lato sinistro e un foro nel lato destro all’atto dell’apertura della lettera.
    A c. 1r si legge il numero «14» apposto dalla mano di de Sinner, secondo la serialità delle lettere leopardiane conservate; su c. 2v, a destra in alto, è presente un’annotazione di Louis de Sinner, che va a sommarsi alle note d’attenzione, segnate a matita sul margine sinistro delle carte.
    A c. 2r una nota a inchiostro di de Sinner si propone si colmare una piccola lacuna generata da un foro creatosi all’apertura della lettera: «resto» (parte di «Non leggendo giornali, io [resto] al buio»).
    Filigrana: assente [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 15 novembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1915