Leopardi · Lettera n. 1888

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Monaldo
Data
27 novembre 1834
Luogo di partenza
Napoli
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
Napoli 27 Nov. 1834
Lingua
italiano
Incipit
Mio caro Papà. La morte del Cardinale Zurla ha sospeso la partenza del mio amico Ranieri per Roma
Explicit
le bacio la mano col cuore, sospirando di farlo finalmente di nuovo in persona.
Regesto

A un mese dall'annuncio dell'imminente partenza per Roma, Leopardi scrive al padre Monaldo ancora da Napoli, spiegando i motivi del rinvio del viaggio verso le capitale. La morte del cardinale Zurla aveva fatto rimandare il viaggio all’amico Ranieri, che avrebbe potuto accompagnarlo e fargli risparmiare parte delle spese. A questo inconveniente se ne era aggiunto un altro, riguardante i contratti di affitto: a Napoli, afferma Leopardi, non esistono alloggi ammobiliati a buon prezzo e i forestieri, se non sono inglesi, devono affittare case vuote e arredarle, con contratti di almeno un anno. Pur avendo avuto inizialmente speranza di poter subaffittare la propria abitazione, ciò si era rivelato impossibile, e partire ora significava rischiare di dover continuare a pagare l’affitto fino ad aprile, anche in sua assenza. Leopardi esprime il suo disappunto per la situazione e per il disagio in cui si trova, ma conferma la volontà di partire comunque appena possibile, anche affrontando il freddo, sia per impazienza di rivedere il padre, sia per l’intolleranza verso l’ambiente napoletano che descrive come «semibarbaro e semiaffricano», e dove vive isolato. Aggiunge che la sua salute è discretamente buona e riesce persino a leggere e scrivere un po’ grazie al clima mite. Conclude raccomandandosi alle preghiere del padre, e inviandogli affettuosi saluti, esprimendo il formulare desiderio di rivederlo presto di persona.

Note

Segue la l. di Giacomo Leopardi del 21 ottobre 1834 [BL 1887].
1. Ora che le condizioni di salute gli permettevano di scrivere in autonomia, Leopardi redige di suo pugno questa l. per il padre, preceduta da una serie di idiografi di Ranieri. Per questo motivo, il poeta poteva permettersi alcuni insulti verso la città di Napoli, taciuti al sodale napoletano, il quale ne venne a conoscenza dopo la morte dell'amico, con la pubblicazione del primo Epistolario leopardiano per le cure di Viani. Ranieri non prese bene quelle affermazioni, avvertendo un senso di tradimento riportato nelle ultime righe dei Sette anni di sodalizio con Giacomo Leopardi, nelle quali comunque non gli negava il proprio perdono.

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 212, cc. 1r-2v
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 200 x 130.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Inviata a Monaldo Leopardi, la lettera rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservata ancora oggi.
    Il testo si dispone sulle cc. 1r-2r.
    A c. 2v si legge l'indirizzo. [Fonte: Manus]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 02 maggio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1888