Leopardi · Lettera n. 1859

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Leopardi, Paolina
Data
6 maggio 1833
Luogo di partenza
[Firenze]
Luogo di arrivo
Recanati
Note alla data
L'indicazione dell'anno, altrimenti assente, è annotata da Paolina Leopardi, come da sua usanza, nello spazio della sovraccarta a c. 1v: «1833 | 6 mag.»; l'indicazione del luogo, altrimenti assente, si desume dai bolli postali
Lingua
italiano
Incipit
Pilla mia cara. Una mia di due righe, sventuratamente equivoche
Explicit
Sii anche certissima che in ogni caso grave non vi mancheranno mai amichevoli informazioni di qua.
Regesto

Il 13 aprile Leopardi scriveva a Ranieri una l. nella quale esprimeva la speranza di rivederlo prima di morire, un evento che il poeta credeva ormai prossimo. La l. aveva allarmato Paolina, la quale aveva sfogato a Vieusseux le paure personali e della famiglia circa una probabile malattia dell'amato Giacomo. Leopardi si premura immediatamente di placare quei tormentosi pensieri, scusandosi dell'equivoco generato, affermando che sarebbe impossibile, nel poco tempo rimasto a propria disposizione, contrarre una malattia mortale. Su questo concordava anche il suo medico curante, Caramelli, come il poeta confidava a Ranieri il 5 gennaio di quell'anno [cfr. BL 1821]. Per la quiete personale chiede a Paolina notizie della famiglia, promettendo di inviarne di proprie.

Note

1. Moroncini riporta le parole scritte da Paolina a Vieusseux in una l. conservata alla Biblioteca Nazionale di Napoli tra le carte del Carteggio Vieusseux: «Una voce terribile è venuta da Roma annunziante la gravissima malattia del nostro caro Giacomo. È per noi un mistero come il m.se Antici che ce lo ha scritto lo abbia saputo, mentre noi eravamo e siamo tuttora nella più grande oscurità dalla parte di costì. Ella non può mai figurarsi, o Signore, il dolore orribile in cui questa nuova sciagura mi abbia posta - e creda bene che non ho speranza che in Dio che non voglia permettere un male sì terribile, e poi in Lei che voglia avere la bontà di consolarmi col farmi sapere precisamente quale sia lo stato del caro Giacomo, e cosa dobbiamo temere, e cosa sperare». Sempre lo studioso commenta il passo della l. inserendo le parole di Stanislao Gatteschi, un padre scolopio cui Monaldo si era rivolto per avere notizie della salute del figlio: «Il conte G.L. è da gran tempo per vizio di sua struttura, ammalato. Egli certamente da gran tempo va peggiorando, ed è stato ormai costretto a lasciare i suoi prediletti studi. Nulla per altro vi è attualmente di nuovo. Frequenta la casa Lenzoni, e riceve di rado e pochi amici. Si trova in gran scarsità di danaro, e spesso è campato per la misericordia di quelli che onorano i di lui talenti. È stravagantissimo nelle abitudini del vivere. Si leva verso le due pomeridiane, mangia ad ore irregolari, va a letto verso il fare del giorno. La sua vita non può esser longeva per i complicati mali onde p gravato. È molto caldo fautore delle Repubbliche, contro alle opinioni di suo padre che è caldo legittimista. Questa è la ragione per cui non vuol con lui relazioni nè suole con lui abitare. Egli però ne parla con molto rispetto e tenerezza. Queste sono le cognizioni che ho rilevate da gente che lo avvicina, non certamente del nostro modo di pensare. Ma Ella vede che non vi sono pericoli per ora, e che Ella può consolare o almen sospendere il dolore». Entrambe le citazioni sono riportate anche da BL 2364.

Testimoni
  • Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 206, cc. 1r-2v
    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 187 x 111.
    Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo, senza firma.
    Filigrana: F CALAMARI.
    Inviata a Paolina Leopardi, la lettera rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservata ancora oggi.
    Il testo si dispone sulla sola c. 1r-v; bianca la c. 2r.
    La traccia del sigillo giallo di chiusura che ha causato uno strappo e una lacerazione lungo la piegatura del foglio all'atto dell'apertura. [Fonte: Manus]

Edizioni
Bibliografia
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 17 febbraio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1859