Leopardi · Lettera n. 1858

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Sinner, Gabriel Rodolphe Louis : de
Data
18 aprile 1833
Luogo di partenza
Firenze
Luogo di arrivo
Parigi
Note alla data
Firenze 18 Aprile 1833
Lingua
italiano
Incipit
Sarò veramente breve questa volta, mio impareggiabile amico
Explicit
[…] delle quali sono impazientissimo, e non vi stancate di amare il vostro sempre amantissimo e gratissimo
Regesto

Leopardi risponde con una lettera breve, iniziata nel gennaio e terminata solo nel mese di aprile a causa di una forte oftalmia. In queste righe Leopardi ringrazia de Sinner dell’invio dei versi del poeta portoghese Castilho, che non ha ancora potuto leggere, e comunica che in allegato, oltre alle collazioni richieste da [Friedrich Heinrich] Thilo, gli saranno inviati un saggio sugli Amori del Tasso del Rosini e un esemplare dei suoi Canti; al contrario, non ha potuto reperire nessuna copia delle Operette. Lo avvisa poi del recapito del volume di Berger che non potrà però essere consegnato all’Antologia, rivista soppressa per decreto austriaco.

Note

Questa lettera risponde alle precedenti di de Sinner del 2 e del 16 gennaio 1832 [BL 1818; 1827]. Come confessa Leopardi, la presente è stata incominciata a gennaio, per poi essere sedita solo nell'aprile a causa del suo cattivo stato di salute.
Delle osservazioni su Tasso ne parlava lo stesso Rosini in una lettera a Leopardi del luglio 1831 [BL 1635]. Sarà poi Leopardi, come si legge da questa lettera, a mandare il lavoro di Rosini a de Sinner.
Il libro di Berger, cui allude Leopardi, è la Lettre à Monsieur Hase sur une inscription latin du second siècle trouvée à Bourbonne-les-Bains, et sur l'histoire de cette ville, pubblicato a Parigi nel 1833.
L'Antologia è stata soppressa per decreto granducale il 26 marzo 1833, con l'accusa di ingiuria agli imperatori di Austria e di Russia.
Come si legge, Leopardi aveva ricevuto, tramite il Viesseux, la Thèse de la littérature sul les vicissitudes et les transformations du cycle populaire de Robin Hood di Barry, contenente anche il romanzo in versi intitolato Havelock il danese. Sempre tramite lettera a Vieusseux, l’11 Aprile 1832, de Sinner inviava in allegato la traduzione del Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie, apparsa sulla rivista Siècle il 2 marzo 1833; tra il 6 e il 17 aprile 1833 saranno pubblicate poi le traduzioni de La scommessa di Prometeo e il Dialogo della Natura e di un Islandese (per cui cfr. Bellucci 1996), come si legge anche in BL 1862.
Per le collazioni richieste da Thilo si rimanda alla lettera inviata da de Sinner il 18 novembre 1832 [BL1800].
Per il riferimento a Mablin, Giovanni Battista Mabellini, cfr. lettera del de Sinner del 16 gennaio [BL 1827]. Non sono rimaste testimonianze della lettera che Leopardi dice qui di volere inviare a Mabellini, senza alcun intermediario.

Testimoni
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1rv

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Mm 244 x 186.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: Gli autografi consegnati da Leopardi a Luis de Sinner sono oggi raccolte nella Biblioteca Nazionale Centrale, sotto la segnatura Banco rari 342. Malgrado l’impegno, il filologo svizzero riuscì solo parzialmente a rendere pubblici i lavori filologici di Leopardi in territorio d’oltralpe, tanto da suscitare non pochi dubbi sulla sua lealtà. Per placare le cattive voci che incominciavano a circolare, soprattutto in seguito alla morte di Leopardi, De Sinner consegna nel 1856 le carte a Gian Pietro Vieusseux. Risale al 14 aprile 1856 la celebre lettera dove De Sinner, oltre ai manoscritti filologici, dice di inviare una «copie très-exacte de 18 lettres que notre immortel ami m’a addressées de 1831 à 37. Elles contiennent mon apologie parfaite. […] Si in les publies, il faudrait les imprimer textuellement, et y joindre celles de Ranieri» [PIERGILI 1882: 9-10]. Trascorso appena un anno, De Sinner si trasferì a Firenze e, a causa della sua salute cagionevole e delle sue difficoltà finanziare, decise di donare la sua biblioteca alla Palatina: il materiale donato constava di ben 6000 volumi, comprendente anche i manoscritti leopardiani. Nel 1862, dopo l’acquisizione del cavaliere bibliotecario Francesco Palermo, le carte leopardiane confluirono prima tra i codici Palatini (Serie Sinner) e, successivamente, nel Banco Rari 342.1. Ad oggi, il materiale – tra cui anche il carteggio – è conservato in Banco Rari 342.1; 342.27; 342.28, I-II.

    Nel suo catalogo, de Sinner annota accanto alla voce afferente alla presente lettera: «(En 1833 en Suisse)» [PIERGILI 1882: 52].

    Il testo epistolare si dispone su c. 1r.
    A c. 1v si legge l’indirizzo di spedizione; sono presenti i timbri postali e la traccia del sigillo in ceralacca rossa sforbiciato dal lato superiore al centro. Sulla stessa carta, al centro in alto, è presente una serie di numeri in colonna.
    A c. 1r, in alto a sinistra, è presente il numero «11», autografo di de Sinner. Sul margine sinistro del recto si notano richiami d’attenzione a matita e annotazioni di de Sinner.
    Filigrana: angelo con cartiglio ALMASSO [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Leopardi 1882 = Giacomo Leopardi, Nuovi documenti intorno alla vita e agli scritti di Giacomo Leopardi raccolti e pubblicati da Giuseppe Piergili, a cura di Giuseppe Piergili, Firenze, Le Monnier, 1882
  • Bellucci 1996 = Novella Bellucci, Giacomo Leopardi e i contemporanei. Testimonianze dall'Italia e dall'Europa in vita e in morte del poeta, Firenze, Ponte Alle Grazie, 1996
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 15 novembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1858