Leopardi · Lettera n. 1821
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Ranieri, Antonio
- Data
- [5 gennaio 1833]
- Luogo di partenza
- Firenze
- Luogo di arrivo
- Napoli
- Note alla data
- 5 Gen. [1833]
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Ranieri mio caro. Quanto mai m'addolora la tua dell'1. Oh Dio mio! Ma di me non temer mai nulla
- Explicit
- Addio, anima mia, con tutte le forze del mio spirito. Addio infinite volte. Non ti stancare di amarmi.
- Regesto
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Leopardi si dice addolorato dalle notizie che ha letto dalla lettera di Ranieri del primo gennaio, pur rassicurandolo di non dovere temere per lui. La lettera si chiude con la solita impazienza di Giacomo di incontrare finalmente il suo amico.
- Note
La lettera risponde a una missiva di Ranieri del 1 gennaio 1833, a oggi non pervenuta.
è probabile che Ranieri fosse oggetto di ironia da parte di coloro, compresa Fanny, che consideravano Leopardi un ostacolo per il giovane napoletano. Si noti che la posizione leopardiana, secondo cui, «Il mondo ride sempre di quelle cose che, se non ridesse, sarebbe costretto di ammirare; e biasima sempre, come la volpe, quelle che invidia», ricorda Pensieri, CVI.
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXVI.11, c. 1r-v
Originale, manoscritto autografo.Fogli rilegati.Indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: La presente lettera, insieme ad altre 38, si trova rilegata in un libro dal titolo Lettere autografe di Giacomo Leopardi ad Antonio Ranieri ad Adelaide Leopardi questi cari ricordi di famiglia offre Amerigo De Gennaro Ferrigni 15 luglio 1897. È molto probabile che il volume, di rinomata fattura con brossura in oro, fosse un dono di matrimonio del Ferrigni ad Adelaide, figlia del conte Giacomo, nipote di Leopardi, dalla parte del ramo della famiglia di Pier Francesco, sposata a Recanati nel 1897. I due si trasferirono nella villa di Torre del Greco, di cui era erede lo stesso Ferrigni, alle pendici del Vesuvio. Dopo la morte della giovane, accorsa a pochi mesi dal matrimonio, Amerigo lascia la casa al nipote Antonio Carafa. Il fortunato, da parte sua, oltre la struttura architettonica, dovette ereditarne anche i suoi tesori, tra cui questo cospicuo fascio di lettere di Giacomo Leopardi a Ranieri. [LEOPARDI 2016b]
È presente una numerazione riferita al luogo di inserimento nel libro: 12.
Il testo della lettera si dispone solo sul recto.
Sul verso è presente l’indirizzo e si leggono il timbro postale di invio (FIRENZE) e di ricezione (NAP. 1833 | 14 GEN).
Presente la traccia del sigillo in ceralacca verde.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXVI.11, c. 1r-v
- Edizioni
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- Leopardi 1909, lettera n. 12, p. 537
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1177, vol. VI, p. 237
- Leopardi 1949, lettera n. 856, p. 1071-1072
- Leopardi 1998, lettera n. 1821, vol. II, p. 1978
- Leopardi 2006, lettera n. 862, p. 1043
- Leopardi 2016b
- Bibliografia
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- Leopardi 2016b = Giacomo Leopardi – Antonio Ranieri. Addio, anima mia. Carteggio, a cura di V. Guarracino, Torino, Aragno editore, 2016
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
- Nomi citati
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 26 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1821