Leopardi · Lettera n. 1811
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Sinner, Gabriel Rodolphe Louis : de
- Data
- 18 dicembre 1832
- Luogo di partenza
- Firenze
- Luogo di arrivo
- Parigi
- Note alla data
- Firenze 18 Dicembre 1832
- Lingua
- italiano, greco antico
- Incipit
- Mio carissimo ed eccellente amico, | Non posso esprimervi con quanto piacere
- Explicit
- E ditemi qualcosa del vostro Ammonio. Vi abbraccio mille volte con tutto il cuore. | Vostro eternamente
- Regesto
-
Lettera breve questa del Leopardi che, pur dicendosi contento di leggere nuove dal de Sinner, si rammarica per l’infelice e incerta condizione vissuta dall’amico, forse costretto, per proseguire la sua carriera di filologo, a trasferirsi in Germania, lasciando un quadro del tutto negativo della natura della società francese. Dopo questa breve parentesi, Leopardi si dice alquanto in disaccordo con l’articolo sul Thesaurus pubblicato da Niccolò Tommaseo, detto K. X. Y, su commissione di Vieusseux; successivamente si accenna alla richiesta avanzatagli da Friedrich Heinrich Thilo circa la ricerca di alcuni manoscritti fuori Firenze. Alla missiva segue un poscritto in cui Leopardi si sottrae all’invio delle copie delle prose inedite, il Plotino e Porfirio e il Copernico, di cui si paventa l’eliminazione di almeno una di esse.
- Note
La lettera risponde a quella di de Sinner del 18 novembre 1832 [BL 1800].
Continuano le difficoltà di de Sinner con l'ambiente accademico francese, che non vedeva di buon occhio la diversa nazionalità e non accettava la laurea parificata a Tubinga. Terminata la supplenza all'Ecole Normale, il filologo è costretto a cercare impiego in Germania.
Leopardi si riferisce al fascicolo di settembre dell’Antologia, dove era apparso l’articolo sul Thesaurus, affidato non più a Francesco Ambrosoli, come nella lettera del 31 luglio 1832 [BL 1774], ma a Niccolò Tommaseo, definito dallo stesso Leopardi, non senza un velo di ironia, il factotum dell'Antologia.
Leopardi non è certo di riuscire a esaudire la richiesta di Thilo, avanzata mediante il de Sinner, dilungandosi in una polemica contro la gelosia e la pigrizia dei bibliotecari, come era accaduto anche nello scambio del giugno e del luglio 1832 [BL 1763 e 1774].
Arriva a Leopardi il numero della rivista Altes und Neues, dove si trovavano un articolo di Bothe e le traduzioni di due Canti (Ultimo canto di Saffo e il Canto notturno di un pastore errante dell'Asia, come in BL 1703 e 1757) e di due Operette (Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie e Detti memorabili di Filippo Ottonieri, come in 1757), nella lettera del novembre, cui si rimanda [BL 1800]. Con l'occasione, Leopardi spiega come fare arrivare da Halle, mediante lo spedizioniere Renouard, il primo volume del Codex apocryphus Novi Testamenti di Thilo, dove si trovava menzionato.
Leopardi promette l’invio, previa copia, delle sue due prose inedite nelle lettere del 21 giugno e del 31 luglio 1832 [BL 1763; 1774].
L'accenno ad Ammonio si riferisce al progetto di de Sinner di un'edizione del lessico De adfinium vocabolarium differentia.
- Testimoni
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 186 x 120, cartaceo.Segni di piegatura.
Note: Gli autografi consegnati da Leopardi a Luis de Sinner sono oggi raccolte nella Biblioteca Nazionale Centrale, sotto la segnatura Banco rari 342. Malgrado l’impegno, il filologo svizzero riuscì solo parzialmente a rendere pubblici i lavori filologici di Leopardi in territorio d’oltralpe, tanto da suscitare non pochi dubbi sulla sua lealtà. Per placare le cattive voci che incominciavano a circolare, soprattutto in seguito alla morte di Leopardi, De Sinner consegna nel 1856 le carte a Gian Pietro Vieusseux. Risale al 14 aprile 1856 la celebre lettera dove De Sinner, oltre ai manoscritti filologici, dice di inviare una «copie très-exacte de 18 lettres que notre immortel ami m’a addressées de 1831 à 37. Elles contiennent mon apologie parfaite. […] Si in les publies, il faudrait les imprimer textuellement, et y joindre celles de Ranieri» [Piergili 1882: 9-10]. Trascorso appena un anno, De Sinner si trasferì a Firenze e, a causa della sua salute cagionevole e delle sue difficoltà finanziare, decise di donare la sua biblioteca alla Palatina: il materiale donato constava di ben 6000 volumi, comprendente anche i manoscritti leopardiani. Nel 1862, dopo l’acquisizione del cavaliere bibliotecario Francesco Palermo, le carte leopardiane confluirono prima tra i codici Palatini (Serie Sinner) e, successivamente, nel Banco Rari 342.1. Ad oggi, il materiale – tra cui anche il carteggio – è conservato in Banco Rari 342.1; 342.27; 342.28, I-II.
Il testo epistolare si dispone sulle cc. 1r-2v; è presente un’ampia lacerazione lungo la piegatura del foglio.
In altro al centro di c. 1r, è presente il numero «10», autografo di de Sinner; nel margine sinistro delle carte si notano numerosi richiami d’attenzione a matita, anch’essi di mano di de Sinner.
Sono evidenti i segni della piegatura necessaria all’invio a mezzo postale, ma sono assenti l’indirizzo, i bolli postali e il sigillo di chiusura, con ogni probabilità perché la carta prevedeva un involto esterno, andato poi perduto, a contenere il plico di spedizione.
Filigrana: G M [fonte MANUS]
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v
- Edizioni
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- Leopardi 1877, lettera n. 10, pp. 175-177
- Leopardi 1878a, lettera n. 88, pp. 169-171
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 771, vol. II, pp. 507-509
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1768, vol. VI, pp. 228-230
- Leopardi 1949, lettera n. 849, pp. 1065-1067
- Leopardi 1998, lettera n. 1811, vol. II, pp. 1968-1970
- Leopardi 2006, lettera n. 856, pp. 1038-1040
- Bibliografia
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- Leopardi 1882 = Giacomo Leopardi, Nuovi documenti intorno alla vita e agli scritti di Giacomo Leopardi raccolti e pubblicati da Giuseppe Piergili, a cura di Giuseppe Piergili, Firenze, Le Monnier, 1882
- Timpanaro 1955 = Sebastiano Timpanaro, La filologia di Giacomo Leopardi, Firenze, Le Monnier, 1955
- Leopardi 1969 = Giacomo Leopardi, Scritti filologici (1817-1832), a cura di Giuseppe Pacella e Sebastiano Timpanaro, Firenze, Le Monnier, 1969
- Bellucci 1996 = Novella Bellucci, Giacomo Leopardi e i contemporanei. Testimonianze dall'Italia e dall'Europa in vita e in morte del poeta, Firenze, Ponte Alle Grazie, 1996
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 15 novembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1811