Leopardi · Lettera n. 1803
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Ranieri, Antonio
- Data
- [25 novembre 1832]
- Luogo di partenza
- Firenze
- Luogo di arrivo
- Napoli
- Note alla data
- 25 Nov. | 27 Nov. [1832]
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Ranieri mio. Ier sera, sabato, il Piatti mi portò la tua 17, dopo cinque ordinarii
- Explicit
- Non mi dici se questa debbo farla con sopraccarta o senza, ma mi par senza. Addio, anima mia.
- Regesto
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La lettera viene compilata in due momenti, una prima parte il 25, la seconda il 27 novembre. Nella missiva, datata al 25 novembre, Leopardi dice di aver ricevuto solo il giorno precedente la lettera di Ranieri del 17, alla quale risponde, dicendo che Niccolini è in campagna e che non ha ricevuta la lettera a lui indirizzata. Il mancato recapito della corrispondenza ha creato non pochi problemi: Giacomo, infatti, non ha potuto incontrare [Pietro Leopoldo] Mannucci, segretario generale delle poste toscane, come chiedeva Ranieri nella precedente sua, ad oggi non pervenuta. Al contrario, è stato concluso l’affare con il banchiere Castelnuovo, con la consegna delle cambiali. Leopardi insiste sui silenzi dell’amico, dal quale non ha notizie dall’8 del mese corrente, mediante la lettera acclusa alla corrispondenza del Vieusseux. Leopardi torna a scrivere il 27, quando riceve la lettera indirizzata da Ranieri del 13 e del 22 novembre, dicendo che non è riuscito a rintracciare il Niccolini, il quale non avrà ricevuto la lettera inviata dallo stesso Ranieri, né a «parlare alla Clodovea», cercando un probabile rimedio nel Papadopoli, il solo a conoscere a Venezia. Per tali ragioni, tenterà ogni mezzo per aiutare l’amico. La lettera si chiude con la confessione da parte di Leopardi del suo stato di salute precario e con un accenno di servizio, circa le modalità di spedizioni, se con o senza la «sopraccarta».
- Note
la lettera segue un'altra leopardiana del 24 novembre 1832 [BL 1802]; come si evince anche dal testo epistolare, l'arrivo della corrispondenza è piuttosto confusionario. Solo tra il 25 e il 27 novembre Leopardi riceverà le lettere del Ranieri del 17 novembre e, poi, del 13 e del 22 novembre.
Per affare con Samuel Castelnuovo si deve intendere il ritiro da parte di Leopardi di due cambiali quietanzate. Nei mesi precedenti Ranieri aveva sottoscritto una cambiale, a firma di Giuseppe Ferrigni e Antonio Falanga, a favore di Giacomo. La quota però dovette passare poi allo stesso Ranieri (Leopardi, infatti, aveva a disposizione del denaro del Piatti e l’assegno paterno), con il rinnovo delle cambiali. Per non essere state protestate al momento della loro scadenza e senza pagamento, Leopardi rischiò addirittura l’arresto, per poi riuscire a ritirare le cambiali e a risolvere l’affare con lo stesso Castelnuovo [LEOPARDI 1934-1941].
Forse, come suppone il Moroncini, sotto il nome di Clodovea, pseudonimo impiegato anche da Ranieri per farsi recapitare le sue lettere (come si intende in BL 1302), si cela Pietro Leopoldo Mannucci, che avrebbe dovuto far da tramite tra Ranieri e la Pelzet, a quel tempo in tournée a Venezia; per questo motivo Leopardi fa accenno a un probabile intervento in aiuto del veneziano Papadopoli. Le «angustie» in cui che dovevano affliggere il Ranieri non erano solamente causate dall’amore controverso con Maddalena Pelzet, ma anche da ragioni economiche, rese ancor più difficoltose dall’ostilità del padre di Ranieri a continuare a voler mantenere il figlio e, si sottintende, anche lo stesso Leopardi [LEOPARDI 1934-1941].
- Testimoni
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXVI.2, c. 1r-v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti.Firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, correzioni, segno di sigillo.
Note: La presente lettera, insieme ad altre 38, si trova rilegata in un libro dal titolo Lettere autografe di Giacomo Leopardi ad Antonio Ranieri ad Adelaide Leopardi questi cari ricordi di famiglia offre Amerigo De Gennaro Ferrigni 15 luglio 1897. È molto probabile che il volume, di rinomata fattura con brossura in oro, fosse un dono di matrimonio del Ferrigni ad Adelaide, figlia del conte Giacomo, nipote di Leopardi, dalla parte del ramo della famiglia di Pier Francesco, sposata a Recanati nel 1897. I due si trasferirono nella villa di Torre del Greco, di cui era erede lo stesso Ferrigni, alle pendici del Vesuvio. Dopo la morte della giovane, accorsa a pochi mesi dal matrimonio, Amerigo lascia la casa al nipote Antonio Carafa. Il fortunato, da parte sua, oltre la struttura architettonica, dovette ereditarne anche i suoi tesori, tra cui questo cospicuo fascio di lettere di Giacomo Leopardi a Ranieri.
È presente una numerazione riferita al luogo di inserimento nel libro: 2.
Il testo della lettera si dispone sul solo recto; non si segnalano interventi a testo da parte dello scrivente, se non una cancellatura (che >l’atto< è terminato) e una sottolineatura («dei 13»).
Sul verso è presente l’indirizzo e i timbro postali di invio (FIRENZE) e di ricezione (NAP 1832 | 3 DIC.)
Presente la traccia del sigillo in ceralacca arancione.
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Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, C.L. XXVI.2, c. 1r-v
- Edizioni
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- Leopardi 1909, lettera n. 2, p. 533
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1761, vol. VI, pp. 224-225
- Leopardi 1949, lettera n. 843, pp. 1062-1063
- Leopardi 1998, lettera n. 1803, vol. II, pp. 1964-1965
- Leopardi 2006, lettera n. 849, p. 1035
- Leopardi 2016b
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Leopardi 2016b = Giacomo Leopardi – Antonio Ranieri. Addio, anima mia. Carteggio, a cura di V. Guarracino, Torino, Aragno editore, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 08 febbraio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1803