Leopardi · Lettera n. 1774

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Sinner, Gabriel Rodolphe Louis : de
Data
31 luglio 1832
Luogo di partenza
Firenze
Luogo di arrivo
Firenze
Note alla data
Firenze 31 Luglio 1832
Lingua
italiano
Incipit
Avendo ricevuto l’amatissima vostra dei 7, sono stato
Explicit
è incredibile la pigrizia e la nullità di questa gente. Addio, amatemi sempre, e scrivetemi. |Vostro cordialissimo amico
Regesto

Leopardi, a seguito della precedente corrispondenza con de Sinner, comunica la decisione, presa in accordo con Vieusseux, di affidare a Francesco Ambrosoli l’articolo a proposito del Thesaurus da pubblicare sull’Antologia. Leopardi aggiunge poi una nota riguardo le sue due prose, il Plotinio e Porfirio e il Copernico, non credendo possano apparire a stampa slegate dal contesto delle Operette morali; malgrado l’incertezza, Leopardi farà copiare i testi per poi inviarglieli. Allo stesso modo si farà per i supplementi al Saggio sopra gli errori popolari. Qualora, continua Leopardi, de Sinner si volesse occupare di una nuova ristampa dei Canti oltralpe, lo prega di far attenzione all’ultimo esemplare speditogli da Leopardi, dove sono corretti a mano molti errori di stampa.

Note

La lettera risponde alla sinneriana del 7 luglio 1832 [BL 1768].
Alla lettera, come richiesto da de Sinner, era allegato un esemplare «sotto fascia» del Torquato Tasso di Giovanni Rosini [BL 1768].
Leopardi, dopo un primo invio nel maggio 1831, aveva inviato all’amico un esemplare dei Canti «un poco usato» nel febbraio 1832, come si legge nella missiva leopardiana del 21 febbraio 1832 [BL 1715].
Il riferimento a notizie che dovevano arrivare da Roma è intorno alla ricerca di informazioni di carattere filologico, come si legge nella lettera del 26 aprile 1832 [BL 1740], poi tramessi al cugino Melchiorri di stanza a Roma [cfr. lettere del 15 maggio e del 31 maggio 1832, BL 1744 e 1755]. Ancora nel giugno, Leopardi infatti scriveva: «Da Roma non ho ancora che delle risposte insignificanti alle questioni da Voi propostemi: ma insisterò tanto, che otterrò pure qualche cosa di preciso. È ben vero che difficilmente si può far cosa alcuna alla Vaticana in tempo delle vacanze, che durano da Giugno a Novembre. Le Biblioteche di Roma son chiuse durante tutto questo tempo» [BL 1763].

Testimoni
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 215 x 134.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.

    Note: Gli autografi consegnati da Leopardi a Luis de Sinner sono oggi raccolte nella Biblioteca Nazionale Centrale, sotto la segnatura Banco rari 342. Malgrado l’impegno, il filologo svizzero riuscì solo parzialmente a rendere pubblici i lavori filologici di Leopardi in territorio d’oltralpe, tanto da suscitare non pochi dubbi sulla sua lealtà. Per placare le cattive voci che incominciavano a circolare, soprattutto in seguito alla morte di Leopardi, De Sinner consegna nel 1856 le carte a Gian Pietro Vieusseux. Risale al 14 aprile 1856 la celebre lettera dove De Sinner, oltre ai manoscritti filologici, dice di inviare una «copie très-exacte de 18 lettres que notre immortel ami m’a addressées de 1831 à 37. Elles contiennent mon apologie parfaite. […] Si in les publies, il faudrait les imprimer textuellement, et y joindre celles de Ranieri» [Piergili 1882: 9-10]. Trascorso appena un anno, De Sinner si trasferì a Firenze e, a causa della sua salute cagionevole e delle sue difficoltà finanziare, decise di donare la sua biblioteca alla Palatina: il materiale donato constava di ben 6000 volumi, comprendente anche i manoscritti leopardiani. Nel 1862, dopo l’acquisizione del cavaliere bibliotecario Francesco Palermo, le carte leopardiane confluirono prima tra i codici Palatini (Serie Sinner) e, successivamente, nel Banco Rari 342.1. Ad oggi, il materiale – tra cui anche il carteggio – è conservato in Banco Rari 342.1; 342.27; 342.28, I-II.

    Il testo epistolare occupa le cc. 1r-2r.
    A c. 2v è presente l’indirizzo; i timbri postali e il sigillo arancione di chiusura che ha causato uno strappo sul lato sinistro e un ulteriore assottigliamento della carta, già piuttosto sottile, sul lato destro all’atto dell’apertura della lettera.
    A c. 1r, in alto al centro, è presente il numero «8», autografo di de Sinner, a indicare la serie numerica delle lettere leopardiane.
    Filigrana: assente. [fonte MANUS]

Edizioni
Bibliografia
  • Leopardi 1882 = Giacomo Leopardi, Nuovi documenti intorno alla vita e agli scritti di Giacomo Leopardi raccolti e pubblicati da Giuseppe Piergili, a cura di Giuseppe Piergili, Firenze, Le Monnier, 1882
  • Timpanaro 1955 = Sebastiano Timpanaro, La filologia di Giacomo Leopardi, Firenze, Le Monnier, 1955
  • Leopardi 1969 = Giacomo Leopardi, Scritti filologici (1817-1832), a cura di Giuseppe Pacella e Sebastiano Timpanaro, Firenze, Le Monnier, 1969
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Nomi citati

Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 15 novembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1774