Leopardi · Lettera n. 1765
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- Leopardi, Paolina
- Data
- 26 giugno 1832
- Luogo di partenza
- [Firenze]
- Luogo di arrivo
- Recanati
- Note alla data
- L'indicazione dell'anno, altrimenti assente, è annotata da Paolina Leopardi, come da sua usanza, nello spazio della sovraccarta a c. 1v: «1832 | 26 giug.»; l'indicazione del luogo, altrimenti assente, si desume dai bolli postali
- Lingua
- italiano
- Incipit
- Cara Pilla. Io non penso più alla salute, perchè di salute e di malattia non m'importa più nulla
- Explicit
- Bacia la mano al Papà e alla Mamma, e abbraccia Carlo e Pietruccio.
- Regesto
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In risposta a una l. di Paolina che non è ad oggi nota, Leopardi confessa il rammarico di non riuscire a vivere del lavoro di penna. Il recente dispiacere, infatti, proveniva dal naufragio del progetto de «Lo Spettatore Fiorentino», un giornale che, all'opposto dell'«Antologia», non avrebbe dovuto trasmettere idee positive, o nozioni di scienza, politica ed economia [cfr. infra Nota 1]. Una volta steso il «contratto in carta bollata» con l'editore Freppa di Livorno, una delibera Torello Ciantelli, presidente del Consiglio dei Ministri, aveva impedito l'uscita e la divulgazione della rivista. Il poeta riconduce la sorgente della recente crisi editoriale alla data del 25 luglio 1830, quando il moto rivoltoso aveva portato al trono Luigi Filippo.
Paolina era stata contattata dal cugino Ruggero Antici per ricevere una copia dei Canti leopardiani; Giacomo la informa dell'impossibilità di ottenerla. L'Antici aveva scritto a Leopardi il 19 maggio [BL 1747], ed egli non aveva risposto direttamente per la fatica che lo scrivere gli procurava, ma anche, probabilmente, perché si era infastidito delle battute che aveva letto nella l. [cfr. infra Nota 2].
Alla contessa interessava inoltre conoscere le modalità di associazione ai giornali di Francoforte; a questo proposito Leopardi si era informato tramite Vieusseux, il quale gli aveva fornito delle indicazioni riportate poi alla sorella [cfr. infra Nota 3]. - Note
Risponde a una l. di Paolina Leopardi ad oggi non nota.
1. Leopardi aveva redatto il Preambolo della rivista, nel quale illustrava le caratteristiche dei compilatori: «Bisogna sapere che questi amici non sono letterati, anzi aborrono questa qualitá in maniera che a chi li chiamasse con questo titolo volentieri domanderebbero spiegazione o soddisfazione. Non sono filosofi; non conoscono, propriamente parlando, nessuna scienza; non amano la politica, né la statistica, né l’economia pubblica o privata. Come essi non sono nulla, cosí è molto difficile a definire che cosa debba essere il loro giornale. Essi medesimi non lo sanno: cioè diciamo meglio, ne hanno un certo concetto cosí nella mente; ma quando si viene a volerlo determinare per esprimerlo con parole, allora nasce una gran confusione. Non si trova altro che idee negative; giornale non letterario, non filosofico, non politico, non istorico, non di mode, non di arti e mestieri, non d’invenzioni e scoperte, e via discorrendo. Ma un’idea positiva, e una parola che dica tutto, non viene». Il giornale avrebbe dovuto intitolarsi le flâneur, di cui però non esisteva un corrispettivo italiano; per questo motivo, si propese per «Lo Spettatore Fiorentino».
2. Ruggero Antici si rivolgeva con queste parole a Leopardi circa la nomina ad accademico della Crusca: «ma ditemi, di buona grazia, quelli tali che hanno quest'altissimo onore di essere annoverati nell'Accademico Albo della Crusca, si cibano sempre di sola crusca, oppure questa crusca si converte per loro in pagnotte; o per esprimermi meglio, evvi per questi fumo e arrosto, oppure solo fumo?»; al poeta le parole dovettero risultare sgradite, soprattutto in un periodo nel quale soffriva particolarmente il non riuscire a vivere del mestiere della penna.
3. Con ogni probabilità Paolina era interessata a ricevere giornali stranieri per il recente avvio dell'impresa editoriale del padre «La Voce della Ragione», nella quale ella svolgeva un ruolo attivo nella traduzione di articoli.
- Testimoni
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 199, c. 1r-v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 329 x 215.Elementi non verbali: [Assenti].
Note: Autografo, senza firma.
Inviata a Paolina Leopardi, la lettera rimase tra le carte dell'archivio di Casa Leopardi dove è conservata ancora oggi.
Il testo si dispone sul solo recto.
A c. 1v si legge l'indirizzo. [Fonte: Manus]
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Recanati, Biblioteca privata Leopardi, Lettere autografe, 199, c. 1r-v
- Edizioni
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- Leopardi 1849, lettera n. 508, vol. II, pp. 193-194
- Leopardi 1856, lettera n. 508, vol. II, pp. 194-195
- Leopardi 1892a, lettera n. 754, vol. II, pp. 487-488
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 754, vol. II, pp. 487-488
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1727, vol. VI, pp. 192-193
- Leopardi 1949, lettera n. 823, pp. 1042-1043
- Leopardi 1998, lettera n. 1765, vol. II, pp. 1930-1931
- Leopardi 2006, lettera n. 828, pp. 1015-1016
- Bibliografia
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- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 07 febbraio 2025
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1765