Leopardi · Lettera n. 1749
- Mittente
- Leopardi, Giacomo
- Destinatario
- De Sinner, Louis
- Data
- 24 maggio 1832
- Luogo di partenza
- Firenze
- Luogo di arrivo
- Parigi
- Note alla data
- Firenze 24 Maggio 1832
- Lingua
- italiano, francese; latino
- Incipit
- Io non saprei dirvi quanto mi abbia rallegrato
- Explicit
- Amatemi e credetemi fin ch’io vivo | tutto vostro riconoscentissimo ed affettuosissimo amico
- Regesto
-
Leopardi risponde dettagliatamente alle questioni filologiche presentategli da de Sinner, mostrandosi disponibile a chiarimenti e all’invio di tutto il materiale necessario. D’accordo che i suoi lavori non debbano essere interpretati alla luce di un’inclinazione religiosa, come era apparso invece sulla rivista ‘der Hesperus’, Leopardi fornisce, passando repentinamente alla lingua francese, una definizione della sua «philosophie désespérante», destinata a rimanere celebre («mes sentiments envers la destinée ont été et sont toujours ceux que j’ai exprimés dans Bruto Minore»). Dopo aver comunicato l’arrivo a Roma del fascicolo del Thesaurus e della stampa del dramma di Rosini, il Torquato Tasso, Leopardi esorta l’amico a scrivergli.
- Note
Questa leopardiana risponde alla lettera del de Sinner del 26 aprile [BL 1740]: «Io non saprei mai dirvi quanto mi abbia rallegrato la vostra amabilissima lettera dei 26 Aprile».
De Sinner aveva inviato quattro numeri della rivista der Hesperus in allegato alla lettera del 26 aprile 1832 [BL 1740].
De Sinner aveva inviato il primo fascicolo del Thesaurus, come si legge nella lettera del gennaio 1832 [BL 1703].
De Sinner aveva inviato il fascicolo del Thesaurus dello Stefano in allegato alla lettera del 30 novembre 1831, cui si rimanda [BL 1684], per arrivare a Roma con sei mesi di ritardo e, infine, a Leopardi nel giugno 1832.
In riferimento al Saggio sopra gli errori popolari, qui Leopardi allude al rifacimento, cui lavora a partire dal 1817. In realtà, non smetterà di ragionare e sistemare la materia contenuta nella sua opera giovanile, per poi, eventualmente, poterla riutilizzare, come si legge bene anche il LEOPARDI 1934-1941: VI 177.
Come sottolinea anche BELLUCCI 1996, Leopardi non deve aver letto direttamente la presentazione di Henschel, apparse sul 'der Hesperus', che non facevano affatto allusione alla invenzione dellla «faiblesse» e della «vulgarité», ribattuta da Leopardi; è quindi probabile che Leopardi abbia risposto sulla scorta di quanto riportato da de Sinner che non concordava né con l'interpretazione di Notter, che esortava Leopardi ad avvicinarsi alla religione, né con la giunta del correttore che imputava agli studi la salute precaria del poeta.
Già nella lettera del febbraio 1832 Leopardi, sulla scorta di quanto riferitogli da Vieusseux [BL 1715], aveva accennato al fiasco dell'opera Torquato Tasso di Rosini, messa in scena a Firenze. Un insuccesso che non si verificò invece a Pisa, dove Rosini rappresentò e pubblicò il suo dramma.
- Testimoni
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v
Originale, manoscritto autografo.Fogli sciolti, mm 227 x 176.Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, timbro postale, segni di piegatura, segno di sigillo.
Note: Gli autografi consegnati da Leopardi a Luis de Sinner sono oggi raccolti nella Biblioteca Nazionale Centrale, sotto la segnatura Banco rari 342. Malgrado l’impegno, il filologo svizzero riuscì solo parzialmente a rendere pubblici i lavori filologici di Leopardi in territorio d’oltralpe, tanto da suscitare non pochi dubbi sulla sua lealtà. Per placare le cattive voci che incominciavano a circolare, soprattutto in seguito alla morte di Leopardi, De Sinner consegna nel 1856 le carte a Gian Pietro Vieusseux. Risale al 14 aprile 1856 la celebre lettera dove De Sinner, oltre ai manoscritti filologici, dice di inviare una «copie très-exacte de 18 lettres que notre immortel ami m’a addressées de 1831 à 37. Elles contiennent mon apologie parfaite. […] Si in les publies, il faudrait les imprimer textuellement, et y joindre celles de Ranieri» [Piergili 1882: 9-10]. Trascorso appena un anno, De Sinner si trasferì a Firenze e, a causa della sua salute cagionevole e delle sue difficoltà finanziare, decise di donare la sua biblioteca alla Palatina: il materiale donato constava di ben 6000 volumi, comprendente anche i manoscritti leopardiani. Nel 1862, dopo l’acquisizione del cavaliere bibliotecario Francesco Palermo, le carte leopardiane confluirono prima tra i codici Palatini (Serie Sinner) e, successivamente, nel Banco Rari 342.1. Ad oggi, il materiale – tra cui anche il carteggio – è conservato in Banco Rari 342.1; 342.27; 342.28, I-II.
Il testo epistolare si dispone sulle cc. 1r-2r.
A c. 2v si leggono l’indirizzo, i timbri postali e la traccia del sigillo in il sigillo in ceralacca nero ha causato uno strappo sul lato sinistro e un piccolo foro sul lato destro all’atto dell’apertura della lettera.
A c. 1r, in alto a sinistra, è presente il numero «7», autografo di de Sinner, a indicare la serie numerica delle lettere leopardiane; seguono alle cc. 1v e 2r numerose annotazioni e richiami d’attenzione di de Sinner.
Filigrana: D.ILARIO CALAMA[…] / [anno] [fonte MANUS]
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Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Banco Rari, 342.23, cc. 1r-2v
- Edizioni
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- Leopardi 1877, lettera n. 7, pp. 170-172 [è datata erroneamente al 23 maggio 1832]
- Leopardi 1878a, lettera n. 83, pp. 157-160
- Leopardi 1923-1924, lettera n. 748, vol. II, pp. 476-480
- Leopardi 1934-1941, lettera n. 1712, vol. VI, pp. 176-178
- Leopardi 1949, lettera n. 816, pp. 1031-1034
- Leopardi 1998, lettera n. 1749, vol. II, pp. 1911-1914
- Leopardi 2006, lettera n. 820, pp. 1004-1007
- Bibliografia
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- Leopardi 1882 = Giacomo Leopardi, Nuovi documenti intorno alla vita e agli scritti di Giacomo Leopardi raccolti e pubblicati da Giuseppe Piergili, a cura di Giuseppe Piergili, Firenze, Le Monnier, 1882
- Timpanaro 1955 = Sebastiano Timpanaro, La filologia di Giacomo Leopardi, Firenze, Le Monnier, 1955
- Leopardi 1969 = Giacomo Leopardi, Scritti filologici (1817-1832), a cura di Giuseppe Pacella e Sebastiano Timpanaro, Firenze, Le Monnier, 1969
- Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
- Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)
Scheda di Ilaria Burattini | Ultima modifica: 15 novembre 2024
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1749