Leopardi · Lettera n. 1743

Mittente
Leopardi, Giacomo
Destinatario
Vieusseux, Giovan Pietro
Data
10 maggio 1832
Luogo di partenza
Firenze
Luogo di arrivo
Firenze
Note alla data
Firenze 12 Maggio 1832
Lingua
italiano
Incipit
Mio carissimo Vieusseux. Dichiaro che non sono autore del libro
Explicit
con un capoverso (a linea) separato, acciocchè non possa sfuggire all'occhio.
Regesto

Leopardi non tollerava il fatto che nella cerchia degli amici di Toscana e in altri centri della Penisola il suo nome venisse associato ai Dialoghetti monaldiani: per questo motivo, nonostante il dispiacere provocato dal fatto che Monaldo gli spediva un aiuto economico per poter sopravvivere, decise di far pubblicare nell'«Antologia» una dichiarazione che smentiva la voce secondo cui fosse lui l'autore del libro. Si raccomanda con Vieusseux di fare in modo che, nella rivista, lo scritto fosse messo in risalto, così da esser visto da più persone possibile.

Note

Segue la l. di Giovan Pietro Vieusseux dell'aprile o maggio 1832 [BL 1742].
1. La dichiarazione fu stampata nel fascicolo di marzo, a seguito di un articolo di Giuseppe Gazzieri. Leopardi, in una l. del 28 maggio [BL 1753], aveva informato il padre di tale scelta, spiegando che, pur avendo esitato per quattro mesi, aveva deciso di intervenire per due motivi: da un lato, per non appropriarsi indebitamente del merito dell'opera altrui, trattandosi in particolare di suo padre; dall'altro, per non essere associato ad un presunto "cambiamento di opinioni" o "conversione", che contrastava con la coerenza dei suoi principi personali. Leopardi espresse rispetto per i contenuti dei Dialoghetti e per chi li professava sinceramente, ma ribadì che le sue idee non erano mutate. Cercò così di giustificare con tatto la propria scelta, sottolineando sia l’esigenza di onestà sia la difesa del proprio onore intellettuale.

Testimoni
  • Firenze, Biblioteca nazionale centrale, Vieusseux, Carteggio, 57.134 e 134bis, cc. 1r-3v

    Vedi immagini

    Originale, manoscritto autografo.
    Fogli sciolti, mm 217 x 127.
    Lettera firmata, firma autografa, indirizzo presente, segni di piegatura.
    Elementi non verbali: [Assenti].

    Note: Autografo.
    Il testimone consta di un bifoglio e di una carta sciolta.
    Il testo si dispone sulle sole c. 1r e 3r; bianche le cc. 1v, 2r e 3v.
    A c. 2v si legge l'indirizzo, ma sono assenti bolli postali e sigilli di chiusura, perché assai probabilmente la lettera venne consegnata a mano, data la presenza di entrambi i corrispondenti nella stessa città.

    Da Manus: Inviata a Giovan Pietro Vieusseux, la lettera rimase tra le carte del direttore dell'Antologia, finché queste non vennero cedute dagli eredi alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Edizioni
Bibliografia
  • Benucci et al. 2001 = Leopardi nel carteggio Vieusseux. Opinioni e giudizi dei contemporanei (1823-1837), a cura di Elisabetta Benucci, Laura Melosi, Daniela Pulci, Firenze, Olschki, 2001
  • Genetelli 2016 = Christian Genetelli, Storia dell'epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016
  • Marozzi 2023 = Gioele Marozzi, Percorsi nell'Epistolario di Giacomo Leopardi. La storia e le carte riemerse, Macerata, eum, 2023 (Leopardiana)

Scheda di Ilaria Cesaroni | Ultima modifica: 05 gennaio 2026
Permalink: https://epistulae.unil.ch/projects/leopardi/letters/1743